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dai Social Media

pubblicato il 09.16.19

L'Italia che Merita

DALL’ERA DEL CAPITALISMO ALL’ERA DELLA SOSTENIBILITÀ
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Per i più importanti top manager americani il profitto non è più l’unico obiettivo: Meglio puntare su persone e ambiente.
La Business Roundtable ha pubblicato una dichiarazione che capovolge il concetto di capitalismo e punta l’attenzione delle imprese sui lavoratori, i fornitori e le comunità in cui operano.
Trattasi di un’associazione composta da 257 amministratori delegati delle principali società americane che ha presentato una nuova dichiarazione in cui gli stessi si impegnano a guidare le proprie aziende a beneficio di tutte le parti interessate: clienti, dipendenti, fornitori, comunità e azionisti.
A partire dalla rivoluzione industriale il motore dell’economia è stato il capitalismo, dove tutto era permesso in nome del profitto a vantaggio degli azionisti. I dipendenti, i fornitori, le comunità in cui operavano e tutta la filiera coinvolta erano l’ultima delle preoccupazioni, quello che ha sempre contato erano i risultati economici e quanto gli azionisti guadagnavano sui loro investimenti.
Con la sua dichiarazione la Business Roundtable ha raccomandato alle aziende americane di cambiare il modo in cui operano e porre attenzione ai propri dipendenti, alle realtà in cui conducono il loro business e ai fornitori con l’obiettivo di garantire che tutti gli attori coinvolti nel processo siano trattati in modo equo. Valori che devono venire prima delle esigenze e delle richieste di profitto degli azionisti.
Il sistema del libero mercato potrebbe essere il mezzo migliore per generare posti di lavoro, un’economia forte e sostenibile, innovazione, un ambiente sano e opportunità economiche per tutti. Infatti le imprese svolgono un ruolo vitale nell’economia creando posti di lavoro, promuovendo l’innovazione e fornendo beni e servizi essenziali.
Così assistiamo ad un’importante rottura rispetto alla tradizionale dottrina economica del capitalismo, secondo cui l’unico scopo del business è generare e massimizzare i profitti per gli azionisti.
I manager delle 181 imprese statunitensi firmatarie, tra le quali non compaiono né Facebook, né Google si impegnano a:
Offrire valore ai propri clienti, Promuovendo la tradizione delle aziende americane all’avanguardia nel soddisfare o superare le aspettative dei clienti.
Investire nei dipendenti, a partire da compensi equi e supportandoli attraverso la formazione e l’educazione per sviluppare nuove competenze per un mondo in rapido cambiamento.
Promuovere la diversità e l’inclusione, la dignità e il rispetto.
Trattare in modo equo ed etico con i fornitori. Diventare buoni partner per le altre società, grandi e piccole, che aiutano a soddisfare gli obiettivi aziendali.
Rispettare le persone nelle comunità e proteggere l’ambiente adottando pratiche sostenibili in tutte le attività.
Se ciò dovesse effettivamente accadere, sarà tutto a beneficio dei lavoratori. Il top management dovrà premiare i dipendenti sia da un punto di vista economico sia da un punto di vista dei benefit. Questo significherà più ferie, maggiori politiche di congedo di maternità e paternità, formazione sul posto di lavoro, piani pensionistici reali, accordi di lavoro flessibili, migliore copertura assicurativa e voce nella gestione dell’azienda. Oltre che maggiore attenzione all’ambiente e alle realtà in cui operano le imprese.
GIULIANA ALBARELLA
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DALL’ERA DEL CAPITALISMO ALL’ERA DELLA SOSTENIBILITÀ  
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Per i più importanti top manager americani il profitto non è più l’unico obiettivo: Meglio puntare su persone e ambiente.
La Business Roundtable ha pubblicato una dichiarazione che capovolge il concetto di capitalismo e punta l’attenzione delle imprese sui lavoratori, i fornitori e le comunità in cui operano.
Trattasi di  un’associazione composta da 257 amministratori delegati delle principali società americane che ha presentato una nuova dichiarazione in cui gli stessi si impegnano a guidare le proprie aziende a beneficio di tutte le parti interessate: clienti, dipendenti, fornitori, comunità e azionisti.
A partire dalla rivoluzione industriale il motore dell’economia è stato il capitalismo, dove tutto era permesso in nome del profitto a vantaggio degli azionisti. I dipendenti, i fornitori, le comunità in cui operavano e tutta la filiera coinvolta erano l’ultima delle preoccupazioni, quello che ha sempre contato erano i risultati economici e quanto gli azionisti guadagnavano sui loro investimenti.
Con la sua dichiarazione la Business Roundtable ha raccomandato alle aziende americane di cambiare il modo in cui operano e porre attenzione ai propri dipendenti, alle realtà in cui conducono il loro business e ai fornitori con l’obiettivo di garantire che tutti gli attori coinvolti nel processo siano trattati in modo equo. Valori che devono venire prima delle esigenze e delle richieste di profitto degli azionisti.
Il sistema del libero mercato potrebbe essere il mezzo migliore per generare posti di lavoro, un’economia forte e sostenibile, innovazione, un ambiente sano e opportunità economiche per tutti. Infatti le imprese svolgono un ruolo vitale nell’economia creando posti di lavoro, promuovendo l’innovazione e fornendo beni e servizi essenziali.
Così assistiamo ad un’importante rottura rispetto alla tradizionale dottrina economica del capitalismo, secondo cui l’unico scopo del business è generare e massimizzare i profitti per gli azionisti.
I manager delle 181 imprese statunitensi firmatarie, tra le quali non compaiono né Facebook, né Google si impegnano a:
Offrire valore ai propri clienti, Promuovendo la tradizione delle aziende americane all’avanguardia nel soddisfare o superare le aspettative dei clienti.
Investire nei dipendenti, a partire da compensi equi e supportandoli attraverso la formazione e l’educazione per sviluppare nuove competenze per un mondo in rapido cambiamento.
Promuovere la diversità e l’inclusione, la dignità e il rispetto.
Trattare in modo equo ed etico con i fornitori. Diventare buoni partner per le altre società, grandi e piccole, che aiutano a soddisfare gli obiettivi aziendali.
Rispettare le persone nelle comunità e proteggere l’ambiente adottando pratiche sostenibili in tutte le attività.
Se ciò dovesse effettivamente accadere, sarà tutto a beneficio dei lavoratori. Il top management dovrà premiare i dipendenti sia da un punto di vista economico sia da un punto di vista dei benefit. Questo significherà più ferie, maggiori politiche di congedo di maternità e paternità, formazione sul posto di lavoro, piani pensionistici reali, accordi di lavoro flessibili, migliore copertura assicurativa e voce nella gestione dell’azienda. Oltre che maggiore attenzione all’ambiente e alle realtà in cui operano le imprese.
GIULIANA ALBARELLA

pubblicato il 09.16.19

L'Italia che Merita

⏰!!!Meritocrazia Italia augura BUON ANNO SCOLASTICO
A tutti gli STUDENTI, preziosi perché rappresentano il NOSTRO FUTURO;
A tutti i DOCENTI, pilastri della società, affinché possano svolgere al meglio il proprio ARDUO e DELICATO compito;
A tutti i GENITORI, affinché possano collaborare al meglio con i Docenti, gli Ata e tutto il personale scolastico, per il bene dei propri figli e della SOCIETÀ INTERA.
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⏰!!!

pubblicato il 09.15.19

L'Italia che Merita

MERITO AL MERITO
—————————-
Perché c'è davvero un Paese meraviglioso da raccontare. Iniziativa senza scopo di lucro portata avanti da volontari, volta a sensibilizzare tutti sulla tematica ambientale e sulla protezione e preservazione dell’ambiente marino. Meritocrazia Italia vuole essere megafono e motore di queste iniziative virtuose.
Un esempio per tutti, Un’Italia che ci crede!

#senzafrettamasenzasosta
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MERITO AL MERITO
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Perché cè davvero un Paese meraviglioso da raccontare. Iniziativa senza scopo di lucro portata avanti da volontari, volta a sensibilizzare tutti sulla tematica ambientale e sulla protezione e preservazione dell’ambiente marino. Meritocrazia Italia vuole essere megafono e motore di queste iniziative virtuose. 
Un esempio per tutti, Un’Italia che ci crede!

#senzafrettamasenzasosta

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Bellissima iniziativa! Valore al merito!

👍👍❤

👍 encomiabile!

❤️❤️❤️

🇮🇹❤️🇮🇹

Un esempio per tutti... ognuno dovrebbe fare la propria parte!

pubblicato il 09.15.19

L'Italia che Merita

CITTADINANZA ATTIVA
—————————————
Il Consiglio d’Europa definisce il cittadino come a person coexiting in a society.
Questa definizione è importante per due ragioni.
La prima è che il concetto di cittadinanza non è più affermato solo in termini di relazione con lo Stato Nazione ma supera gli stessi confini nazionali.
La seconda ragione è che il concetto di cittadinanza, oltre ad esprimere uno status, diventa anche un ruolo.
Non si esercita il proprio diritto di cittadinanza solo attraverso la facoltà di votare, per intenderci, ma anche attraverso azioni che hanno un impatto sulla vita della comunità, sviluppando tutte quelle competenze ed abilità necessarie ad esercitare il proprio diritto-dovere, in un mondo in cui l’altro non è un incontro fortuito, ma è parte della propria condizione.
Nella civiltà ellenica il polites si sentiva coinvolto nella gestione della sua città in prima persona: il polites, ama, combatte con ardore per i suoi concittadini, quasi fossero membri della stessa famiglia, gli interessi dell’individuo coincidono con quelli della comunità. Ognuno trova la propria realizzazione nella partecipazione alla vita collettiva e nella costruzione del bene comune.
Ecco allora che l’educazione alla cittadinanza declinata come partecipazione e impegno alla vita pubblica, diventa un obiettivo strategico ed essenziale da attuarsi attraverso la formazione di una coscienza libera e responsabile, fornendo gli strumenti culturali necessari per capire i processi di cambiamento e per potersi inserire nella società da protagonisti e non da sudditi.
Essere cittadini significa essere in grado di esercitare il proprio pensiero critico e riflessivo per trasformare la società tenendo insieme sia la dimensione dell’essere che quella del fare.
Sebbene l'educazione alla cittadinanza non sia la panacea di tutti i mali sociali, di certo può contribuire al bene comune.
L’obiettivo è quello di far si che tutti i cittadini abbiano voce ed esercitino il proprio potere di controllo su quegli annunci pubblici a cui spesso non segue il mantenimento degli impegni presi.
E allora diventa importante il ruolo della scuola che deve insegnare a controllare chi ci governa, a conservare la memoria, a cercare più soluzioni allo stesso problema, a trasformare i cittadini impazienti in cittadini esigenti e a ridare una speranza fondata ai tanti rassegnati, che stanno rinunciando alla partecipazione democratica.
di MANUELA LAMPITELLA
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CITTADINANZA ATTIVA
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Il Consiglio d’Europa definisce il cittadino come a person coexiting in a society.
Questa definizione è importante per due ragioni.
La prima è che il concetto di cittadinanza non è più affermato solo in termini di relazione con lo Stato Nazione ma supera gli stessi confini nazionali.
La seconda ragione è che il concetto di cittadinanza, oltre ad esprimere uno status, diventa anche un ruolo.
Non si esercita il proprio diritto di cittadinanza solo attraverso la facoltà di votare, per intenderci, ma anche attraverso azioni che hanno un impatto sulla vita della comunità, sviluppando tutte quelle competenze ed abilità necessarie ad esercitare il proprio diritto-dovere, in un mondo in cui l’altro non è un incontro fortuito, ma è parte della propria condizione.
Nella civiltà ellenica il polites si sentiva coinvolto nella gestione della sua città in prima persona: il polites, ama, combatte con ardore per i suoi concittadini, quasi fossero membri della stessa famiglia, gli interessi dell’individuo coincidono con quelli della comunità. Ognuno trova la propria realizzazione nella partecipazione alla vita collettiva e nella costruzione del bene comune.
Ecco allora che l’educazione alla cittadinanza declinata come partecipazione e impegno alla vita pubblica, diventa un obiettivo strategico ed essenziale da attuarsi attraverso la formazione di una coscienza libera e responsabile, fornendo gli strumenti culturali necessari per capire i processi di cambiamento e per potersi inserire nella società da protagonisti e non da sudditi.  
Essere cittadini significa essere in grado di esercitare il proprio pensiero critico e riflessivo per trasformare la società tenendo insieme sia la dimensione dell’essere che quella del fare.
Sebbene leducazione alla cittadinanza non sia la panacea di tutti i mali sociali, di certo può contribuire al bene comune.
L’obiettivo è quello di far si che tutti i cittadini abbiano voce ed esercitino  il proprio potere di controllo su quegli annunci pubblici a cui spesso non segue il mantenimento degli impegni presi.
E allora diventa importante il ruolo della scuola che deve insegnare a controllare chi ci governa, a conservare la memoria, a cercare più soluzioni allo stesso problema, a trasformare i cittadini impazienti in cittadini esigenti e a ridare una speranza fondata ai tanti rassegnati, che stanno rinunciando alla partecipazione democratica.
di MANUELA LAMPITELLA

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Grazie per questo prezioso contributo... il cambiamento inizia da noi... il cambiamento inizia con noi!

pubblicato il 09.15.19

L'Italia che Merita

Comunicato Provinciale: Esplosione ICS di Avellino
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L'associazione MeritocraziaItalia- mediante il proprio coordinatore provinciale di Avellino Anna Chiara Casillo, da sempre impegnata sul tema dell'ambiente e della qualità della vita, a seguito dell'esplosione nella giornata di ieri, della fabbrica di materiali plastici ICS sita in località Pianodardine ad Avellino, esprime tutta la propria preoccupazione per la situazione di emergenza ambientale che si è venuta a creare e che ha portato, nell'immediatezza, ad adottare provvedimenti di urgenza a tutela della salute pubblica tra cui la raccomandazione a non uscire dalle proprie abitazioni e a chiudere le finestre di casa. Pertanto, stante il pericolo di una drammatica psicosi nella popolazione circa il propagarsi di rifiuti tossici, invita l'ARPAC a fronte dei primi e tranquillizzanti dati diffusi stamane a continuare nella propria attività di monitoraggio ambientale così da rassicurare definitivamente la cittadinanza ed evitare inutili, quanto, infondati allarmismi. È necessario in tale contesto di emergenza, che le istituzioni tutte collaborino fattivamente per riportare la situazione alla normalità a partire dalla raccolta dei rifiuti, la cui temporanea sospensione già sta creando notevoli disagi ai cittadini irpini. Fermo restando il doveroso accertamento giudiziario delle cause dell'incendio, per il quale sono state avviate le prime indagini, è doveroso segnalare l'importanza che attività industriali per loro natura pericolose, come quella in oggetto, si svolgano nelle condizioni di massima sicurezza per i lavoratori e di cittadini il cui diritto ad un ambiente salubre deve essere garantito con azioni positive volte al rispetto della normativa ambientale e di igiene e sicurezza sui luoghi di lavoro. Ci aspettiamo in questo senso risposte concrete e non generici annunci, per cui vigileremo affinché anche su questo tema le istituzioni facciano la loro parte.
Anna Chiara Casillo-Coordinatore provinciale Avellino MERITOCRAZIA ITALIA
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pubblicato il 09.14.19

