“Il valore di un’idea sta nel metterla in pratica” – Thomas Edison
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Il lavoro e il suo merito 29 Febbraio 2020 - Francavilla al Mare 

Luogo :Francavilla al Mare, Piazza Sirena, Francavilla al mare(CH)

Data: 29/02/2020

Orario: 9:30 am - 3:00 pm


Il lavoro e il suo merito 29 Febbraio 2020 - Francavilla al Mare

pubblicato il 02.21.20

L'Italia che Merita

Meritocrazia Italia Sardegna
Una interessante intervista sul tema della Zona Franca
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Lavorare senza IVA vuol dire vivere!!!

pubblicato il 02.20.20

L'Italia che Merita

Comunicato: LA VERA DIMENSIONE DEL BEN-ESSERE
————————————————-
Politiche economiche poco accorte rischiano di disperdere le utilità dei sussidi sociali, stabilizzatori economici in epoca di crisi e supporto per i singoli in fasi di ricerca di stabile occupazione. In una pericolosa eterogenesi dei fini, l’affannosa ricerca di consenso democratico e la ridotta lungimiranza nella redistribuzione della ricchezza possono far sì che le determinazioni di sostegno finiscano per alimentare la
disoccupazione e rappresentare un costo sociale insostenibile.
I timori trovano riflesso nell’attuale quadro economico-sociale: tasso elevato di disoccupazione, condizioni di lavoro poco dignitose e livelli di retribuzione inadeguati mostrano il limite di una struttura assistenzialistica costruita più sul fallimento del tentativo di dar risposta ai bisogni dei cittadini che sul proposito di risollevarne le sorti. Gli effetti dell’abuso degli ammortizzatori sociali, sia nei rapporti d’impresa interni sia sui livelli di investimento delle imprese estere, sono di clamorosa evidenza. È così che il termine ‘sussidio’ ha finito per colorarsi di un’accezione negativa.
Il vero è che “fare l’elemosina ad un uomo nudo, per strada, non esaurisce gli obblighi dello Stato” (Montesquie).
Ricostruire l’utilità sociale massimizzando il benessere patrimoniale, senza preoccuparsi della qualità della vita e di favorire l’inclusione sociale (e, a questo scopo, lavorativa), è proprio di un’impostazione mirata al produttivismo, incapace di cogliere quella dimensione dell’uomo che supera l’inevitabile egoismo esclusivista del rapporto economico.
In una visione meritocratica, ripristinare il benessere sociale vuol dire, invece, garantire a tutti la possibilità di vivere quell’esistenza libera e dignitosa spesso sacrificata ad altri e meno nobili propositi.
I sussidi dovrebbero fungere da correttore sociale, a garanzia di equilibrio, equità e valorizzazione del Merito, a garanzia di uno standard di vita adeguato anche a favore di chi, per ragioni diverse, non può avere
accesso al mondo del lavoro.
Il benessere comune transita per il benessere individuale. Due facce della stessa moneta.
È pure idea diffusa che sarebbe di maggiore utilità, al fine, provvedere al potenziamento dei servizi pubblici. Ma la costruzione del benessere sociale è operazione più complessa di così. La soluzione passa, di necessità, attraverso il ragionevole bilanciamento di innumerevoli esigenze e impone di indagare tutte le
cause di disagio.
Il riequilibrio sta nell’orientare la politica economica e sociale nella direzione della massima implementazione del livello occupazionale, anche attraverso l’incentivo di meccanismi premianti, un ripensamento verso il basso della pressione fiscale e, non ultimo, un maggiore investimento nelle tecniche di formazione professionale. Trasporto, sanità, istruzione e supporto alle disabilità sono soltanto altri pezzi dell’unico grande puzzle del benessere comune.
Non vi può essere Stato senza garanzia di effettività dei diritti sociali. È dal Leviatano di Hobbes e dal brocardo latino “Bellum omnium contra omnes” che la società tenta di elevarsi moralmente.
Meritocrazia Italia intende favorire il ripristino di un opportuno dialogo tra progresso tecnologico e diritto al lavoro, anche attraverso la promozione di iniziative culturali. Il tutto volto a stimolare un’azione politica
seria, per la creazione di opportunità lavorative nuove e a libero accesso e il recupero della reale funzione del sussidio come strumento di supporto a chi versa in condizioni economiche disagiate.
... Continua a leggereCompatta testo

