SVILUPPO SOSTENIBILE E POLITICHE AMBIENTALI

SVILUPPO SOSTENIBILE E POLITICHE AMBIENTALI

La centralità dello sviluppo sostenibile nella questione ambientale ha permesso di affrontare le tematiche relative alla salvaguardia del pianeta Terra con maggiore incisività. Gli obiettivi primari di questo principio dal respiro internazionale non possono fare breccia senza una contigua rivoluzione culturale che deve partire dal mondo della scuola per la formazione di una vera e propria ‘coscienza ambientale’ che possa stimolare sempre più costantemente le istituzioni pubbliche per un maggiore sensibilizzazione al rispetto dell’ambiente.

Negli ultimi decenni la questione ambientale ha assunto una rilevanza tale da orientare fortemente le scelte ed i criteri ispiratori delle politiche internazionali.

Il concetto di uno sviluppo sostenibile, cioè di uno sviluppo «che soddisfi i bisogni del presente senza compromettere le capacità delle generazioni future di soddisfare i propri» (Rapporto Bruntland, 1988) è divenuto il principio cardine del Diritto ambientale e si dovrà attuare individuando delle priorità di intervento:

1. sviluppo di iniziative più efficaci per l’integrazione dell’ambiente nelle politiche agricole, industriali, energetiche, dei trasporti e del turismo;

2. ampliamento del ventaglio di strumenti a sostegno delle politiche ambientali (tasse ecologiche, ecoaudit generalizzato, criteri ambientai per l’aggiudicazione dei pubblici appalti);

3. miglioramento della efficienza della normativa dell’Unione europea;

4. sostegno di ulteriori azioni di comunicazione, informazione e formazione.

Il ruolo dell’Unione europea per l’attuazione delle politiche ambientali è sottolineato anche dalle risorse finanziarie messe a disposizione parallelamente alle riforme che spostano il carico fiscale dei redditi da lavoro e d’impresa al consumo di risorse non rinnovabili (come la carbon energy tax).

Un contributo sostanziale per il perseguimento degli obiettivi legati allo sviluppo sostenibile può certamente arrivare sia dalla incentivazione delle attività economiche per la protezione dell’ambiente sia dal maggiore impegno per rallentare la pressione sull’ambiente esercitata da settori produttivi tradizionali quali trasporti, agricoltura e turismo. Da qui la necessità di un adeguato ed efficiente sistema di controllo ambientale nonché l’esigenza di dare impulso alle iniziative di informazione e formazione, volte a sviluppare una ‘coscienza ambientale’ per modificare comportamenti e scelte economiche.

Un altro passaggio necessario è rappresentato dalla produzione di energie rinnovabili, dal risparmio energetico e dal trattamento dei rifiuti poiché attraverso la loro realizzazione si potranno creare nuovi modelli di sviluppo avanzati e ‘sostenibili’, nei quali, i vincoli ambientali diventano nel loro insieme strumenti interni ai meccanismi dello sviluppo, superando in tal modo il loro primitivo ruolo esterno mitigativo.

Tutto questo non si potrà mai attuare senza una Rivoluzione culturale che deve necessariamente partire la mondo della scuola ove l’apprendimento deve essere accompagnato da una educazione allo sviluppo sostenibile: attivare comportamenti e stili di vita fondati su valori del rispetto dell’ambiente.

La necessità di sviluppare una maggiore etica di responsabilità funzionale allo sviluppo sostenibile è realizzabile solo attraverso un processo graduale che si fonda sulla diffusione di nuovi valori post-materialisti basati appunto sul rispetto dell’ambiente, sulla efficienza sociale e sostenibile e sulla solidarietà sociale. Si può anche parlare di una ‘dimensione istituzionale’, funzionale alla politica della sostenibilità, come principio da applicare nelle forme democratiche necessarie a ridurre i conflitti per la gestione ed il controllo delle risorse nelle politiche pubbliche al fine di aumentare la partecipazione dei cittadini nella condivisione delle scelte alla sostenibilità.

In questo senso si collocano provvedimenti di sensibilizzazione, ad esempio nella pratica della raccolta differenziata, o ai blocchi alla circolazione dei veicoli privati che dovrebbero essere uno stimolo all’adozione di comportamenti sostenibili e di etica responsabile. Con il termine di sostenibilità istituzionale quindi si intende la capacità di assicurare condizioni di stabilità, di democrazia, di partecipazione, di formazione, di informazione attraverso un sistema organizzativo-gestionale sempre più efficace.
Di FRANCESCO MAZZA

 

[Immagine da Pixabay]



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