L'Italia che Merita

L’AFFERMAZIONE DELL’ESISTENZA NON SI MISURA IN DECIBEL
————————————-
L’impegno è il cuore della Cittadinanza attiva, il vincolo morale assunto verso qualcuno, è una necessità, qualcosa in cui si crede fermamente, è una promessa di futuro.
E certo i rassegnati e i rinunciatari potranno a buon diritto dolersi delle profonde scuciture che producono le disfunzioni sociali che forse li allontanano dai comportamenti ascrivibili alla categoria del facere.
Ma proprio nei frangenti che più oscurano la forza dinamica del comune sentire e rendono comprensibile il sentimento di impotenza, dovremmo avere a mente che il senso di cittadinanza non sempre e solo si estrinseca in comportamenti attivi bensì anche esercitando la raffinata e complessa arte del TACERE.
Tacere il consiglio che pur frequentemente dispensiamo di pensare a noi stessi perché “tanto gli altri a noi non pensano” poiché è uno schiaffo ai sei milioni e mezzo di volontari che esattamente in questa stessa era, sottraendo spazio e tempo personale, compongono in Italia il settore del sorriso gratis.
Tacere l’invettiva che getta legna al fuoco della solitudine tra i molti.
Tacere la pretesa che dispone l’altro a non dare volentieri.
Tacere l’esibizione a voce alta perché l’affermazione della nostra esistenza non si misura in decibel e non è da quanto squilla il cellulare che decifriamo se siamo veramente cercati. Ed anzi, l’esigenza di rumore dissimula con impietosa logica e certezza che sopperiamo alla nostra disistima con placebo frenetici e sommari.
Il silenzio rende invece possibile l’ascolto e l’accoglienza in sé della parola pronunciata, è linguaggio di amore, di profondità, di presenza dell’altro.
E’ percepire che l’altro chiede una risposta totale.
Nel silenzio la parola diviene importante ed è per questo che saper tacere incarna, come l’agire, prova autentica della nostra presenza sociale.
di ANNAMARIA BELLO
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L’AFFERMAZIONE  DELL’ESISTENZA NON SI MISURA IN DECIBEL
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L’impegno è il cuore della Cittadinanza attiva, il vincolo morale assunto verso qualcuno, è una necessità, qualcosa in cui si crede fermamente, è una promessa di futuro.
E certo i rassegnati e i rinunciatari potranno a buon diritto dolersi delle profonde scuciture che producono le disfunzioni sociali che forse li allontanano dai comportamenti ascrivibili alla categoria del facere.
Ma proprio nei frangenti che più oscurano la forza dinamica del comune sentire e rendono comprensibile il sentimento di impotenza, dovremmo avere a mente che il senso di cittadinanza non sempre e solo si estrinseca in comportamenti attivi bensì anche esercitando la raffinata e complessa arte del TACERE.  
Tacere il consiglio che pur frequentemente dispensiamo di pensare a noi stessi perché “tanto gli altri a noi non pensano” poiché è uno schiaffo ai sei milioni e mezzo di volontari che esattamente in questa stessa era, sottraendo spazio e tempo personale, compongono in Italia il settore del sorriso gratis.
Tacere l’invettiva che getta legna al fuoco della solitudine tra i molti.
Tacere la pretesa che dispone l’altro a non dare volentieri.
Tacere l’esibizione a voce alta perché l’affermazione della nostra esistenza non si misura in decibel e non è da quanto squilla il cellulare che decifriamo se siamo veramente cercati. Ed anzi, l’esigenza di rumore dissimula con impietosa logica e certezza che sopperiamo alla nostra disistima con placebo frenetici e sommari.
Il silenzio rende invece possibile l’ascolto e l’accoglienza in sé della parola pronunciata, è linguaggio di amore, di profondità, di presenza dell’altro.
E’ percepire che l’altro chiede una risposta totale.
Nel silenzio la parola diviene importante ed è per questo che saper tacere incarna, come l’agire, prova autentica della nostra presenza sociale.
di ANNAMARIA BELLO

pubblicato il 09.13.19

L'Italia che Merita

INCENDIO IN IRPINIA
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Questa mattina ad Avellino, nella zona industriale di Pianodardine, si è sviluppato uno spaventoso incendio. Le fiamme sono scoppiate nel piazzale della “IGS”, una impresa che costruisce contenitori in plastica per batterie. Il Prefetto del capoluogo irpino ha dichiarato lo stato di emergenza ed il Sindaco ha invitato tutta la popolazione a rimanere in casa, e soprattutto a non aprire le finestre. L’ARPAC di zona sta effettuando i monitoraggi per testare l’inquinamento dell’aria a seguito dell’incidente. Domani tutte le scuole di ogni ordine e grado rimarranno chiuse.
Meritocrazia Italia, da sempre vicina alle tematiche ambientali, esprime la sua preoccupazione per la situazione che si è creata e auspica che i danni per la popolazione irpina siano limitati.
Al tempo stesso sottolinea e si interroga sul fatto che aziende del genere, con un potenziale inquinante pericoloso, non sono munite di piani straordinari di sicurezza. Si Evidenzia l’indifferibile esigenza di varare un piano precipuo di sicurezza per tutte le imprese che operano nei più disparati settori, per evitare incidenti come questo di oggi.
E da oggi si predisporrà con il dipartimento nazionale ambiente una proposta di legge che metta al sicuro l’habitat circondante le zone dove insistono aziende con potenziale lesivo per l’ambiente.
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INCENDIO IN IRPINIA
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Questa mattina ad Avellino, nella zona industriale di Pianodardine, si è sviluppato uno spaventoso incendio. Le fiamme sono scoppiate nel piazzale della “IGS”, una impresa che costruisce contenitori in plastica per batterie. Il Prefetto del capoluogo irpino ha dichiarato lo stato di emergenza ed il Sindaco ha invitato tutta la popolazione a rimanere in casa, e soprattutto a non aprire le finestre. L’ARPAC di zona sta effettuando i monitoraggi per testare l’inquinamento dell’aria a seguito dell’incidente. Domani tutte le scuole di ogni ordine e grado rimarranno chiuse.
Meritocrazia Italia, da sempre vicina alle tematiche ambientali, esprime la sua preoccupazione per la situazione che si è creata e auspica che i danni per la popolazione irpina siano limitati. 
Al tempo stesso sottolinea e si interroga sul fatto che aziende del genere, con un potenziale inquinante pericoloso, non sono munite di piani straordinari di sicurezza. Si Evidenzia l’indifferibile esigenza di varare un piano precipuo di sicurezza per tutte le imprese che operano nei più disparati settori, per evitare incidenti come questo di oggi.
E da oggi si predisporrà con il dipartimento nazionale ambiente una proposta di legge che metta al sicuro l’habitat circondante le zone dove insistono aziende con potenziale lesivo per l’ambiente.

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In Italia, come “sempre accade”...fanno prima morire la gente e poi “partono” i monitoraggi, gli ammodernamenti...le proposte di legge etc. I ponti crollano...ma “da oggi si disporrà la nuova bottiglia di vino in quell’ottimo ristorante a Capri” 😞

Manuela Lampitella Ho ascoltato questa notizia oggi pomeriggio in auto! Ma cosa è questa "Meritocrazia Italia"?

E’ una vergogna !!!

Uno sterminio di massa

pubblicato il 09.13.19

L'Italia che Merita

In merito alla decisione di oscuramento e blocco di una decina di profili Facebook e Instagram dell’organizzazione di estrema destra CasaPound e di Forza Nuova e della stessa pagina ufficiale “CasaPound Italia”, seguita da 280mila follower, la piattaforma social fondata da Mark Zuckerberg, con nota ufficiale ha evidenziato come “... le persone e le organizzazioni che diffondono odio o attaccano gli altri sulla base di chi sono non trovano posto su Facebook e Instagram, in base alla nostra policy sulle persone e sulle organizzazioni pericolose, che vieta a coloro che sono impegnati nell'”odio organizzato” di utilizzare i nostri servizi.”
Impossibile, dunque, non essere sollevati davanti a questa svolta epocale dei social, da sempre porto franco dell'hate speech, ossia dell'aggressione verbale e dell'insulto all'indirizzo dell'altro, con forme di violenza che sfociano in una sorta di lapidazione virtuale dove la pietà umana è scomparsa anche per chi ha perso la vita.
Ma appare altrettanto evidente come l’iniziativa apra un importante dibattito e questione morale, destinata ad avere importanti strascichi e ricadute sull’assetto sociale e finanche democratico.
Per i soggetti interessati si tratterebbe di un atto illiberale, di una inaccettabile censura politica.
Per molti altri, si tratterebbe invece di un’azione meritoria, sebbene sullo sfondo si iniziano ad attanagliare alcune domande non da poco conto, quali, ad esempio, se Facebook e Instagram saranno altrettanto severi con certi siti «d’informazione» che pubblicano notizie spesso false al solo scopo di diffondere odio, ma non sono riconducibili ad una forza politica? E cosa accadrà alle pagine e ai profili diametralmente opposti che attaccano e diffondono odio verso chi non la pensa come loro?
Secondo quanto detto dal portavoce di Facebook, la regola che li ha portati a questa scelta epocale è la seguente: «Le persone e le organizzazioni che diffondono odio o attaccano gli altri sulla base di chi sono non trovano posto su Facebook e Instagram».
Benissimo. Ma se la prima parte della frase è chiara («non trova posto chi diffonde odio»), la seconda è un po’ sibillina («e chi attacca gli altri sulla base di chi sono»). Così sibillina da potere essere paradossalmente usata un giorno anche per bloccare voci scomode.
Meditiamo dunque, perchè, come ci insegna la terza legge della dinamica, ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria.
è come se ci fosse una sorta di “pudore del bene”. Il bene non fa rumore, ma MERITA di essere diffuso. Nell’era dell’individualismo, cercare di stare insieme, essere “social” per davvero, potrebbe essere un buon proposito per l’anno nuovo e una nuova avvincente sfida. Non solo in rete.
PAOLO PATRIZIO
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In merito alla decisione di oscuramento e blocco di una decina di profili Facebook e Instagram dell’organizzazione di estrema destra CasaPound e di Forza Nuova e della stessa pagina ufficiale “CasaPound Italia”, seguita da 280mila follower, la piattaforma social fondata da Mark Zuckerberg, con nota ufficiale ha evidenziato come “... le persone e le organizzazioni che diffondono odio o attaccano gli altri sulla base di chi sono non trovano posto su Facebook e Instagram, in base alla nostra policy sulle persone e sulle organizzazioni pericolose, che vieta a coloro che sono impegnati nell”odio organizzato” di utilizzare i nostri servizi.”
Impossibile, dunque, non essere sollevati davanti a questa svolta epocale dei social, da sempre porto franco dellhate speech, ossia dellaggressione verbale e dellinsulto allindirizzo dellaltro, con forme di violenza che sfociano in una sorta di lapidazione virtuale dove la pietà umana è scomparsa anche per chi ha perso la vita.
Ma appare altrettanto evidente come l’iniziativa apra un importante dibattito e questione morale, destinata ad avere importanti strascichi e ricadute sull’assetto sociale e finanche democratico.
Per i soggetti interessati si tratterebbe di un atto illiberale, di una inaccettabile censura politica.
Per molti altri, si tratterebbe invece di un’azione meritoria, sebbene sullo sfondo si iniziano ad attanagliare alcune domande non da poco conto, quali, ad esempio, se Facebook e Instagram saranno altrettanto severi con certi siti «d’informazione» che pubblicano notizie spesso false al solo scopo di diffondere odio, ma non sono riconducibili ad una forza politica? E cosa accadrà alle pagine e ai profili diametralmente opposti che attaccano e diffondono odio verso chi non la pensa come loro?
Secondo quanto detto dal portavoce di Facebook, la regola che li ha portati a questa scelta epocale è la seguente: «Le persone e le organizzazioni che diffondono odio o attaccano gli altri sulla base di chi sono non trovano posto su Facebook e Instagram».
Benissimo. Ma se la prima parte della frase è chiara («non trova posto chi diffonde odio»), la seconda è un po’ sibillina («e chi attacca gli altri sulla base di chi sono»). Così sibillina da potere essere paradossalmente usata un giorno anche per bloccare voci scomode.
Meditiamo dunque, perchè, come ci insegna la terza legge della dinamica, ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria.
è come se ci fosse una sorta di “pudore del bene”. Il bene non fa rumore, ma MERITA di essere diffuso. Nell’era dell’individualismo, cercare di stare insieme, essere “social” per davvero, potrebbe essere un buon proposito per l’anno nuovo e una nuova avvincente sfida. Non solo in rete.
PAOLO PATRIZIO

