Intervento di Nicola Vacca

Intervento di Nicola Vacca

Parlando di Meritocrazia si punta alla Sostanza, ma credo che se è vero che l’abito non fa il Monaco, altrettanto vero è che l’abito lo si riconosce dall’abito: quindi lascio la Sostanza al significato proprio del Merito e punto alla Forma.
Ritengo fondamentale identificare una scaletta di principi e valori che dovranno ambire a guidare tutto il Movimento e l’attività dello stesso, perché è più che opportuno soffermarci sul metodo che si adopera: in Meritocrazia il fine non giustifica i mezzi e anzi, sono i mezzi a doverne qualificarne il Fine.
Forse sarebbe un po’ per tutti – e mi riferisco generalmente al contesto complessivo nel quale oggi viviamo – ora di ritrovare il valore dell’educazione, del rispetto, del porsi all’attenzione e all’ascolto degli altri; del capire gli altri, del cogliere tutto il lavoro che c’è alle spalle dell’attività di ciascuno.
Oggi guardiamo probabilmente un po’ troppo l’erba del vicino, decantando sempre quanto essa sia più verde, rigogliosa e facilitata. Vediamo del manager l’agio, del professionista la libertà, dell’impiegato la mancata responsabilità, dell’operaio gli orari certi… ma sono tutte visioni riduttive, spesso false o falsate, legate all’individualismo e ad un modo di vivere che ci ha portato a pensare prima all’orticello nazionale, poi all’orticello di famiglia… adesso addirittura siamo all’orticello individuale.
Io credo che per ritornare a parlare sostanzialmente di temi importanti e affinchè questi temi vengano realmente colti, il primo strumento che Meritocrazia deve imporsi è quello all’ascolto: un metodo diverso da quello tipicizzato negli ultimi anni; discostarsi da un fare aggressivo, che pretende di comandare e pretende di dire agli altri quello che devono pensare, quello in cui devono credere.
Meritocrazia è un contenitore che raccoglie ciò che i Meritevoli hanno da suggerirci e che li guida, perché questa è l’altra cosa che manca: il metodo passa dalla guida, una guida preparata, competente, responsabile eticamente e professionalmente.
Meritocrazia già possiede in tal senso una ricchezza di tecnici e di intelligenze, che dovranno aiutarci a guidare il faro con metodo e con stile (perché anche lo Stile ha sempre saputo distinguere l’Italia). Un nuovo gruppo di persone, insomma, che si ponga in una maniera diversa per ottenere, finalmente, cose diverse.
Perché solo il Fine più nobile Merita di farsi voce delle eccellenze.

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