Intervento del 16-04-2019

Intervento del 16-04-2019

Cari amici di Meritocrazia,

oggi il mio intervento non può che essere dedicato ai tragici fatti di Parigi ed, in particolare, al rogo che ha devastato la cattedrale di Notre Dame, simbolo mondiale indiscusso della magnificenza architettonica e della cultura europea, pietra miliare dell’immaginario collettivo, da sempre icona della grandezza umana e della imperturbabilità al trascorere del tempo.

Tutti noi ne abbiamo varcato fisicamente o virtualmente la soglia almeno una volta nella vita, perchè tanta è da sempre considerata la bellezza ed il fascino di tale opera d’arte, che la stessa ha ispirato eccezionali pellicole, serie televisive, leggende, romanzi, documentari e finanche indimenticabili classici animati.

Ebbene, inevitabilmente, vedere crollare la guglia centrale ed il tetto dell’intera navata tra fiamme devastanti, lacrime dei cittadini e suono assordante delle sirene dei mezzi di soccorso intervenuti, davvero ci riempie di tristezza e di dolore, perchè, attoniti, assistiamo all’ennesima distruzione di uno dei nostri pilastri culturali e finanche morali, consapevoli che con la rovina dell’edificio cadono anche molte delle nostre certezze, dei nostri capisaldi, di quelle icone della solidità della storia e della nostra presenza sul Pianeta e la mente corre veloce ad altre sciagure estere, come il crollo delle Twin Towers ma anche tristemente nostrane, ricorrendo non più di 10 giorni fa il decennale del devastante terremoto de L’Aquila.

Ma sono queste le occasioni in cui, immancabilmente, riscopriamo anche la grandezza del genere umano, la forza della solidarietà e dei più nobili sentimenti che sembrano sepolti sotto le nostre macerie morali derivanti da una quotidianità che sembra apparire sempre più egoistica, cinica, spietata.

Ed allora il seme della speranza che rifiorisce in questi tragici momenti è il vero dato positivo che deve spronarci a ripensare il modo di vivere il nostro tempo, perchè non è ammissibile che le migliori qualità dell’uomo emergano solo in situazioni di shock, di tragedia, di mutamenti epocali, ma è necessario che eventi come quello di Parigi ci insegnino a ricostuire al più presto non tanto e non solo l’architettura monumentale, quanto piuttosto l’architettura valoriale, culturale e sociale del nostro viver quotidiano, perchè questa deve essere la vera sfida collettiva, altrimenti non potremmo che ritenerci complici del crollo sociale, ipotesi questa certamente meno roboante ma dall’effetto immancabilmente più devastante di qualsiasi altro evento materiale.

Oggi siamo tutti parigini, ma ricordiamoci anche che ogni giorno siamo tutti cittadini

Buona giornata a tutti

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