pubblicato il 09.11.19

L'Italia che Merita

IL SALARIO MINIMO
______________________

Tema concreto, oggetto del disegno di legge Catalfo, riguarda la proposta di previsione normativa del c.d. ‘salario minimo’, che ha registrato, a partire da audizioni conoscitive in Commissione Lavoro, una proliferazione di posizioni, accompagnate da motivazioni giustificative tutt’altro trascurabili.
Il ‘salario minimo’ è la retribuzione base di natura oraria, giornaliera o mensile a cui ha diritto il lavoratore, rappresentante una modalità previsionale che, se pur adottata da molti paesi europei, non ha mai visto luce nel nostro ordinamento, caratterizzato dalla predominanza della fonte pattizia rimessa alla contrattazione fra le parti sociali, cristallizzata nei vari contratti Collettivi Nazionali di ogni singolo settore.
Una forma di salario minimo esiste in gran parte dei Paesi Ocse, ma non in Italia, in cui i quasi 900 accordi a livello di settore coprono circa la totalità dei minimi retributivi e la contrattazione collettiva, ai fini del giudizio di sufficienza richiesto dall'art. 36 Cost., acquista, una presunzione di adeguatezza ai principi di proporzionalità e sufficienza, integrando il minimo retributivo costituzionale.
Nel panorama dibattimentale è possibile individuare una diversificazione di posizioni, tra:
- chi ritiene che il salario minimo non rappresenti la soluzione alla questione salariale italiana o ai problemi del mercato del lavoro italiano, visto che il 12% dei lavoratori è sottopagato, i contratti collettivi non vengono rispettati e la via preferibile sarebbe rafforzare la contrattazione nazionale, per dare legittimazione ai contratti collettivi ed evitare il dumping contrattuale.
- chi ritiene che l’Italia, afflitta da fasce di lavoro nero e da un tessuto economico caratterizzato dalla piccola piccolissima impresa, avrebbe bisogno di una definizione legislativa del salario minimo, assistita da una tutela amministrativa e penale, quale misura contro il fenomeno dei contratti pirata, evidenziando come la garanzia di una retribuzione minima per tutti libererebbe la contrattazione, consentendo una diversificazione dei modelli contrattuali, senza abolire quello nazionale, evitando che il contratto aziendale sia subordinato al nazionale, come pretendono gli accordi interconfederali sottoscritti in Italia in questi anni.
L’auspicata attribuzione legale dell’efficacia erga omnes ai contratti nazionali di settore, potrebbe porre problemi, a partire dalla selezione dei contratti di riferimento tra centinaia di contratti collettivi nazionali esistenti, a cui affidare la tutela dei livelli retributivi minimi che hanno una maggiore rappresentatività comparativa rispetto ad altri.
Quale il punto di sintesi ?
La consapevolezza che il salario minimo rappresenti uno strumento legittimo, con alcune potenzialità e limiti, e dovrà essere calibrato in ambito previsionale ed operativo con oculatezza; non costituisce una panacea innovativa alla questione salariale italiana o ai problemi del mercato del lavoro nostrani; deve essere scongiurato il rischio di traduzione dell’istituto in una nuova imposizione economica a danno delle imprese, che ne dovrebbero sopportare i costi di attuazione.
L’introduzione del salario minimo dovrebbe essere accompagnata dal taglio del cuneo fiscale destinato alle imprese.
Capire quante risorse è necessario mettere sul tavolo per garantire una equivalenza tra il maggior costo che le imprese dovranno sostenere e la riduzione del cuneo necessario a indennizzarle.
Secondo stime il costo derivante dall'introduzione di un salario minimo di 9 euro lordi l'ora sarebbe di circa 6,7 miliardi, non considerando che potrebbe avere un impatto negativo anche sulla spesa pubblica, dato che alcuni servizi acquistati dalla P.a. presentano retribuzioni inferiori. Sarebbe lo Stato il primo Ente a ritrovarsi fuori dalle regole.
PAOLO PATRIZIO
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IL SALARIO MINIMO
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Tema concreto, oggetto del disegno di legge Catalfo, riguarda la proposta di previsione normativa del c.d. ‘salario minimo’, che ha registrato, a partire da audizioni conoscitive in Commissione Lavoro, una proliferazione di posizioni, accompagnate da motivazioni giustificative tutt’altro trascurabili.
Il ‘salario minimo’ è la retribuzione base di natura oraria, giornaliera o mensile a cui ha diritto il lavoratore, rappresentante una modalità previsionale che, se pur adottata da molti paesi europei, non ha mai visto luce nel nostro ordinamento, caratterizzato dalla predominanza della fonte pattizia rimessa alla contrattazione fra le parti sociali, cristallizzata nei vari contratti Collettivi Nazionali di ogni singolo settore.
Una forma di salario minimo esiste in gran parte dei Paesi Ocse, ma non in Italia, in cui i quasi 900 accordi a livello di settore coprono circa la totalità dei minimi retributivi e la contrattazione collettiva, ai fini del giudizio di sufficienza richiesto dallart. 36 Cost., acquista, una presunzione di adeguatezza ai principi di proporzionalità e sufficienza, integrando il minimo retributivo costituzionale.
Nel panorama dibattimentale è possibile individuare una diversificazione di posizioni, tra:
- chi ritiene che il salario minimo non rappresenti la soluzione alla questione salariale italiana o ai problemi del mercato del lavoro italiano, visto che il 12% dei lavoratori è sottopagato, i contratti collettivi non vengono rispettati e la via preferibile sarebbe rafforzare la contrattazione nazionale, per dare legittimazione ai contratti collettivi ed evitare il dumping contrattuale.
- chi ritiene che l’Italia, afflitta da fasce di lavoro nero e da un tessuto economico caratterizzato dalla piccola piccolissima impresa, avrebbe bisogno di una definizione legislativa del salario minimo, assistita da una tutela amministrativa e penale, quale misura contro il fenomeno dei contratti pirata, evidenziando come la garanzia di una retribuzione minima per tutti libererebbe la contrattazione, consentendo una diversificazione dei modelli contrattuali, senza abolire quello nazionale, evitando che il contratto aziendale sia subordinato al nazionale, come pretendono gli accordi interconfederali sottoscritti in Italia in questi anni.
L’auspicata attribuzione legale dell’efficacia erga omnes ai contratti nazionali di settore, potrebbe porre problemi, a partire dalla selezione dei contratti di riferimento tra centinaia di contratti collettivi nazionali esistenti, a cui affidare la tutela dei livelli retributivi minimi che hanno una maggiore rappresentatività comparativa rispetto ad altri.
Quale il punto di sintesi ?
La consapevolezza che il salario minimo rappresenti uno strumento legittimo, con alcune potenzialità e limiti, e dovrà essere calibrato in ambito previsionale ed operativo con oculatezza; non costituisce una panacea innovativa alla questione salariale italiana o ai problemi del mercato del lavoro nostrani; deve essere scongiurato il rischio di traduzione dell’istituto in una nuova imposizione economica a danno delle imprese, che ne dovrebbero sopportare i costi di attuazione.
L’introduzione del salario minimo dovrebbe essere accompagnata dal taglio del cuneo fiscale destinato alle imprese. 
Capire quante risorse è necessario mettere sul tavolo per garantire una equivalenza tra il maggior costo che le imprese dovranno sostenere e la riduzione del cuneo necessario a indennizzarle.
Secondo stime il costo derivante dallintroduzione di un salario minimo di 9 euro lordi lora sarebbe di circa 6,7 miliardi, non considerando che potrebbe avere un impatto negativo anche sulla spesa pubblica, dato che alcuni servizi acquistati dalla P.a. presentano retribuzioni inferiori. Sarebbe lo Stato il primo Ente a ritrovarsi fuori dalle regole.
PAOLO PATRIZIO

pubblicato il 09.09.19

L'Italia che Merita

Comunicato Ufficiale
—————————————————————
Meritocrazia Italia, ascoltato il messaggio volto ad ottenere la fiducia dell’incaricato Presidente del Consiglio prof. Conte, ne apprezza lo spirito propositivo avendo riscontrato in esso alcuni richiami ai capisaldi del nostro movimento: valorizzazione del merito ed equità sociale.
Il Presidente Conte ha parlato in particolare di
•Crescita sostenibile
•Miglioramento servizi pubblici
•Rigenerazione urbana
•Fonti rinnovabili
•Protezione della risorsa mare
•Equità sociale
•Idea fase post ideologica
•Tutela PMI
•Globalizzazione con attenzione alla piccola impresa
•Tutela Made in italy
•Accesso alla cultura
•Riduzione del cuneo fiscale
•Politica integrata delle famiglie
•Attenzione alla disabilità ed alla non autosufficienza;
Con l’augurio che questi apprezzabili propositi si traducano presto in azioni concrete, giacchè questo paese ha assolutamente bisogno di una stagione in cui si guarda alle generazioni future e non alla prossima competizione elettorale.
L’Italia ha necessità non più di slogan ma di una programmazione seria e duratura, volta soprattutto a mettere al centro dell’agenda le donne e gli uomini che lo compongono, ciascuno con le proprie sensibilità.

Le premesse non ci danno queste rassicurazioni ma saremmo felicissimi di sbagliare.
Abbiamo già espresso le nostre perplessità sulle reali competenze di alcuni Ministri ma, al contempo, rigettiamo sdegnosamente ogni valutazione effettuata su criteri effimeri, quando non volgari, che nulla hanno a che fare con la competenza e l’analisi delle opere compiute.
Valuteremo non gli abiti politici di un Ministro, ma ciò che saprà fare per il Paese.
In attesa che ciò avvenga, continueremo a farci portatori di istanze e di proposte, perché abbiamo a cuore l’Italia indipendentemente da chi la Governa.
Saremo il contenitore ed il megafono delle istanze della Società Civile.
Le raccoglieremo e cercheremo di elaborare proposte analitiche, dettagliate e concrete.
In maniera garbata e rispettosa delle Istituzioni – contro nessuno ed a favore del Paese - sapremo portarle alla pubblica attenzione, perché vogliamo contribuire a fornire soluzioni, non più urlare critiche.
... Continua a leggereCompatta testo

Comunicato Ufficiale
—————————————————————
Meritocrazia Italia, ascoltato il messaggio volto ad ottenere la fiducia dell’incaricato Presidente del Consiglio prof. Conte, ne apprezza lo spirito propositivo avendo riscontrato in esso alcuni richiami ai capisaldi del nostro movimento: valorizzazione del merito ed equità sociale.
Il Presidente Conte ha parlato in particolare di
•Crescita sostenibile
•Miglioramento servizi pubblici
•Rigenerazione urbana
•Fonti rinnovabili
•Protezione della risorsa mare
•Equità sociale 
•Idea fase post ideologica
•Tutela PMI
•Globalizzazione con attenzione alla piccola impresa
•Tutela Made in italy
•Accesso alla cultura
•Riduzione del cuneo fiscale
•Politica integrata delle famiglie
•Attenzione alla disabilità ed alla non autosufficienza;
Con l’augurio che questi apprezzabili propositi si traducano presto in azioni concrete, giacchè questo paese ha assolutamente bisogno di una stagione in cui si guarda alle generazioni future e non alla prossima competizione elettorale.
L’Italia ha necessità non più di slogan ma di una programmazione seria e duratura, volta soprattutto a mettere al centro dell’agenda le donne e gli uomini che lo compongono, ciascuno con le proprie sensibilità.

Le premesse non ci danno queste rassicurazioni ma saremmo felicissimi di sbagliare.
Abbiamo già espresso le nostre perplessità sulle reali competenze di alcuni Ministri ma, al contempo, rigettiamo sdegnosamente ogni valutazione effettuata su criteri effimeri, quando non volgari, che nulla hanno a che fare con la competenza e l’analisi delle opere compiute.
Valuteremo non gli abiti politici di un Ministro, ma ciò che saprà fare per il Paese.
In attesa che ciò avvenga, continueremo a farci portatori di istanze e di proposte, perché abbiamo a cuore l’Italia indipendentemente da chi la Governa.
Saremo il contenitore ed il megafono delle istanze della Società Civile.
Le raccoglieremo e cercheremo di elaborare proposte analitiche, dettagliate e concrete.
In maniera garbata e rispettosa delle Istituzioni – contro nessuno ed a favore del Paese -  sapremo portarle alla pubblica attenzione, perché vogliamo contribuire a fornire soluzioni, non più urlare critiche.

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Ottimo!!! Speriamo, il Paese non avrà ancora ulteriori occasioni. Altrimenti è l'ennesima occasione sprecata. Per

R

pubblicato il 09.09.19

L'Italia che Merita

Si è chiuso Sabato il Primo Congresso Nazionale di Meritocrazia Italia, la mozione congressuale è stata approvata all’unanimità... il lavoro continua perchè c’è un’Italia meravigliosa da vivere e da raccontare. ... Continua a leggereCompatta testo

Si è chiuso Sabato il Primo Congresso Nazionale di Meritocrazia Italia, la mozione congressuale è stata approvata all’unanimità... il lavoro continua perchè c’è un’Italia meravigliosa da vivere e da raccontare.

pubblicato il 09.08.19

L'Italia che Merita

COMUNICATO UFFICIALE: PRIMO CONGRESSO NAZIONALE di MERITOCRAZIA ITALIA
“Desideriamo un Paese diverso,
dove l’equilibrio sia la regola e le diversità una ricchezza!”
“6 e 7 settembre ISCHIA, Hotel Continental”
————————————————————
Si è concluso il primo Congresso Nazionale di Meritocrazia Italia, tenutosi nell’Isola verde di Ischia il 6 e 7 settembre presso l’Hotel Continental, la prima convention della neonata associazione a carattere socioculturale, presieduta dall’avvocato Walter Mauriello, che in poco meno di un anno annovera già migliaia di iscritti in tutta la penisola. La finalità di Meritocrazia Italia, che mette insieme idee e risorse umane, è quella di riportare l’equità in una società civile che, oggi vive di una prospettiva individualistica ed egoistica. A tal fine rimuovendo le disuguaglianze e gli ostacoli socio-economici, ricostruendo un sistema fondato su un codice etico che si basi su valori quali la dignità, la lealtà e la correttezza.
Il Congresso ha visto gli interventi di relatori di spicco che hanno affrontato il tema del merito; “Meritevoli sono coloro i quali ogni giorno, in qualunque ambito e partendo da qualunque condizione iniziale, senza lamentarsi, senza accettare l’odio per l’altro come reazione agli immancabili fallimenti, spesso sentendosi non considerati o addirittura irrisi, fanno il loro lavoro onestamente cercando costantemente di migliorare se stessi ed il mondo che il circonda”.
Inoltre, è stata posta l’attenzione su uno dei temi internazionali di più stringente attualità quale quello ambientale, con testimonianze di virtuose azioni ambientali nell’esclusivo interesse e vantaggio dei cittadini. Infatti grazie a Meritocrazia Italia, con il valido supporto del Centro Diagnostico Baronia, sono state implementate due vere e proprie stazioni di monitoraggio, nel comune di Lacco Ameno e nel territorio tra Lacco e Forio, grazie all’avallo dell’iniziativa da parte dei primi cittadini, il sindaco di Lacco Ameno, Giacomo Pascale, e il sindaco di Forio Francesco Del Deo, atte a rilevare dati meteo e concentrazione di eventuali inquinanti (polveri sottili) come riscontro scientifico nell’ambito dell’evento congressuale nazionale dell’Associazione Meritocrazia Italia.
Il Congresso ad Ischia ha accolto persone provenienti da ogni regione d'Italia ed appartenenti ad ogni categoria produttiva, che hanno avvertito l'insopprimibile desiderio di iniziare a cooperare insieme per creare un movimento di spontanea valorizzazione del merito, della formazione, della premialità e dell'impegno, della ricerca dell'equità sociale e della migliore propositività creativa, ponendosi ad esclusiva disposizione e beneficio del Paese.
Meritocrazia Italia si sta imponendo nel panorama nazionale grazie all'attrattività del proprio progetto finalizzato a ridare voce “all'Italia che Merita” mediante la creazione di uno spazio di confronto dialettico e progettuale in cui far confluire tutti coloro che hanno iniziative da segnalare o esperienze virtuose da condividere e soprattutto soluzioni da proporre. Tutti sono chiamati a dare il proprio contributo per discutere sulle prospettive di rilancio di un Paese basate sul merito e sull’eccellenza, opponendosi ed evitando un livellamento al ribasso, come sempre più spesso accade. Importante sarà dunque l’apporto della società civile, unitamente alla compagine accademica, imprenditoriale e politica.
Un congresso che segnerà una pietra miliare nel percorso avvincente di Meritocrazia Italia- senza fretta ma senza sosta- mediante il confronto, momento essenziale per delineare la linea di azione del movimento e tracciare il futuro al fine di permettere alla società civile di interagire con l’attività di governo, concorrendo a formare, soprattutto con le semplici istanze provenienti dal basso, una nuova classe dirigente che abbia a cuore i problemi reali del paese, “ nel solco di una idea che si fonda sulla mediazione ed il compromesso e che rifiuta di trasformare le questioni concrete in problemi ideologici”
La I sessione è stata dedicata a “Il governo del merito”; la II sessione è stata dedicata a la “Globalizzazione equa e solidale” oltre gli Speaker corner “Ambiente - Gestione virtuosa del ciclo dei rifiuti” e “Equità Sociale - Post Terremoto - Conoscere Per Risolvere” .
A chiusura dei lavori congressuali è stata approvata la mozione congressuale di Meritocrazia Italia con la quale il Congresso ha riconosciuto all’Associazione:
1. Radici culturali cristiane, di fratellanza e solidarietà, in ottica laica con la valorizzazione e la tutela dei reciproci diritti e doveri tra chi ha sensibilità religiose differenti;
2. Formare una classe dirigente che faccia del “Merito” lo strumento con il quale dare nuovo impulso alla società i cui temi fondamentali sono la competenza, l’equità sociale, la formazione e l’ambiente
3. La partecipazione vivace, pluralista, qualitativa e costante, ampia e diversificata;
4. Essere protagonista, nel panorama politico, per la riaffermazione del Merito quale fondamento di una società virtuosa e socialmente equa, contribuendo fattivamente alla tutela ed alla preservazione delle straordinarie doti del proprio territorio e dell’ambiente;
5. Attuare una organizzazione capillare su tutto il territorio attraverso un percorso in grado di garantire posizioni di responsabilità e mobilità sociale ai meritevoli
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COMUNICATO UFFICIALE: PRIMO CONGRESSO NAZIONALE di MERITOCRAZIA ITALIA
“Desideriamo un Paese diverso,
dove l’equilibrio sia la regola e le diversità una ricchezza!”
“6 e 7 settembre ISCHIA, Hotel Continental”
 ————————————————————
  Si è concluso il primo Congresso Nazionale di Meritocrazia Italia, tenutosi nell’Isola verde di Ischia il 6 e 7 settembre presso l’Hotel Continental, la prima convention della neonata associazione a carattere socioculturale, presieduta dall’avvocato Walter Mauriello, che in poco meno di un anno annovera già migliaia di iscritti in tutta la penisola. La finalità di Meritocrazia Italia, che mette insieme idee e risorse umane, è quella di riportare l’equità in una società civile che, oggi vive di una prospettiva individualistica ed egoistica. A tal fine rimuovendo le disuguaglianze e gli ostacoli socio-economici, ricostruendo un sistema fondato su un codice etico che si basi su valori quali la dignità, la lealtà e la correttezza.
Il Congresso ha visto gli interventi di relatori di spicco che hanno affrontato il tema del merito; “Meritevoli sono coloro i quali ogni giorno, in qualunque ambito e partendo da qualunque condizione iniziale, senza lamentarsi, senza accettare l’odio per l’altro come reazione agli immancabili fallimenti, spesso sentendosi non considerati o addirittura irrisi, fanno il loro lavoro onestamente cercando costantemente di migliorare se stessi ed il mondo che il circonda”.
Inoltre, è stata posta l’attenzione su uno dei temi internazionali di più stringente attualità quale quello ambientale, con testimonianze di virtuose azioni ambientali nell’esclusivo interesse e vantaggio dei cittadini. Infatti grazie a Meritocrazia Italia, con il valido supporto del Centro Diagnostico Baronia, sono state implementate due vere e proprie stazioni di monitoraggio, nel comune di Lacco Ameno e nel territorio tra Lacco e Forio, grazie all’avallo dell’iniziativa da parte dei primi cittadini, il sindaco di Lacco Ameno, Giacomo Pascale, e il sindaco di Forio Francesco Del Deo, atte a rilevare dati meteo e concentrazione di eventuali inquinanti (polveri sottili) come riscontro scientifico nell’ambito dell’evento congressuale nazionale dell’Associazione Meritocrazia Italia.
Il Congresso ad Ischia ha accolto persone provenienti da ogni regione dItalia ed appartenenti ad ogni categoria produttiva, che hanno avvertito linsopprimibile desiderio di iniziare a cooperare insieme per creare un movimento di spontanea valorizzazione del merito, della formazione, della premialità e dellimpegno, della ricerca dellequità sociale e della migliore propositività creativa, ponendosi ad esclusiva disposizione e beneficio del Paese.
Meritocrazia Italia si sta imponendo nel panorama nazionale grazie allattrattività del proprio progetto finalizzato a ridare voce “allItalia che Merita” mediante la creazione di uno spazio di confronto dialettico e progettuale in cui far confluire tutti coloro che hanno iniziative da segnalare o esperienze virtuose da condividere e soprattutto soluzioni da proporre. Tutti sono chiamati a dare il proprio contributo per discutere sulle prospettive di rilancio di un Paese basate sul merito e sull’eccellenza, opponendosi ed evitando un livellamento al ribasso, come sempre più spesso accade. Importante sarà dunque l’apporto della società civile, unitamente alla compagine accademica, imprenditoriale e politica.
Un congresso che segnerà una pietra miliare nel percorso avvincente di Meritocrazia Italia- senza fretta ma senza sosta- mediante il confronto, momento essenziale per delineare la linea di azione  del movimento e tracciare il futuro al fine di permettere alla società civile di interagire con l’attività di governo, concorrendo a formare, soprattutto con le semplici istanze provenienti dal basso, una nuova classe dirigente  che abbia a cuore i problemi reali del paese, “ nel solco di una idea che si fonda sulla mediazione ed il compromesso e che rifiuta di trasformare le questioni concrete in problemi ideologici”  
La I sessione è stata dedicata a “Il governo del merito”; la II sessione  è stata dedicata a la “Globalizzazione equa e solidale” oltre gli Speaker corner “Ambiente - Gestione virtuosa del ciclo dei rifiuti” e “Equità Sociale - Post Terremoto - Conoscere Per Risolvere”  .
A chiusura dei lavori congressuali è stata approvata la mozione congressuale di Meritocrazia Italia con la quale il Congresso ha riconosciuto all’Associazione:
1. Radici culturali cristiane, di fratellanza e solidarietà, in ottica laica con la valorizzazione e la tutela dei reciproci diritti e doveri tra chi ha sensibilità religiose differenti;
2. Formare una classe dirigente che faccia del “Merito” lo strumento con il quale dare nuovo impulso alla società i cui temi fondamentali sono la competenza, l’equità sociale, la formazione e l’ambiente
3. La partecipazione vivace, pluralista, qualitativa e costante, ampia e diversificata;
4. Essere protagonista, nel panorama politico, per la riaffermazione del Merito  quale fondamento di una società virtuosa e socialmente equa, contribuendo fattivamente alla tutela ed alla preservazione delle straordinarie doti del proprio territorio e dell’ambiente;
5. Attuare una organizzazione capillare su tutto il territorio attraverso un percorso in grado di garantire posizioni di responsabilità e mobilità sociale ai meritevoli

