Politica, filosofia ed esistenza

Politica, filosofia ed esistenza

Quello di oggi è un messaggio che mira a toccare la sensibilità di chi non riesce a vivere a pieno i sentimenti, e le passioni.
La filosofia non è una scienza puramente astratta, lontana dal mondo empirico, che mette distanza tra il pensiero e la vita di tutti i giorni. Anzi è quello che meglio sa cogliere la parte più intima dell’esistenza nella sua verità concreta.
Senza studio filosofico, è difficile riuscire a sviluppare un pensiero critico, a valutare, ad esempio, l’attendibilità di una notizia. E lo spirito critico è fondamentale per la crescita, individuale e di gruppo. Serve per eliminare le diseguaglianze, e per consentire a ciascuno di mettere a frutto le proprie personali abilità. Siamo diversi, tutti, ma queste differenze non devono servire per distinguere i migliori dai peggiori. Non ci sono talenti che meritano di più. Sono tutti essenziali per il benessere personale e sociale.
La filosofia gioca un ruolo determinante per la costruzione di una società equa e meritocratica, che premia i meriti, e quindi il sacrificio, che del merito è premessa inevitabile.
L’attecchire di una logica della ragion pura aiuterebbe a valutare in maniera lucida e razionale gli eventi, e quindi a controllarli, e a non subirne passivamente sviluppi ed effetti. Uno studio che, però, non deve mai prescindere dal valore dell’esperienza, che offre insegnamenti importanti sul vero.
Cosa c’entra la politica in tutto questo?
La politica vera, quella sana, è fatta di studio, di approfondimento.
In questi giorni alcuni giornalisti ci facevano notare che ormai ogni discussione ruota attorno al concetto di geopolitica. I rapporti internazionali hanno preso la scena.
Meritocrazia Italia ha iniziato a parlarne ormai da tanto.
Abbiamo dedicato alla questione una direzione nazionale di qualche mese fa, a Firenze. Anche nel corso dell’incontro seminariale di luglio, in preparazione del Congresso nazionale, siamo stati tutti d’accordo sulla necessità di continuare a ragionare sugli stessi temi coinvolgendo anche professionisti, internazionalisti, economisti. Di globalizzazione e deglobalizzazione abbiamo detto molto anche a seguire.
Nel farlo, abbiamo scoperto quanto si possa imparare grazie al confronto, forzando, a volte, la propria capacità di concentrazione e la propria scarsa predisposizione all’ascolto e alla lettura. Così si fa il salto di qualità.
Non ci sono livelli di conoscenza che non si possano conquistare con un po’ di impegno. Certo, servono costanza e sacrificio. Meritocrazia, dal suo, si fa veicolo di informazione e riflessione, per portare le persone comuni a comprendere meglio le dinamiche sociali e politiche, e a osservarle con spirito critico.
Un noto esponente delle Istituzioni, che ho incontrato nei giorni scorsi, sosteneva che, a suo parere, oggi il centro-destra sia più affidabile del centro-sinistra, per persone, per organizzazione. L’unica opzione. Faceva queste osservazioni senza coinvolgimento personale, senza particolari interessi. Ho risposto che, se le cose vanno per il meglio, siamo tutti molto contenti. Ma, per quanto la maggioranza possa essere capace, non potrà mai fare a meno di un’opposizione. Senza contrapposizione, senza confronto e (a volte anche) scontro, si anestetizza il senso critico. Le contestazioni fini a se stesse sono inutili, ma la condivisione delle idee è linfa per la democrazia, ed è di grande supporto per chi governa.
Quando manca il pensiero divergente, si lascia spazio per la disaffezione e succede quello che già sta succedendo. Che si perda fiducia nella democrazia. Il 70% di noi non vota neppure più.
Cade la regola della ragion pura, si sfilaccia il legame tra filosofia ed esistenza, si annulla l’offerta politica e si favoriscono le prevaricazioni. Decidono tutto in pochi; i più subiscono passivamente. I cittadini non hanno più forza.
Il fatto che tante riforme normative siano perfettamente aderenti alle nostre proposte non può essere un caso. La spinta culturale porta a ragionare, e porta imparzialità e indipendenza. Rafforza, in uno, chi governa e chi è all’opposizione.
I cittadini hanno il dovere di far sentire la propria voce, di mettere a disposizione delle Istituzioni le proprie idee.
La filosofia, allora, non è coltivata soltanto dall’intellettuale, ma è in ogni scelta di vita. ‘Prendila con filosofia’, si usa dire.
Meritocrazia cerca di interpretare e vivere al meglio questo forte collegamento tra filosofia, politica ed esistenza, certa che senza filosofia non c’è esistenza, e senza esistenza non ci può essere politica.
La missione del Movimento è proprio questa. Risvegliare e salvaguardare lo spirito critico di un popolo che non deve farsi suddito, ma deve restare sovrano.