pubblicato il 09.07.19

L'Italia che Merita

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Complimenti

Andrea Chiamenti: il volontariato come paradigma di quello che il merito vorrebbe fare

Grande mozione Marilena de Rosa

pubblicato il 09.07.19

L'Italia che Merita

I Congresso Nazionale MERITOCRAZIA ITALIA 07/09/2019 mattina
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Professor Rossi: “L’Italia deve mettere al centro la propria cultura!!!”

Presidente Mauriello: “Meritocrazia:... quel vento nuovo che cambia le regole del pensiero...”

Professor Di Taranto: “ l’Europa va salvata perchè è un valore!!!”

Presente

Sei il top...non potevano fare scelta migliore

In bocca al lupo

Oggi una mattina da brividi positivi... Vento nuovo che avanza 🇮🇹🇪🇺💯

Grande Francesco! 🙂 <3

🔝🔝🔝

Eccomi

Parla il Consigliere di Presidenza Paolo Patrizio

pubblicato il 09.07.19

L'Italia che Merita

Ore 9.00 inizia la seconda sessione del Congresso Nazionale, saremo di nuovo in diretta... Stay tuned!

www.meritocrazia.eu
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Ore 9.00 inizia la seconda sessione del Congresso Nazionale, saremo di nuovo in diretta... Stay tuned!

www.meritocrazia.eu

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Buon lavoro ragazzi.

pubblicato il 09.06.19

L'Italia che Merita

Continua la diretta con lo speaker corner sulla gestione virtuosa dei rifiuti.... ... Continua a leggereCompatta testo

pubblicato il 09.06.19

L'Italia che Merita

I Congresso Nazionale MERITOCRAZIA ITALIA 06/09/2019
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On. Vitiello: “... ho aderito a Meritocrazia Italia, perché il merito deve essere prima della politica!!!!!!”

Prof Resciniti: “... il problema del nostro Paese non è la raccomandazione, ma l’uso che se ne fa!"

Presidente Mauriello: “... spero che Meritocrazia Italia sia la necessità non l'alternativa"💪🏻

Prof. Salerno: “Compito della Repubblica è rimuovere gli ostacoli delle disuguaglianze.”

On. Vitiello: “... oggi si priva il cittadino della capacità di scegliere!”

Dott. Nicolai : “... sullo sviluppo si investe... Non si punta.”

On. Vitiello :"la tecnofinanza, ha annichilito la cultura"

On. Vitiello: “... la fiducia si dà con la conoscenza.”

Presidente Mauriello: “... vogliamo essere il mare, che dà tanto all'uomo senza chiedere nulla in cambio, come nuovo rinascimento!!!”

Prof Salerno :"il valore del merito nella carta costituzionale!"

Una giornata straordinaria 🇮🇹💯

Si sente molto male

Ci siamo!!!

Potete sistemare l' audio?

Di nuovo male l'audio

Ora è OK. Grazie

Non si sente bene audio

Malissimo audio

pubblicato il 09.06.19

L'Italia che Merita

“Non consultarti con le tue paure, ma con le tue speranze e i tuoi sogni. Non pensate alle vostre frustrazioni, ma al vostro potenziale irrealizzato. Non preoccupatevi per ciò che avete provato e fallito, ma di ciò che vi è ancora possibile fare.”
PAPA GIOVANNI XXIII
Ha oggi inizio il Primo Congresso Nazionale Meritocrazia Italia.
Vi aspettiamo ad Ischia!!!!!
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“Non consultarti con le tue paure, ma con le tue speranze e i tuoi sogni. Non pensate alle vostre frustrazioni, ma al vostro potenziale irrealizzato. Non preoccupatevi per ciò che avete provato e fallito, ma di ciò che vi è ancora possibile fare.” 
PAPA GIOVANNI XXIII
Ha oggi inizio il Primo Congresso Nazionale Meritocrazia Italia. 
Vi aspettiamo ad Ischia!!!!!

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In bocca al lupo.

In bocca al lupo!

pubblicato il 09.05.19

L'Italia che Merita

Seguiteci su Facebook, Twitter, YouTube e su www.meritocrazia.eu ... Continua a leggereCompatta testo

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pubblicato il 09.05.19

L'Italia che Merita

“Se qualcosa non ti piace, cambiala. Se non puoi cambiarla, cambia il tuo atteggiamento. Non lamentarti.” MAYA ANGELOU

Vi aspettiamo domani ad Ischia!
Per chi vorrà seguirci anche da lontano saremo in diretta streaming su Facebook, Twitter, You Tube e sulla piattaforma www.meritocrazia.eu.

C’è un Italia che ci crede!
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“Se qualcosa non ti piace, cambiala. Se non puoi cambiarla, cambia il tuo atteggiamento. Non lamentarti.”  MAYA ANGELOU

Vi aspettiamo domani ad Ischia! 
Per chi vorrà seguirci anche da lontano saremo in diretta streaming su Facebook, Twitter, You Tube e sulla piattaforma www.meritocrazia.eu.

C’è un Italia che ci crede!

pubblicato il 09.04.19

L'Italia che Merita

COMUNICATO UFFICIALE MERITOCRAZIA ITALIA: GOVERNO Conte Bis;
—————————————————
Meritocrazia Italia, all’esito della individuazione dei ministri incaricati per il nuovo esecutivo, ritiene che sia necessario attendere i primi concreti atti di indirizzo politico per poter compiutamente esprimere una valutazione sulla condivisibilità del percorso di governo.
Le dichiarazioni enunciate nella bozza di programma, seppur apprezzabili, non danno certezza sulla effettiva perseguibilità degli obiettivi da parte della compagine come individuata.
In termini, un necessario senso di responsabilità politica impone una analisi non polemica della squadra di Governo che, invero, lascia qualche legittimo dubbio circa la sussistenza delle necessarie competenze atte a riempire di contenuti gli auspici di questa nuova alleanza, nonché un maggior coinvolgimento della compagine femminile, di cui l’Italia ha tanto bisogno.
Meritocrazia Italia augurava al Paese che, sin dall’indicazione delle donne e degli uomini incaricati, venisse manifestata la lungimiranza politica necessaria ad affrontare temi importanti come l’equità sociale, lo sviluppo economico ed il lavoro, indicando agli italiani un percorso finalizzato a rimettere la persona al centro dell’agenda politica.
Senza pregiudizi e anacronistiche barriere ideologiche, non resta che attendere gli atti che concretamente verranno posti in essere per realizzare l’indirizzo politico proposto, atti che costituiranno il vero biglietto da visita di questo esecutivo.
Meritocrazia Italia formula comunque al Presidente del Consiglio ed ai nuovi ministri i migliori auspici di buon lavoro, con l’augurio che sappiano accogliere le competenze tecniche, capaci di sostenere l’idea di uno Stato che ponga nuovamente l’Uomo al centro delle strategie politiche, e a vantaggio solo del bene comune.
#unItaliachecicrede #unItaliadavivere #unItaliadaraccontare #merito #equitàsociale #ambiente
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COMUNICATO UFFICIALE MERITOCRAZIA ITALIA: GOVERNO Conte Bis;
—————————————————
Meritocrazia Italia, all’esito della individuazione dei ministri incaricati per il nuovo esecutivo, ritiene che sia necessario attendere i primi concreti atti di indirizzo politico per poter compiutamente esprimere una valutazione sulla condivisibilità del percorso di governo.
Le dichiarazioni enunciate nella bozza di programma, seppur apprezzabili, non danno certezza sulla effettiva perseguibilità degli obiettivi da parte della compagine come individuata.
In termini, un necessario senso di responsabilità politica impone una analisi non polemica della squadra di Governo che, invero, lascia qualche legittimo dubbio circa la sussistenza delle necessarie competenze atte a riempire di contenuti gli auspici di questa nuova alleanza, nonché un maggior coinvolgimento della compagine femminile, di cui l’Italia ha tanto bisogno.
Meritocrazia Italia augurava al Paese che, sin dall’indicazione delle donne e degli uomini incaricati, venisse manifestata la lungimiranza politica necessaria ad affrontare temi importanti come l’equità sociale, lo sviluppo economico ed il lavoro, indicando agli italiani un percorso finalizzato a rimettere la persona al centro dell’agenda politica. 
Senza pregiudizi e anacronistiche barriere ideologiche, non resta che attendere gli atti che concretamente verranno posti in essere per realizzare l’indirizzo politico proposto, atti che costituiranno il vero biglietto da visita di questo esecutivo.
Meritocrazia Italia formula comunque al Presidente del Consiglio ed ai nuovi ministri i migliori auspici di buon lavoro, con l’augurio che sappiano accogliere le competenze tecniche, capaci di sostenere l’idea di uno Stato che ponga nuovamente l’Uomo al centro delle strategie politiche, e a vantaggio solo del bene comune.
#unItaliachecicrede #unItaliadavivere #unItaliadaraccontare #merito #equitàsociale #ambiente

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Io voglio tornare al voto ...

Non so accordo

Si prosegue

Caro Maurizio sai benissimo ormai che che non sono i governi ad indirizzare gli atti politici del proprio paese ma le grandi lobby finanziare mondiali ( Bildenberg etc ) con i loro uomini distribuiti in tutti i governi ( Monti ,Prodi , Renzi , Bonino Napolitano etc in Italia ) per cui credo che il vostro sia un buon auspicio ma sicuramente non dipenderà da noi visto la politica perseguita da questa finta Europa che ha dimostrato di perseguire interessi diversi da quelli che voi auspicate cioè annullamento dei diritti del lavoro , abbassamento salari demolizione delle democrazie , chissà se ci sarà mai qualcuno che smaschererà questo bluff e ridarà un poco di dignità e libertà alle nostre nazioni , viva lo spread e il pareggio di bilancio

Mattarella

Di Maio è il leader Conte

pubblicato il 09.04.19

L'Italia che Merita

L’emozione che accompagna il racconto della genesi di un percorso la si coglie proprio nell’istante in cui la voce narrante, prima dell’inizio del prologo, si arresta un secondo per racchiudere in una espressione di soddisfazione, in un respiro più intenso e lungo degli altri, tutto il senso della storia che si appresta a rappresentare quasi fosse una parte terza.
E’ proprio in quell’istante che il senso delle cose, il quadro d’insieme appare d’un tratto incredibilmente cristallino e la narrazione può avviarsi a ricomporre nel concesso minuto di sintesi tutti i frame di un cammino lungo un anno, di un sogno chiamato Meritocrazia Italia.
Già, perchè come disse una volta Erasmo da Rotterdam “.. .Le idee migliori non vengono dalla ragione, ma da una lucida, visionaria follia..”, follia che, in un caldo pomeriggio di inizio estate, deve avere chiaramente accomunato un manipolo di comuni cittadini che ha deciso di non arrendersi all’indifferenza, all’assenza di convinzione del poter modificare le cose ed al pericoloso vortice di torpore etico e lassismo culturale in cui stava sprofondando la Nazione, ma ci ha messo la faccia, nella convinzione di poter offrire un messaggio di speranza e positività, mediante la proposizione di un progetto aggregativo fondato sulla valorizzazione del merito e dell'impegno sociale a beneficio di tutti e contro nessuno.
Abbiamo allora provato ad instillare, giorno dopo giorno una semplice idea contagiosa, proprio come nel capolavoro Inception di Cristopher Nolan, ovvero quella che esiste un diverso modo di porsi al servizio del Paese, di dare voce all’Italia che merita, di costuire un laboratorio di idee e di progetti, in cui le diverse storie politiche, culturali ed umane diventino fattore di arricchimento e fecondazione reciproca, perchè, per dirla alla Oscar Wilde “... Le follie sono le uniche cose che non si rimpiangono mai...”
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L’emozione che accompagna il racconto della genesi di un percorso la si coglie proprio nell’istante in cui la voce narrante, prima dell’inizio del prologo, si arresta un secondo per racchiudere in una espressione di soddisfazione, in un respiro più intenso e lungo degli altri, tutto il senso della storia che si appresta a rappresentare quasi fosse una parte terza.
E’ proprio in quell’istante che il senso delle cose, il quadro d’insieme appare d’un tratto incredibilmente cristallino e la narrazione può avviarsi a ricomporre nel concesso minuto di sintesi tutti i frame di un cammino lungo un anno, di un sogno chiamato Meritocrazia Italia.
Già, perchè come disse una volta Erasmo da Rotterdam “.. .Le idee migliori non vengono dalla ragione, ma da una lucida, visionaria follia..”, follia che, in un caldo pomeriggio di inizio estate, deve avere chiaramente accomunato un manipolo di comuni cittadini che ha deciso di non arrendersi all’indifferenza, all’assenza di convinzione del poter modificare le cose ed al pericoloso vortice di torpore etico e lassismo culturale in cui stava sprofondando la Nazione, ma ci ha messo la faccia, nella convinzione di poter offrire un messaggio di speranza e positività, mediante la proposizione di un progetto aggregativo fondato sulla valorizzazione del merito e dellimpegno sociale a beneficio di tutti e contro nessuno.
Abbiamo allora provato ad instillare, giorno dopo giorno una semplice idea contagiosa, proprio come nel capolavoro Inception di Cristopher Nolan, ovvero quella che esiste un diverso modo di porsi al servizio del Paese, di dare voce all’Italia che merita, di costuire un laboratorio di idee e di progetti, in cui le diverse storie politiche, culturali ed umane diventino fattore di arricchimento e fecondazione reciproca, perchè, per dirla alla Oscar Wilde “... Le follie sono le uniche cose che non si rimpiangono mai...”

pubblicato il 09.04.19

L'Italia che Merita

Ci siamo quasi il Congresso è alle porte...
Vi aspettiamo ad Ischia e per chi non potrá essere con noi saremo in diretta streaming su Facebook, Twitter, YouTube e sul sito www.meritocrazia.eu.
Stay tuned!

#merito #equitàsociale #ambiente #unItaliadavivere #unItaliadaraccontare
#unItaliachecicrede
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Ci siamo quasi il Congresso è alle porte... 
Vi aspettiamo ad Ischia e per chi non potrá essere con noi saremo in diretta streaming su Facebook, Twitter,  YouTube e sul sito www.meritocrazia.eu. 
Stay tuned!

 #merito #equitàsociale #ambiente #unItaliadavivere #unItaliadaraccontare
#unItaliachecicrede

pubblicato il 09.03.19

L'Italia che Merita

Grazie a MERITOCRAZIA ITALIA, tramite la collaborazione del centro diagnostico Baronia, sono state installate, ad Ischia, due stazioni di monitoraggio per rilevare dati meteo e concentrazione di eventuali inquinanti.

Insieme a Voi, vogliamo cercare le soluzioni dei problemi!!

#merito #equitàsociale #ambiente #unItaliadavivere #unItaliadaraccontare
#unItaliachecicrede
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Grazie a MERITOCRAZIA ITALIA, tramite la collaborazione del centro diagnostico Baronia, sono state installate, ad Ischia, due stazioni di monitoraggio per rilevare dati meteo e concentrazione di eventuali inquinanti. 

Insieme a Voi, vogliamo cercare le soluzioni dei problemi!! 

#merito #equitàsociale #ambiente #unItaliadavivere #unItaliadaraccontare
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# eventosostenibile

pubblicato il 09.03.19

L'Italia che Merita

Meno 3 giorni all’attesissimo Primo Congresso Nazionale Meritocrazia Italia.

UN’ITALIA CHE CI CREDE
#merito #equitàsociale #ambiente #unItaliadavivere #unItaliadaraccontare
#unItaliachecicrede
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Meno 3 giorni all’attesissimo Primo Congresso Nazionale Meritocrazia Italia.

UN’ITALIA CHE CI CREDE
#merito #equitàsociale #ambiente #unItaliadavivere #unItaliadaraccontare
#unItaliachecicrede

pubblicato il 09.02.19

L'Italia che Merita

M E R I T O C R A Z I A I T A L I A ... Continua a leggereCompatta testo

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Un viaggio durato un anno regala emozioni...incredibili!🇮🇹🇪🇺👍

Aggiungerei grazie alla Tua lungimiranza 😀

Meritocrazia è già nel cuore di tutti 💪🏻❤️❤️🔝🔝🔝

Grande Walter

pubblicato il 09.02.19

L'Italia che Merita

Qualunque cosa tu possa fare o sognare di fare, incominciala! L’audacia ha in sé genio, potere e magia (Goethe).

Vi aspettiamo ad Ischia il 6/7 settembre al
Primo Congresso Nazionale Meritocrazia Italia.

UN’ITALIA CHE CI CREDE
#merito #equitàsociale #ambiente #unItaliadavivere #unItaliadaraccontare
#unItaliachecicrede
Sarà possibile iscriversi, fino ad oggi 2 settembre, cliccando su questo link:
www.meritocrazia.eu/events/primo-congresso-nazionale-ischia/
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Qualunque cosa tu possa fare o sognare di fare, incominciala! L’audacia ha in sé genio, potere e magia (Goethe).

Vi aspettiamo ad Ischia il 6/7 settembre al
Primo Congresso Nazionale Meritocrazia Italia.

UN’ITALIA CHE CI CREDE
#merito #equitàsociale #ambiente #unItaliadavivere #unItaliadaraccontare
#unItaliachecicrede
Sarà possibile iscriversi, fino ad oggi 2 settembre, cliccando su questo link:
http://www.meritocrazia.eu/events/primo-congresso-nazionale-ischia/

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Mario Goffredo e il marchese sareste perfetti per un progetto del genere. Paolo Patrizio Leonardo Allegrezza

pubblicato il 09.01.19

L'Italia che Merita

NON TOGLIAMOCI LE FAVOLE MA IMPARIAMO A VIVERLE
——————————————

“Impara a disobbedire”. Un invito d’effetto che scompone la nostra mente in due dimensioni.
La prima, negativa, del disvalore della condotta che vìola le regole, della portata lesiva della azione di protesta, della diffidenza o timore che suscita chi turba l’ordine costituito.
La seconda, quella che ci affascina e ci scuote dalla passività diffusa specie quando la parola disobbedire è accostata all’imperativo “impara” che impone non l’impulso ma l’apprendimento, che evoca concetti meritevoli come l’autonomia, la capacità di scelta della risposta e del comportamento, la indipendenza dalla lista di qualità preconfezionate.
E poco spesso ci domandiamo se obbedienza e disobbedienza possano essere considerati come fattori complementari che, se coltivati e vissuti entrambi come legittime componenti della formazione dell’individuo, lungi dal condurlo alla emarginazione sociale, concorrono, invece, alla piena comprensione e alla compiuta realizzazione del nostro principio cardine della democrazia.
Potrei citare esempi illustri di virtuosa disobbedienza ma scelgo la favola, geniale ma che parla a tutti, di Alice nel paese delle meraviglie, la bambina che inondata di nozioni noiosissime dalla sua istitutrice, decide di “disobbedire” e curiosando nel bosco precipita in un buco nel terreno sbalzando in un nuovo mondo dopo una discesa che sembra non avere fine.
Ma da qui in poi Alice solo apparentemente è una fiaba ed il mondo sommerso in cui si cala è tutt’altro che irreale, sembra contrapporsi al sapere scolastico ma apre la porta a ciò che tutti noi siamo chiamati ad imparare nel nostro percorso esperienziale e che ci invita a confrontare il rispetto delle regole e delle norme con quello che intimamente siamo o desideriamo essere.
Nel suo viaggio Alice diventa alta e bassa, grande e piccola perché crescere significa cambiare le dimensioni del corpo, sentirsi sicuri e insicuri di sé stessi e tutti noi abbiamo memoria degli anni dei nostri doveri di studenti in cui, in una penombra non dichiarata, abbiamo fatto i conti con chi siamo, cosa rappresentiamo, cosa vogliamo fare o essere alla ricerca della nostra personale dimensione.
Tutti noi abbiamo dialogato con lo “stregatto” quando ci siamo domandati: “quale è la nostra direzione?”, per poi capire che dover vagare prima di arrivare alla meta non significa sempre che ci siamo persi.
Tutti noi siamo stati il cappellaio matto, segretamente lieti di definirci tali. Ciò non vuol dire che siamo esseri bislacchi che vanno in giro urlando frasi senza senso ma che ognuno di noi ha sentito di avere delle peculiarità uniche che altri potrebbero credere “fuori dal normale” ed abbiamo solo col tempo capito che quando le persone giudicano gli altri come “strani” è semplicemente perché “normale” è un termine relativo, e la realtà, fortunatamente, per ciascuno di noi sarà sempre vissuta con una sensibilità diversa.
Tutti noi abbiamo sognato cose inimmaginabili, come Alice prima di colazione. E mentre alcune saranno sempre assurde o semplicemente irragiungibili, non neghiamoci però che stabilire obiettivi elevati e sforzarsi di soddisfarli è qualcosa che chiunque potrebbe e dovrebbe fare. E mentre è un bene coltivare il nostro senso pratico, è importante altresì non lasciare mai che qualcun altro nella nostra vita definisca ciò che è impossibile per noi.
Tutti noi abbiamo dovuto affrontare la rabbia senza senso della regina di cuori ed imparare a districarci da chi, fuori da ogni ragione studiata sui libri, ci ha ingiustamente catalogato in un giudizio degno della più pura inquisizione.
Ed infine tutti noi abbiamo seguito il Coniglio Bianco come Alice. La bambina disobbediente lo insegue sempre ripetendo a sé stessa che non avrebbe dovuto. Sa che sua madre si sarebbe adirata ma lo fa perché non sempre è vero che la curiosità uccide il gatto, a volte alcune delle più grandi soddisfazioni arrivano proprio dal “fiuto” dettato dalla curiosità.
Nel momento in cui Alice insegue il Coniglio Bianco, non si sente felice. La sua vita, il suo futuro e tutto sembra essere fuori controllo. Questo accade anche nella vita, e si cade in un buco profondo e oscuro dove ciò che spesso si dimentica è di credere nelle vie di fuga e nella importanza di saper chiedere aiuto.
Del resto, se ragioniamo ed indaghiamo su ciò che fonda le nostre regole ed il nostro patrimonio culturale, le nostre favole, le nostre tradizioni, le grandi opere musicali, scultoree, pittoriche e artistiche, non troveremo un solo valore ispirato dalla passività ma piuttosto dal genio, dalla ricerca, dalla lotta, dalla perseveranza, dal coraggio, dai tentativi vani e dai momenti bui, che siamo soliti definire “crisi” termine che, non a caso, deriva dal greco “Krisis” che non vuol dire “fine” ma “scelta”, “decisione”.
E allora memori dell’imprescindibile valore dei nostri “inciampi”, insegniamo a noi stessi e ai nostri giovani il senso del dovere e del sacrificio, ma non come passiva rassegnazione ad un ordine imposto dall’alto che tanto alimenta il senso di frustrazione inducendo alla più sterile delle disobbedienze bensì doniamo loro e doniamoci il senso vero della collettività, come parte immanente di ogni costituzione di singolarità.
E non togliamoci le favole. Impariamo a viverle.
di ANNAMARIA BELLO
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NON TOGLIAMOCI LE FAVOLE MA IMPARIAMO A VIVERLE
——————————————

“Impara a disobbedire”. Un invito d’effetto che scompone la nostra mente in due dimensioni.
La prima, negativa, del disvalore della condotta che vìola le regole, della portata lesiva della azione di protesta, della diffidenza o timore che suscita chi turba l’ordine costituito.
La seconda, quella che ci affascina e ci scuote dalla passività diffusa specie quando la parola disobbedire è accostata all’imperativo “impara” che impone non l’impulso ma l’apprendimento, che evoca concetti meritevoli come l’autonomia, la capacità di scelta della risposta e del comportamento, la indipendenza dalla lista di qualità preconfezionate.
E poco spesso ci domandiamo se obbedienza e disobbedienza possano essere considerati come fattori complementari che, se coltivati e vissuti entrambi come legittime componenti della formazione dell’individuo, lungi dal condurlo alla emarginazione sociale, concorrono, invece, alla piena comprensione e alla compiuta realizzazione del nostro principio cardine della democrazia.
Potrei citare esempi illustri di virtuosa disobbedienza ma scelgo la favola, geniale ma che parla a tutti, di Alice nel paese delle meraviglie, la bambina che inondata di nozioni noiosissime dalla sua istitutrice, decide di “disobbedire” e curiosando nel bosco precipita in un buco nel terreno sbalzando in un nuovo mondo dopo una discesa che sembra non avere fine.
Ma da qui in poi Alice solo apparentemente è una fiaba ed il mondo sommerso in cui si cala è tutt’altro che irreale, sembra contrapporsi al sapere scolastico ma apre la porta a ciò che tutti noi siamo chiamati ad imparare nel nostro percorso esperienziale e che ci invita a confrontare il rispetto delle regole e delle norme con quello che intimamente siamo o desideriamo essere.
Nel suo viaggio Alice diventa alta e bassa, grande e piccola perché crescere significa cambiare le dimensioni del corpo, sentirsi sicuri e insicuri di sé stessi e tutti noi abbiamo memoria degli anni dei nostri doveri di studenti in cui, in una penombra non dichiarata, abbiamo fatto i conti con chi siamo, cosa rappresentiamo, cosa vogliamo fare o essere alla ricerca della nostra personale dimensione.
Tutti noi abbiamo dialogato con lo “stregatto” quando ci siamo domandati: “quale è la nostra direzione?”, per poi capire che dover vagare prima di arrivare alla meta non significa sempre che ci siamo persi.
Tutti noi siamo stati il cappellaio matto, segretamente lieti di definirci tali. Ciò non vuol dire che siamo esseri bislacchi che vanno in giro urlando frasi senza senso ma che ognuno di noi ha sentito di avere delle peculiarità uniche che altri potrebbero credere “fuori dal normale” ed abbiamo solo col tempo capito che quando le persone giudicano gli altri come “strani” è semplicemente perché “normale” è un termine relativo, e la realtà, fortunatamente, per ciascuno di noi sarà sempre vissuta con una sensibilità diversa.
Tutti noi abbiamo sognato cose inimmaginabili, come Alice prima di colazione. E mentre alcune saranno sempre assurde o semplicemente irragiungibili, non neghiamoci però che stabilire obiettivi elevati e sforzarsi di soddisfarli è qualcosa che chiunque potrebbe e dovrebbe fare. E mentre è un bene coltivare il nostro senso pratico, è importante altresì non lasciare mai che qualcun altro nella nostra vita definisca ciò che è impossibile per noi.
Tutti noi abbiamo dovuto affrontare la rabbia senza senso della regina di cuori ed imparare a districarci da chi, fuori da ogni ragione studiata sui libri, ci ha ingiustamente catalogato in un giudizio degno della più pura inquisizione.
Ed infine tutti noi abbiamo seguito il Coniglio Bianco come Alice. La bambina disobbediente lo insegue sempre ripetendo a sé stessa che non avrebbe dovuto. Sa che sua madre si sarebbe adirata ma lo fa perché non sempre è vero che la curiosità uccide il gatto, a volte alcune delle più grandi soddisfazioni arrivano proprio dal “fiuto” dettato dalla curiosità.
Nel momento in cui Alice insegue il Coniglio Bianco, non si sente felice. La sua vita, il suo futuro e tutto sembra essere fuori controllo. Questo accade anche nella vita, e si cade in un buco profondo e oscuro dove ciò che spesso si dimentica è di credere nelle vie di fuga e nella importanza di saper chiedere aiuto.
Del resto, se ragioniamo ed indaghiamo su ciò che fonda le nostre regole ed il nostro patrimonio culturale, le nostre favole, le nostre tradizioni, le grandi opere musicali, scultoree, pittoriche e artistiche, non troveremo un solo valore ispirato dalla passività ma piuttosto dal genio, dalla ricerca, dalla lotta, dalla perseveranza, dal coraggio, dai tentativi vani e dai momenti bui, che siamo soliti definire  “crisi” termine che, non a caso, deriva dal greco “Krisis” che non  vuol dire “fine” ma “scelta”, “decisione”.
E allora memori dell’imprescindibile valore dei nostri “inciampi”, insegniamo a noi stessi e ai nostri giovani il senso del dovere e del sacrificio, ma non come passiva rassegnazione ad un ordine imposto dall’alto che tanto alimenta il senso di frustrazione inducendo alla più sterile delle disobbedienze bensì doniamo loro e doniamoci il senso vero della collettività, come parte immanente di ogni costituzione di singolarità.
E non togliamoci le favole. Impariamo a viverle.  
di ANNAMARIA BELLO

pubblicato il 09.01.19

L'Italia che Merita

-5 giorni all’inizio del Primo Congresso Nazionale di Meritocrazia Italia.
Ischia 6/7 settembre...

UN’ITALIA CHE CI CREDE

#merito #equitàsociale #ambiente #unItaliadavivere #unItaliadaraccontare
#unItaliachecicrede

Sarà possibile iscriversi fino a domani, 2 settembre, cliccando su questo link:
www.meritocrazia.eu/events/primo-congresso-nazionale-ischia/
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-5 giorni all’inizio del Primo Congresso Nazionale di Meritocrazia Italia.
Ischia 6/7 settembre... 

UN’ITALIA CHE CI CREDE

#merito #equitàsociale #ambiente #unItaliadavivere #unItaliadaraccontare
#unItaliachecicrede

Sarà possibile iscriversi fino a domani, 2 settembre, cliccando su questo link:
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pubblicato il 09.01.19

L'Italia che Merita

Curioctopus.it
L’Etiopia ha piantato 350 milioni di alberi in un solo giorno, per cercare di recuperare i danni fatti in passato!
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pubblicato il 08.31.19

L'Italia che Merita

Un’Italia che ci crede: il megafono degli indifesi.
Ce ne parla il Consigliere di Meritocrazia Italia, Aurelia Zicaro.

#merito #equitàsociale #ambiente #unItaliadavivere #unItaliadaraccontare
#unItaliachecicrede
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Mitica Aurelia! Un bacione!

❤️

👍👍

Brava

Brava

Grande Aurelia!

pubblicato il 08.31.19

L'Italia che Merita

CUSTODIAMO IL CREATO
_____________________________

L'estate 2019 è stata caratterizzata da incendi, dall'Amazzonia, al Congo, alla Siberia, fino agli incendi /roghi in Campania. Gli effetti, degli stessi, sono diversi ma, tutti devastanti: dall'ecosistema, al clima e alla salute che, si ripercuotono soprattutto nelle zone del Mediterraneo. La Terra, il Mondo muore!
L' Amazzonia è il polmone del pianeta, produce ossigeno, acqua e conserva la biodiversità del l'habitat. È necessario l'intervento delle Potenze Mondiali per la conservazione della foresta, perché è una fonte di ricchezza per tutto il Pianeta con ricavi superiori a quelli di un terreno disboscato. Bisogna proteggere la natura, al fine di proteggere l'umanità! La Conferenza Episcopale Italiana (CEI) in sinergia con le altre comunità ecclesiastiche europee hanno istituito da diversi anni la"giornata per la custodia del Creato " minacciato da comportamenti irresponsabili. Quest'anno questa giornata si celebra il 1di settembre ed il tema è la biodiversità come bene da coltivare e custodire. Si porrà l'attenzione sulle aree dell'Amazzonia e del Congo, ma quale è la nostra Amazzonia? quale è la realtà più preziosa dei nostri territori che appare minacciata? come possiamo contribuire alla tutela? Interrogativi che devono investire non solo il singolo uomo ma la Politica tutta, "Politica come servizio della speranza - individuale e collettiva - come passione civile, come fiducia nelle capacità di proporzionare le mura della città terrena" ( cit. Giorgio La Pira).

ANTONELLA PANICO
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CUSTODIAMO IL CREATO
_____________________________

Lestate 2019 è stata caratterizzata da incendi, dallAmazzonia, al Congo, alla Siberia, fino agli incendi /roghi in Campania. Gli effetti, degli stessi, sono diversi ma, tutti devastanti: dallecosistema, al clima e alla salute che, si ripercuotono soprattutto nelle zone del Mediterraneo. La Terra, il Mondo muore!
L Amazzonia è il polmone del pianeta, produce ossigeno, acqua e conserva la biodiversità del lhabitat. È necessario lintervento delle Potenze Mondiali per la conservazione della foresta, perché è una fonte di ricchezza per tutto il Pianeta con ricavi superiori a quelli di un terreno disboscato. Bisogna proteggere la natura, al fine di proteggere lumanità! La Conferenza Episcopale Italiana (CEI) in sinergia con le altre comunità ecclesiastiche europee hanno istituito da diversi anni lagiornata per la custodia del Creato  minacciato da comportamenti irresponsabili. Questanno questa giornata si celebra il 1di settembre ed il tema è la biodiversità come bene da coltivare e custodire. Si porrà lattenzione sulle aree dellAmazzonia e del Congo, ma quale è la nostra Amazzonia? quale è la realtà più preziosa dei nostri territori che appare minacciata? come possiamo contribuire alla tutela? Interrogativi che devono investire non solo il singolo uomo ma la Politica tutta, Politica come servizio della speranza - individuale e collettiva - come passione civile, come fiducia nelle capacità di proporzionare le mura della città terrena ( cit. Giorgio La Pira).

ANTONELLA PANICO

pubblicato il 08.31.19

L'Italia che Merita

Ischia ci aspetta, mancano sei giorni all’inizio del Primo Congresso Nazionale di Meritocrazia Italia.
Ischia 6/7 settembre...

UN’ITALIA CHE CI CREDE
#merito #equitàsociale #ambiente #unItaliadavivere #unItaliadaraccontare
#unItaliachecicrede
Sarà possibile iscriversi fino al 2 settembre cliccando su questo link:
www.meritocrazia.eu/events/primo-congresso-nazionale-ischia/
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Ischia ci aspetta, mancano sei giorni all’inizio del Primo Congresso Nazionale di Meritocrazia Italia.
Ischia 6/7 settembre...

UN’ITALIA CHE CI CREDE
#merito #equitàsociale #ambiente #unItaliadavivere #unItaliadaraccontare
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Sarà possibile iscriversi fino al 2 settembre cliccando su questo link:
http://www.meritocrazia.eu/events/primo-congresso-nazionale-ischia/

pubblicato il 08.30.19

L'Italia che Merita

Il Vice Presidente Antonino Raffone parla di Meritocrazia Italia
#unItaliachecicrede #unItaliadavivere #unItaliadaraccontare #merito #equitàsociale #ambiente #formazione
#essereparteattivadelcambiamento
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Sono molto fiduciosa in merito!

Ritornare ad essere cittadini attivi, democratici, informati, partecipando alla vita della comunità apportando soluzioni e nuovi corsi di pensiero. Grazie a te Antonino per le tue idee, la tua coerenza, il tuo impegno e W Meritocrazia Italia!

Grande tonino.

Vorrei avere notizie su come partecipare attivamente Grazie

Grande avvocato!analisi perfetta e attuale,complimenti

Azz...

pubblicato il 08.30.19

L'Italia che Merita

Mancano sette giorni all’apertura del sipario per il Primo Congresso Nazionale di Meritocrazia Italia.
Ischia 6/7 settembre...

UN’ITALIA CHE CI CREDE
#merito #equitàsociale #ambiente #unItaliadavivere #unItaliadaraccontare
#unItaliachecicrede
Sarà possibile iscriversi fino al 2 settembre cliccando su questo link:
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Mancano sette giorni all’apertura del sipario per il Primo Congresso Nazionale di Meritocrazia Italia.
Ischia 6/7 settembre...

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pubblicato il 08.29.19

L'Italia che Merita

Mancano solo 8 giorni per il Primo Congresso Nazionale di Meritocrazia Italia.
Ischia 6/7 settembre...

UN’ITALIA CHE CI CREDE
#merito #equitàsociale #ambiente #unItaliadavivere #unItaliadaraccontare
#unItaliachecicrede
Per iscriversi:
www.meritocrazia.eu/events/primo-congresso-nazionale-ischia/
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Mancano solo 8 giorni per il Primo Congresso Nazionale di Meritocrazia Italia.
Ischia 6/7 settembre...

UN’ITALIA CHE CI CREDE
#merito #equitàsociale #ambiente #unItaliadavivere #unItaliadaraccontare
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Per iscriversi:
http://www.meritocrazia.eu/events/primo-congresso-nazionale-ischia/

pubblicato il 08.28.19

L'Italia che Merita

L’On. le Catello Vitiello, parla di Meritocrazia ed Equità sociale.

Restituiamo il merito al popolo.
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pubblicato il 08.28.19

L'Italia che Merita

Su ‘la Repubblica’, il primo Congresso Nazionale di Meritocrazia Italia.

Ischia 6/7 settembre...

UN’ITALIA CHE CI CREDE
#merito #equitàsociale #ambiente #unItaliadavivere #unItaliadaraccontare
#unItaliachecicrede
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Su ‘la Repubblica’, il primo Congresso Nazionale di Meritocrazia Italia.

Ischia 6/7 settembre...                             

UN’ITALIA CHE CI CREDE
#merito #equitàsociale #ambiente #unItaliadavivere #unItaliadaraccontare
#unItaliachecicrede
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pubblicato il 08.28.19

L'Italia che Merita

Continua il conto alla rovescia per il Primo Congresso Nazionale di Meritocrazia Italia.
Ischia 6/7 settembre...

UN’ITALIA CHE CI CREDE
#merito #equitàsociale #ambiente #unItaliadavivere #unItaliadaraccontare
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Continua il conto alla rovescia per il Primo Congresso Nazionale di Meritocrazia Italia.
Ischia 6/7 settembre...

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pubblicato il 08.27.19

L'Italia che Merita

Meritocrazia Italia: un modo di essere;
Il Presidente Nazionale Walter Mauriello
#unItaliachecicrede #unItaliadavivere #unItaliadaraccontare #merito #equitàsociale #ambiente
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pubblicato il 08.27.19

L'Italia che Merita

INSERIRE I LAUREATI NEL MONDO DEL LAVORO RIMODELLANDO LE UNIVERSITÀ
———————————————-
Periodicamente giungono dei dati che dovrebbero far riflettere sul vero nodo centrale del futuro dei lavoratori italiani e del nostro Paese. L’Eurostat ha calcolato che la percentuale di persone tra i 30 e i 34 anni in possesso di un titolo di studio terziario ha un lavoro a distanza di tre anni dall’ottenimento del titolo stesso. In poche parole 4 laureati su 10 non hanno un lavoro dopo ben 36 mesi dalla laurea!! Se i laureati sono pochi e allo stesso tempo non trovano lavoro, vuol dire che c’è o un problema di qualità della domanda o uno della qualità dell’offerta, o forse entrambi. Non basta formare un laureato per generare un posto di lavoro, soprattutto se università e mondo dell’impresa vivono in universi paralleli.
La conseguenza paradossale è la presenza di lavoratori sovra-qualificati che si trovano a svolgere mansioni inferiori rispetto alle competenze di cui il mercato necessita. Nel contempo, c’è una grande difficoltà delle università a rimodellare i corsi di laurea adeguandoli alle esigenze di oggi.
Il che non significa affatto allinearsi alle esigenze di mercato, ma rinnovare la didattica e l’integrazione con la realtà al di fuori delle aule, per formare tutte quelle competenze trasversali, che contano più di quelle specialistiche, soprattutto in un panorama dove i livelli di innovazione spesso sono bassi. Sarebbe auspicabile, a tal fine, smontare la struttura verticale degli atenei, far dialogare discipline diverse, creare ponti tra le scienze sociali, le materie scientifiche e quelle umanistiche, come da tempo accade nelle università anglosassoni.
GIULIANA ALBARELLA
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INSERIRE I LAUREATI NEL MONDO DEL LAVORO RIMODELLANDO LE UNIVERSITÀ
———————————————- 
Periodicamente giungono dei dati che dovrebbero far riflettere sul vero nodo centrale del futuro dei lavoratori italiani e del nostro Paese. L’Eurostat ha calcolato che la percentuale di persone tra i 30 e i 34 anni in possesso di un titolo di studio terziario ha un lavoro a distanza di tre anni dall’ottenimento del titolo stesso. In poche parole 4 laureati su 10 non hanno un lavoro dopo ben 36 mesi dalla laurea!! Se i laureati sono pochi e allo stesso tempo non trovano lavoro, vuol dire che c’è o un problema di qualità della domanda o uno della qualità dell’offerta, o forse entrambi. Non basta formare un laureato per generare un posto di lavoro, soprattutto se università e mondo dell’impresa vivono in universi paralleli.
La conseguenza paradossale è la presenza di lavoratori sovra-qualificati che si trovano a svolgere mansioni inferiori rispetto alle competenze di cui il mercato necessita. Nel contempo, c’è una grande difficoltà delle università a rimodellare i corsi di laurea adeguandoli alle esigenze di oggi. 
Il che non significa affatto allinearsi alle esigenze di mercato, ma rinnovare la didattica e l’integrazione con la realtà al di fuori delle aule, per formare tutte quelle competenze trasversali, che contano più di quelle specialistiche, soprattutto in un panorama dove i livelli di innovazione spesso sono bassi. Sarebbe auspicabile, a tal fine, smontare la struttura verticale degli atenei, far dialogare discipline diverse, creare ponti tra le scienze sociali, le materie scientifiche e quelle umanistiche, come da tempo accade nelle università anglosassoni.
GIULIANA ALBARELLA

pubblicato il 08.27.19

L'Italia che Merita

Mancano 10 giorni all’inizio dell’attesissimo Congresso Nazionale di Meritocrazia Italia.
Ischia - 6/7 settembre
UN’ITALIA CHE CI CREDE
#merito #equitàsociale #ambiente #unItaliadavivere #unItaliadaraccontare
#unItaliachecicrede
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Mancano 10 giorni all’inizio dell’attesissimo Congresso Nazionale di Meritocrazia Italia.
Ischia - 6/7 settembre 
UN’ITALIA CHE CI CREDE
#merito #equitàsociale #ambiente #unItaliadavivere #unItaliadaraccontare
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http://www.meritocrazia.eu/events/primo-congresso-nazionale-ischia/

pubblicato il 08.26.19

L'Italia che Merita

L’EMIGRAZIONE DEI GIOVANI ALL'ESTERO
_______________________________________________

Alla luce dei dati emersi da un recente sondaggio condotto da YOUGOV per l'European Foreign Relations. È noto che negli ultimi 10 anni almeno 600.000 italiani, per lo più giovani ed istruiti, siano emigrati all'estero in cerca di fortuna. Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, non si è trattato di connazionali appartenenti ai ceti bassi, i quali continuano ancora a spostarsi da una regione all'altra d’Italia, ma di giovani provenienti dalle province più ricche che hanno un tasso di occupazione più alto della media. Si registrano espatri da province come Bolzano, Macerata, Mantova, Trieste, Varese e Pordenone che hanno un tasso di occupazione anche di 10/15 punti percentuali superiori alla media nazionale del 58,50%. Ed allora perché i giovani se ne vanno da questi luoghi apparentemente più floridi del resto d'Italia? Forse perché la delocalizzazione delle nostre migliori imprese portata dalla globalizzazione, unitamente alla crisi del sistema finanziario bancario ha minato la fiducia che i nostri ragazzi avevano verso il futuro del nostro Paese? Credo che dobbiamo impegnare tutte le nostre energie per trovare delle concrete soluzioni, di natura culturale economica e lavorativa, che invertano questo fenomeno migratorio delle nuove generazioni creando le condizioni socio-economiche per un rinascimento della piccola media impresa italiana che consenta non solo di trattenere le migliori energie del Paese, perché più istruite, ma che possa attrarre in Italia anche i migliori cervelli stranieri e non solo più i migranti economici. di MASSIMO GOTTA
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L’EMIGRAZIONE DEI GIOVANI ALLESTERO
_______________________________________________ 

Alla luce dei dati emersi da un recente sondaggio condotto da YOUGOV per lEuropean Foreign Relations. È noto che negli ultimi 10 anni almeno 600.000 italiani, per lo più giovani ed istruiti, siano emigrati allestero in cerca di fortuna. Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, non si è trattato di connazionali appartenenti ai ceti bassi, i quali continuano ancora a spostarsi da una regione allaltra d’Italia, ma di giovani provenienti dalle province più ricche che hanno un tasso di occupazione più alto della media. Si registrano espatri da province come Bolzano, Macerata, Mantova, Trieste, Varese e Pordenone che hanno un tasso di occupazione anche di 10/15 punti percentuali superiori alla media nazionale del 58,50%. Ed allora perché i giovani se ne vanno da questi luoghi apparentemente più floridi del resto dItalia? Forse perché la delocalizzazione delle nostre migliori imprese portata dalla globalizzazione, unitamente alla crisi del sistema finanziario bancario ha minato la fiducia che i nostri ragazzi avevano verso il futuro del nostro Paese? Credo che dobbiamo impegnare tutte le nostre energie per trovare delle concrete soluzioni, di natura culturale economica e lavorativa, che invertano questo fenomeno migratorio delle nuove generazioni creando le condizioni socio-economiche per un rinascimento della piccola media impresa italiana che consenta non solo di trattenere le migliori energie del Paese, perché più istruite, ma che possa attrarre in Italia anche i migliori cervelli stranieri e non solo più i migranti economici.    di MASSIMO GOTTA

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La valigia sul letto... É quella di un lungo viaggio... 😉🎶

pubblicato il 08.25.19

L'Italia che Merita

PIU - Prodotto Interno Umano
—————————————-
Il messaggio del Presidente Nazionale Walter Mauriello, in questa Domenica 25 agosto 2019, parte da un aforisma che fa riflettere: “it’s never too late to be who you might even been”.
Non è mai troppo tardi per essere chi saresti potuto essere!
Prefiggersi un obiettivo... proprio, umano!
Ogni giorni domandiamoci cosa abbiamo fatto per ciò che ci circonda. Pensiamo al futuro, con un occhio a ciò che leggiamo nei quotidiani.
La strategia.
Chi si può sostituire, oggi, all’incertezza in cui si trova l’Italia, se non i cittadini?
È compito del popolo, è compito nostro. Tutte le stratificazioni sociali dovrebbero ambire alla stabilità. Qualsiasi strategia, finanche quella di Meritocrazia, non potrà avere effetto se non con la stabilità.
Ma se questa è fine a se stessa, comporta un logorio personale - tensione, che vediamo tra i volti dei nostri uomini delle “poltrone”. Al contrario, la stabilità deve far bene alla/nella vita personale, nelle relazioni familiari, nella politica.
Bisogna costruire un senso civico!
Si immagini il paradosso del mondo giudiziario. Tra lo scetticismo radicale di chi considera utopistica l’aspirazione alla giustizia e i fantasmi mascherati in cui si celano nuove persone della legge del taglione, esistono Regole, garanzie, diritti!
Per guardare e concretizzare, vanno messe in campo le energie.
Costruire! Anzi costruiamo le persone.
Ricostruiamo il “senso” della persona!
Il Prodotto Interno Umano... il PIU.
Impariamo a perdere: ad essere sconfitti.
I veri professionisti si riconoscono nella sconfitta e non nella vittoria. Quest’ultima, può essere una conseguenza.
Con le sconfitte si può migliorare - migliorarsi - rendere al meglio. Se si accetta la sconfitta, si è pronti al criterio di stabilità che è alla base di una politica nazionale ed internazionale.
Meritocrazia Italia punta a questo, e parte dal Congresso - quello di Ischia, del 6/7 settembre - Meraviglioso, perché persone, insieme, immaginano un presente ed un futuro, diversi.
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PIU - Prodotto Interno Umano
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Il messaggio del Presidente Nazionale Walter Mauriello, in questa Domenica 25 agosto 2019, parte da un aforisma che fa riflettere: “it’s never too late to be who you might even been”. 
Non è mai troppo tardi per essere chi saresti potuto essere!
Prefiggersi un obiettivo... proprio, umano! 
Ogni giorni domandiamoci cosa abbiamo fatto per ciò che ci circonda. Pensiamo al futuro,  con un occhio a ciò che leggiamo nei quotidiani. 
La strategia.
Chi si può sostituire, oggi, all’incertezza in cui si trova l’Italia, se non i cittadini?
È compito del popolo, è compito nostro. Tutte le stratificazioni sociali dovrebbero ambire alla stabilità. Qualsiasi strategia, finanche quella di Meritocrazia, non potrà avere effetto se non con la stabilità. 
Ma se questa è fine a se stessa, comporta un logorio personale - tensione, che vediamo tra i volti dei nostri uomini delle “poltrone”. Al contrario, la stabilità deve far bene alla/nella vita personale, nelle relazioni familiari, nella politica.
Bisogna costruire un senso civico!
Si immagini il paradosso del mondo giudiziario. Tra lo scetticismo radicale di chi considera utopistica l’aspirazione alla giustizia e i fantasmi mascherati in cui si celano nuove persone della legge del taglione, esistono Regole, garanzie, diritti!
Per guardare e concretizzare, vanno messe in campo le energie.
Costruire! Anzi costruiamo le persone.
Ricostruiamo il “senso” della persona!
Il Prodotto Interno Umano... il PIU.
Impariamo a perdere: ad essere sconfitti. 
I veri professionisti si riconoscono nella sconfitta e non nella vittoria. Quest’ultima, può essere una conseguenza. 
Con le sconfitte si può migliorare - migliorarsi - rendere al meglio. Se si accetta la sconfitta, si è pronti al criterio di stabilità che è alla base di una politica nazionale ed internazionale.
Meritocrazia Italia punta a questo, e parte dal Congresso - quello di Ischia, del 6/7 settembre - Meraviglioso, perché persone, insieme, immaginano un presente ed un futuro, diversi.

pubblicato il 08.25.19

L'Italia che Merita

L’ETICA DELL’ESTETICA
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Da sempre ci presentano uno stereotipo di donna molto lontano dalla realta': giovanissime ragazze taglia 38, modelli inimitabili eppure in grado di tramutarsi in muse ispiratrici.
L’imposizioni di stereotipi inarrivabili, puó certamente generare difficoltà nell’accettarsi, un rapporto di contrasto con il cibo, atteggiamenti di ostilità con se stessi e verso gli altri.“La psicologia della moda considera l'abbigliamento come uno dei linguaggi che collegano corpo e psiche: un legame tra interno ed esterno, tra psiche e società, tra individuo e gruppo” (P. Pizza)
Se ció è vero, se è vero quindi che l’obiettivo è tradurre all’esterno ciò che si ha nell’anima, attraverso quello che indossiamo, allora è altrettanto vero che se la donna non impara ad accettare la sua bellezza, non c’è abito che possa tradurre la sua identità e trasformarla in bellezza.La consapevolezza che: il vero segreto della bellezza ignora il giudizio di una bilancia ed il riflesso nello specchio di una ruga, può essere il risultato di un serio impegno sociale, un impegno che coinvolga tutti gli operatori di settore, professionalmente vocati a “vestire” valorizzando l’identità di ciascuna donna, e scoprendone lo stile più intimo e nascosto di ognuno. Dopo l’ascesa negli anni ’90 del modello asciutto e slanciato, che ha lasciato in panchina la bellezza curvy tanto apprezzata negli anni ’50, torna in passerella una donna più consapevole di sé e fiera di una bellezza rinnovata ed in forme più generose.
Ma la strada è ancora lunga e conta ancora tante dipendenze da stereotipi di giovinezza e magrezza. Un applauso, dunque, al coraggio di alcune scelte imprenditoriali che in totale controtendenza, lanciano in passerella le donne: senza età e senza taglia, mamme e nonne, magre e curvy, sfidando l’incertezza del guadagno e la beffa di una parte della società che persiste nel relegare il concetto di bellezza ad un unico standard.Un plauso, insomma, a chi riesce a conciliare il profitto, scopo fisiologico di una impresa, all’etica, che non è solo impatto ambientale e rispetto del capitale umano, ma anche impegno sociale nell’indirizzare al rispetto di principi che restituiscano valore alla ricchezza della diversità. Di Elisabetta Scataglini
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Un messaggio del genere andrebbe sempre e solo esaltato !!!

pubblicato il 08.23.19

L'Italia che Merita

LUDOPATIE IN ABRUZZO
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Nell’ultimo decennio, in Italia come a livello europeo, accanto alle forme di consumo e dipendenza più note, ovvero quelle da sostanze psicoattive legali ed illegali, si sono affermati nuovi comportamenti a rischio di problematicità o dipendenza. Tra questi, il più significativo è il gioco d’azzardo che in Italia ha visto un rapido incremento diventando di fatto una questione di salute pubblica.
Nella Regione Abruzzo, la diffusione del fenomeno è monitorata dall’ultima indagine IPSAD- Italian Population Survey on Alcohol and other Drugs (2015) da cui risulta che il 43% della popolazione tra i 15 e i 64 anni, corrispondente a quasi 17 milioni di persone, ha giocato almeno una volta somme di denaro; il dato offre una chiara idea della popolarità del gioco d’azzardo.
I numeri rilevati nel 2017 inquadrano l’entità del fenomeno ponendo l’Abruzzo al di sopra della media nazionale: nell’annualità di riferimento, il volume complessivo di gioco legale è stato di 2,7 miliardi di euro, corrispondenti al 3% dell’ammontare complessivamente giocato in Italia (101,7 miliardi). Il dato fa riferimento sia al gioco distribuito su rete fisica (2 miliardi di euro, corrispondenti al 73% del volume totale) sia a quello su rete telematica, il c.d. gioco on line (724 milioni di euro, corrispondenti al 27% del volume totale). Nel 2017, ogni residente in Abruzzo ha giocato in media 2.035 euro, un dato più alto rispetto a quello nazionale corrispondente a 1.678 euro.
In Abruzzo, il Comune con l’ammontare delle giocate più alto è Pescara, dove sono stati giocati circa 295 milioni di euro nel 2017, segue L’Aquila con 158 milioni, quindi Montesilvano (in provincia di Pescara) con 137 milioni. I tre comuni con la raccolta di gioco più bassa sono invece Sant’Eusanio Forconese (L’Aquila), Caporciano (L’Aquila) e Palombaro (Chieti) dove sono stati giocati, rispettivamente, circa 4 mila, 37 mila e 45 mila euro nel 2017. In termini pro capite, il comune con l’ammontare delle giocate più alto nel 2017 è Scurcola Marsicana in provincia dell’Aquila con 14.987 euro per residente, seguono Rocca San Giovanni (Chieti) con 12.520 euro e San Giovanni Teatino (Chieti) con 6.196 euro.
Il ruolo delle Amministrazioni Comunali nelle politiche di contrasto a questo fenomeno è di fondamentale importanza. Nell’ambito degli interventi di contrasto alla ludopatia messi in atto da Stato, Regioni ed Autonomie Locali, risultano centrali non solo gli interventi di limitazione degli orari di apertura degli esercizi commerciali, quelli sui requisiti dei locali e le misure restrittive sulla pubblicità del gioco d’azzardo, ma anche i provvedimenti, adottati da molte Regione e Comuni, finalizzati a contenere la diffusione nel territorio delle sale da gioco e provvedere ad una loro ricollocazione.
Il c.d. decreto Balduzzi (D. L. n. 158 del 2012, convertito nella L. n. 189 del 2012) prevede una progressiva ricollocazione delle sale con gli apparecchi da gioco “che risultano territorialmente prossimi a istituti scolastici primari e secondari, strutture sanitarie ed ospedaliere, luoghi di culto”. In assenza del decreto attuativo dell’Agenzia delle dogane sui ”luoghi sensibili”, diverse regioni e comuni hanno disciplinato la materia, prevedendo in molti casi una distanza minima di 500 metri da essi; alcune leggi regionali e provinciali hanno stabilito una distanza inferiore, pari a 300 metri; ampio margine di discrezionalità viene comunque lasciato ai Comuni per individuare altri luoghi sensibili applicando il criterio dell’impatto sul contesto e sulla sicurezza urbana.
La legge regionale abruzzese (LR Abruzzo n. 40/2013) ha individuato una serie di luoghi sensibili nonché stabilito in 300 metri la distanza minima delle sale da gioco dai “luoghi sensibili”, stabilendo un termine, 21 novembre 2018, per adeguarsi alle distanze. In altri termini, il 21 novembre 2018, in Abruzzo, sarebbero dovute scadere tutte le autorizzazioni relative a sale giochi e slot nei locali pubblici, non in linea con la legge regionale.
Il Comune di Francavilla al Mare, nell’attuare la legge regionale, ha ritenuto, nonostante il silenzio della norma regionale in merito, di creare ulteriori luoghi sensibili quali attrezzature balneari, spiagge e giardini pubblici, parchi e verde attrezzato. Ha altresì previsto che nessun locale adibito a sale gioco possa avere al suo interno sportelli bancari, postali o bancomat, nonché trovarsi ad una distanza inferiore di metri 100 da detti sportelli. Tale norma ha fatto molto discutere proprio perché la legge regionale abruzzese, a differenza di altre Regioni d’Italia, tace in ordine alla possibilità di legiferare in merito alla individuazione di altri luoghi sensibili, tanto che alcuni TAR si sono espressi nel senso della illegittimità di tali disposizioni comunali quando non espressamente stabilite dalla norma regionale.
Il Comune di Francavilla al Mare, a fronte dei dati allarmanti registrati sul proprio territorio, ha ritenuto di dover inasprire le condizioni dettate dalla legge regionale cogliendo il rischio di eventuali ricorsi amministrativi: un gesto forse eccessivamente intraprendente ed azzardato, ispirato dal monito dannunziano “Ricordati di osare sempre, anche con i venti contrari”; o forse suggerito dal senso di responsabilità che antepone l’emergenza territoriale e la tutela dei suoi cittadini al silenzio di una norma sovraordinata.
Forse.
Ma può convenirsi su un dato: il fenomeno Ludopatia è in continua crescita e l’Ente che in prima fila e quotidianamente combatte e si confronta con i disagi del proprio territorio, è certamente l’Ente Comune.
Di Valentina Pepe
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pubblicato il 08.22.19

L'Italia che Merita

Meritocrazia Italia - il Presidente Nazionale: la crisi di Governo;
#merito #equitàsociale #ambiente #unItaliadavivere #unItaliadaraccontare #unItaliachecicrede
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C’è un’Italia che ci crede e che vuole solo il bene del ns paese. È indifferente chi vince un’elezione basta che assolve al proprio ruolo istituzionale con umiltà ed effettivo altruismo

Grande Presidente!

Top

Bravo, Presidente!

Grandeeee

Hai ragione però se non si rispetteranno le scadenze ci sfratteranno e andremo a vivere sotto i ponti ho ci metteranno sui barconi e ci porteranno in Africa.

Ci siamo

Banda di creduloni svegliatevi..questi non vi fanno sentire dolore ma ve lo mettono a quel posto

Questi da quando i 5 stelle sono al governo hanno tutte le soluzioni ...........mavalà ...W LE STELLE 👎IL MAGNA MAGNA

pubblicato il 08.22.19

L'Italia che Merita

GENDER GAP: lo squilibrio di retribuzione tra uomimi e donne a parità di livello
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Quello del “Gender Gap” è stato uno degli argomenti maggiormente dibattuti anche durante l'ultimo “World Economic Forum” al termine del quale è stato pubblicato un report dedicato che ha dimostrato come gli uomini guadagneranno più delle donne ancora per 202 anni.
In base ai dati riportati nel 2018, le donne in tutto il mondo hanno guadagnato il 63% di ciò che è finito nelle tasche degli uomini.
Inoltre, attualmente, non c'è nessun Paese che ha raggiunto l'eguaglianza di genere indipendentemente dal livello di sviluppo, dalla regione o dal tipo di economia.
Lo Stato che più si avvicina ad una parità assoluta è il Laos, dove le donne hanno raggiunto il 91% del salario maschile, mentre Yemen, Siria ed Iraq sono i paesi dove il “Gender Gap” nelle retribuzioni è più alto.
L'Italia è all'82° posto su 144. Per risalire questa classifica ci sono almeno due ottime ragioni in mezzo a mille altre, ma per tradurre la volontà e le parole in fatti, occorre una buona legge.
Visti i numeri la prima ragione per la parità salariale emerge da sé: è una questione di diritti negati. Dopotutto l'art. 37 della nostra Costituzione è di una chiarezza esemplare: la donna lavoratrice ha gli stessi diritti e a parità di lavoro le stesse retribuzioni, che spettano al lavoratore.
C'è poi una ragione più prosaica ma sul piano pratico ben più efficace: perchè converrebbe a tutti!
Ad oggi, l'unica arma legislativa che possediamo per contrastare questo fenomeno, risulta piuttosto scarica: si tratta di un solo articolo all'interno di un Decreto del 2006.
Una legge che non riesce ad obbligare ciò che vorrebbe, perchè non sanziona e soprattutto perchè non riguarda strettamente la parità salariale ma la trasparenza nei trattamentii del personale, maschile e femminile.
Di MARIALAURA PAOLINI
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pubblicato il 08.22.19

L'Italia che Merita

Solo 15 giorni ci dividono dall’inizio del primo Congresso Nazionale di Meritocrazia Italia.
Ischia - 6/7 settembre
UN’ITALIA CHE CI CREDE
#merito #equitàsociale #ambiente #unItaliadavivere #unItaliadaraccontare
#unItaliachecicrede
Per iscriversi:
www.meritocrazia.eu/events/primo-congresso-nazionale-ischia/
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Solo 15 giorni ci dividono dall’inizio del primo Congresso Nazionale di Meritocrazia Italia.
Ischia - 6/7 settembre 
UN’ITALIA CHE CI CREDE
#merito #equitàsociale #ambiente #unItaliadavivere #unItaliadaraccontare
#unItaliachecicrede
Per iscriversi:
http://www.meritocrazia.eu/events/primo-congresso-nazionale-ischia/

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Grazie a tutti per gli sforzi che state compiendo

Ci siamo 🇮🇹🇮🇹🇮🇹🇮🇹

pubblicato il 08.21.19

L'Italia che Merita

PACE, GIUSTIZIA E ISTITUZIONI SOLIDE
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Al penultimo posto fra i 17 goals di sviluppo sostenibile individuate dall'Agenda 2030 dell'Onu firmata da 193 paesi, tra cui l'Italia a settembre 2015, figura quello di pace, giustizia e istituzioni solide.Tale obiettivo, costituito da due filoni, pace da una parte e giustizia istituzioni solide, dall'altra, viene misurato con un indicatore composto da otto target che in estrema sintesi sono: 1) riduzione significativa di tutte le forme di violenza e tassi di mortalità; 2) promozione dello stato di diritto a livello nazionale ed internazionale a garanzia di parità di accesso alla giustizia per tutti; 3) riduzione sostanziale di corruzione e concussione in tutte le loro forme; 4) garanzia di un processo decisionale reattivo, inclusivo, partecipativo e rappresentativo; 5) fornitura di un'identità giuridica per tutti; 6) garanzia di accesso del pubblico all'informazione a protezione della libertà fondamentali; 7) rafforzamento delle istituzioni nazionali anche attraverso la cooperazione internazionale; promozione delle leggi e delle politiche non discriminatorie per lo sviluppo sostenibile il loro rispetto.Orbene, per quanto riguarda l'obiettivo della pace, l'Italia si colloca stabilmente al 39º posto davanti a regno unito e Francia, subito dopo i paesi del Nord Europa, secondo i dati riportati dal Global Peace Index 2019. Per migliorare la posizione bisogna impegnarsi maggiormente sul fronte della violenza alle donne dei minori, riducendo in particolare i casi di femminicidio e di abuso domestico o le condizioni di degrado nonché su quello degli episodi di razzismo, lavorando sull'educazione familiare e scolastica e riducendo le cosiddette marginalità sociale.Sul tema della giustizia l'Italia, pur avendo registrato un progressivo miglioramento del 2014 in poi, presenta ancora alcune croniche criticità che la pongono in coda rispetto agli altri paesi europei: in primis l'eccessiva durata dei processi civili pari a oltre 445 giorni di media ed in secondo luogo un indice di percezione della corruzione che ci pone alcun 53ª posto nel mondo secondo Trasparency International. Per risolvere la lungaggine dei processi non è quindi più sufficiente l'attuazione del processo telematico, ma occorre riorganizzare i ruoli dei magistrati e l’attività delle cancellerie, introducendo procedure di qualità secondo gli standard ISO 9001-2015. Inoltre, gli avanzamenti di carriera dei magistrati dovranno avvenire solo esclusivamente su base meritocratica anziché sull'attuale criterio misto anzianità e titoli. Il termine per il deposito dei provvedimenti giurisdizionali dovrebbero essere perentori come quelli previsti per il deposito delle difese a carico degli avvocati, e la ingiustificata violazione potrebbe comportare delle sanzioni disciplinari sempre ai fini dell'avanzamento di carriera e nei casi più gravi anche di tipo economico. Infine, il periodo feriale effettivamente limitato al solo mese di agosto, senza un periodo preferiate e postferiale.Per combattere i fenomeni della corruzione e della concussione, come è stato ripetutamente osservato, occorre implementare la trasparenza della P.A: attraverso nuovi strumenti di accesso alle informazioni di tipo digitale. Infine si potrà istituire la figura del garante del merito, con poteri di ispezione e controllo, a cui i cittadini potranno rivolgersi per sporgere i reclami.Di Massimo GOTTA
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PACE, GIUSTIZIA E ISTITUZIONI SOLIDE
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Al penultimo posto fra i 17 goals di sviluppo sostenibile individuate dallAgenda 2030 dellOnu firmata da 193 paesi, tra cui lItalia a settembre 2015, figura quello di pace, giustizia e istituzioni solide.Tale obiettivo, costituito da due filoni, pace da una parte e giustizia istituzioni solide, dallaltra, viene misurato con un indicatore composto da otto target che in estrema sintesi sono: 1) riduzione significativa di tutte le forme di violenza e tassi di mortalità; 2) promozione dello stato di diritto a livello nazionale ed internazionale a garanzia di parità di accesso alla giustizia per tutti; 3) riduzione sostanziale di corruzione e concussione in tutte le loro forme; 4) garanzia di un processo decisionale reattivo, inclusivo, partecipativo e rappresentativo; 5) fornitura di unidentità giuridica per tutti; 6) garanzia di accesso del pubblico allinformazione a protezione della libertà fondamentali; 7) rafforzamento delle istituzioni nazionali anche attraverso la cooperazione internazionale; promozione delle leggi e delle politiche non discriminatorie per lo sviluppo sostenibile il loro rispetto.Orbene, per quanto riguarda lobiettivo della pace, lItalia si colloca stabilmente al 39º posto davanti a regno unito e Francia, subito dopo i paesi del Nord Europa, secondo i dati riportati dal Global Peace Index 2019. Per migliorare la posizione bisogna impegnarsi maggiormente sul fronte della violenza alle donne dei minori, riducendo in particolare i casi di femminicidio e di abuso domestico o le condizioni di degrado nonché su quello degli episodi di razzismo, lavorando sulleducazione familiare e scolastica e riducendo le cosiddette marginalità sociale.Sul tema della giustizia lItalia, pur avendo registrato un progressivo miglioramento del 2014 in poi, presenta ancora alcune croniche criticità che la pongono in coda rispetto agli altri paesi europei: in primis leccessiva durata dei processi civili pari a oltre 445 giorni di media ed in secondo luogo un indice di percezione della corruzione che ci pone alcun 53ª posto nel mondo secondo Trasparency International. Per risolvere la lungaggine dei processi non è quindi più sufficiente lattuazione del processo telematico, ma occorre riorganizzare i ruoli dei magistrati e l’attività delle cancellerie, introducendo procedure di qualità secondo gli standard ISO 9001-2015. Inoltre, gli avanzamenti di carriera dei magistrati dovranno avvenire solo esclusivamente su base meritocratica anziché sullattuale criterio misto anzianità e titoli. Il termine per il deposito dei provvedimenti giurisdizionali  dovrebbero essere perentori come quelli previsti per il deposito delle difese a carico degli avvocati, e la ingiustificata violazione potrebbe comportare delle sanzioni disciplinari sempre ai fini dellavanzamento di carriera e nei casi più gravi anche di tipo economico. Infine, il periodo feriale effettivamente limitato al solo mese di agosto, senza un periodo preferiate e postferiale.Per combattere i fenomeni della corruzione e della concussione, come è stato ripetutamente osservato, occorre implementare la trasparenza della P.A: attraverso nuovi strumenti di accesso alle informazioni di tipo digitale. Infine si potrà istituire la figura del garante del merito, con poteri di ispezione e controllo, a cui i cittadini potranno rivolgersi per sporgere i reclami.Di Massimo GOTTA

pubblicato il 08.20.19

L'Italia che Merita

La dispersione scolastica nel “La Buona Scuola”
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La dispersione scolastica è un fenomeno che interessa il paese Mondo e si traduce in un insieme di occasioni di abbandono, che si manifestano all'interno del sistema scolastico: dalle frequenze irregolari alle bocciature, alle malattie frequenti, ai cambiamenti di sede e fino all’analfabetismo o allo scarso apprendimento pur nei casi di frequenza regolare.
Ciascun paese, europeo ed extraeuropeo, ha adottato politiche di contrasto facendo ricorso a disparate tipologie di intervento: in Australia i dirigenti scolastici possono contattare direttamente le autorità di polizia; in Danimarca i benefici dei servizi sociali possono essere diminuiti o sospesi per i giovani che disertano la scuola; in Germania i genitori degli evasi da scuola senza una giustificazione legittima, possono essere denunciati direttamente dall’istituto scolastico; in Inghilterra, i fallimenti riscontrati nel garantire la frequenza scolastica hanno indotto l'autorità giudiziaria a disporre sanzioni penali sia ai genitori sia ai minori.
L’Italia, che è uno dei paesi europei dove il fenomeno della dispersione scolastica registra una delle più alte percentuali, dopo avere subito una riduzione negli ultimi anni, torna a censire nel 2017 un aumento, seppur lieve (dal 13,8% al 14% - dati Ministero dell’Istruzione), allontanandosi dall'obiettivo del 10% fissato dall'Unione Europea come traguardo da raggiungere entro il 2020.
Al Ministero della Pubblica Istruzione ci si sofferma su una riflessione:
“La scuola è scuola se include. Se perde i ragazzi più deboli, la scuola non è scuola. È un ospedale che cura i sani e respinge i malati.” (Don Milani)
Ma nel nostro Paese ci siamo concentrati sull’obiettivo 10%, da conquistare a tutti i costi senza una visione prospettica che includa una seria riflessione sulle modalità e sulle conseguenze.
E’ la fatidica bocciatura l’argomento che pare catalizzare l’interesse degli addetti ai lavori: uno strumento vissuto come mezzo di discriminazione e non più come educativo e funzionale a consentire all’alunno insufficiente di recuperare le sue lacune e all’insegnante di lavorare su un livello di conoscenza pressappoco omogeneo.
La legge n. 107 del 13 luglio 2015, che insieme ai successivi decreti attuativi è meglio conosciuta come “La Buona Scuola”, stabilisce che:
"Le alunne e gli alunni della scuola primaria sono ammessi alla classe successiva e alla prima classe di scuola secondaria di primo grado anche in presenza di livelli di apprendimento parzialmente raggiunti o in via di prima acquisizione". Nei casi di promozione "agevolata", le scuole dovranno attivare "specifiche strategie per il miglioramento dei livelli di apprendimento".
La bocciatura arriva solo con l’accordo all’unanimità degli insegnanti del Consiglio di classe e "solo in casi eccezionali e comprovati da specifica motivazione” spiega la norma. E’ sufficiente insomma un solo parere contrario per fare scattare la promozione ope legis.
Allo stesso modo nella scuola secondaria, dove la promozione è la regola generale: tranne nei casi di gravi infrazioni disciplinari e nei casi di "parziale o mancata acquisizione dei livelli di apprendimento in una o più discipline". Situazioni in cui il Consiglio di classe può deliberare la bocciatura ma con adeguata motivazione. Anche in questo caso potrà scattare la promozione in presenza di insufficienze in una o più discipline, a patto che le scuole avviino percorsi di supporto per colmare le lacune.
Pare che il nostro Legislatore abbia pensato di approcciarsi al fenomeno della dispersione con una sorta di garanzia alla promozione togliendo all’insegnante la possibilità di rallentare il percorso scolastico dell’alunno insufficiente e gravandolo di contro della responsabilità di far recuperare lo stesso per ricreare un ambiente di apprendimento omogeneo in classe.
A tal proposito non vanno taciute talune considerazioni: i percorsi di supporto sono spesso generalizzati e cuciti sulle necessità di gruppi di alunni e non pensati per il singolo; e d’altro canto la scuola non ha le risorse sufficienti per far fronte a tali carenze che peraltro spesso non sono solo legate alle difficoltà di apprendimento bensì ad un più ampio disagio di matrice sociale e/o psicologica.
Eppure si lasciano in ombra principi che andrebbero riposizionati al centro della discussione: la continuità, secondo cui la scuola deve garantire la presenza dello stesso insegnante per un numero di anni adeguato al raggiungimento formativo del ragazzo; la professionalità dell’insegnante, che presume oltre alla conoscenza della materia, una forte motivazione alla condivisione della stessa e per la quale dunque non bisogna solo sapere, ma anche saper dare.
L’attuazione dell’inclusività è certamente un diritto di tutti i ragazzi e un dovere delle istituzioni educative. Ma tale dovere deve poter essere esercitato attraverso scelte funzionali, scelte che attualmente la scuola non è in grado di porre in atto per mancanza di fondi, di personale e di strutture adeguate.
Le belle parole possono essere di grande effetto, le belle idee hanno sempre un grande seguito ed una larga approvazione, tuttavia la vera via di uscita, oltre ad una politica che torni ad investire sulla scuola, è quella che consente agli insegnati di essere liberi di poter esprimere la loro professionalità, la loro autorevolezza e la loro esperienza culturale; di poter attuare tutte le misure che ritengano valide e necessarie per un percorso formativo ritagliato su ciascun alunno.
La conoscenza dei ragazzi si costruisce nel e col tempo passato insieme in aula, e costituisce il punto di partenza di un percorso formativo che deve mirare a stimolare le capacità di ciascuno; quel meraviglioso universo di distinti microcosmi attende di essere rivelato a mondo.
di Camilla Di Girolamo
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