Comunicato: LA VERA DIMENSIONE DEL BEN-ESSERE
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 Politiche economiche poco accorte rischiano di disperdere le utilità dei sussidi sociali, stabilizzatori economici in epoca di crisi e supporto per i singoli in fasi di ricerca di stabile occupazione. In una pericolosa eterogenesi dei fini, l’affannosa ricerca di consenso democratico e la ridotta lungimiranza nella redistribuzione della ricchezza possono far sì che le determinazioni di sostegno finiscano per alimentare la
 disoccupazione e rappresentare un costo sociale insostenibile.
 I timori trovano riflesso nell’attuale quadro economico-sociale: tasso elevato di disoccupazione, condizioni di lavoro poco dignitose e livelli di retribuzione inadeguati mostrano il limite di una struttura assistenzialistica costruita più sul fallimento del tentativo di dar risposta ai bisogni dei cittadini che sul proposito di risollevarne le sorti. Gli effetti dell’abuso degli ammortizzatori sociali, sia nei rapporti d’impresa interni sia sui livelli di investimento delle imprese estere, sono di clamorosa evidenza. È così che il termine ‘sussidio’ ha finito per colorarsi di un’accezione negativa.
 Il vero è che “fare l’elemosina ad un uomo nudo, per strada, non esaurisce gli obblighi dello Stato” (Montesquie).
 Ricostruire l’utilità sociale massimizzando il benessere patrimoniale, senza preoccuparsi della qualità della vita e di favorire l’inclusione sociale (e, a questo scopo, lavorativa), è proprio di un’impostazione mirata al produttivismo, incapace di cogliere quella dimensione dell’uomo che supera l’inevitabile egoismo esclusivista del rapporto economico.
 In una visione meritocratica, ripristinare il benessere sociale vuol dire, invece, garantire a tutti la possibilità di vivere quell’esistenza libera e dignitosa spesso sacrificata ad altri e meno nobili propositi.
 I sussidi dovrebbero fungere da correttore sociale, a garanzia di equilibrio, equità e valorizzazione del Merito, a garanzia di uno standard di vita adeguato anche a favore di chi, per ragioni diverse, non può avere
 accesso al mondo del lavoro.
 Il benessere comune transita per il benessere individuale. Due facce della stessa moneta.
 È pure idea diffusa che sarebbe di maggiore utilità, al fine, provvedere al potenziamento dei servizi pubblici. Ma la costruzione del benessere sociale è operazione più complessa di così. La soluzione passa, di necessità, attraverso il ragionevole bilanciamento di innumerevoli esigenze e impone di indagare tutte le
 cause di disagio.
 Il riequilibrio sta nell’orientare la politica economica e sociale nella direzione della massima implementazione del livello occupazionale, anche attraverso l’incentivo di meccanismi premianti, un ripensamento verso il basso della pressione fiscale e, non ultimo, un maggiore investimento nelle tecniche di formazione professionale. Trasporto, sanità, istruzione e supporto alle disabilità sono soltanto altri pezzi dell’unico grande puzzle del benessere comune.
 Non vi può essere Stato senza garanzia di effettività dei diritti sociali. È dal Leviatano di Hobbes e dal brocardo latino “Bellum omnium contra omnes” che la società tenta di elevarsi moralmente.
 Meritocrazia Italia intende favorire il ripristino di un opportuno dialogo tra progresso tecnologico e diritto al lavoro, anche attraverso la promozione di iniziative culturali. Il tutto volto a stimolare un’azione politica
 seria, per la creazione di opportunità lavorative nuove e a libero accesso e il recupero della reale funzione del sussidio come strumento di supporto a chi versa in condizioni economiche disagiate.

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uno stato di diritto non può che essere fondato sul lavoro inteso come opportunità lavorativa per tutti. Non credo però che lo Stato debba e possa sostituirsi alla dignità umana con esempi errati di sussidi che sono solo un'avvilente modalità di incettare voti.

L’art. 4 della Costituzione declina il lavoro come un diritto e poi come un dovere. Mai i padri costituenti avrebbero immaginato che il lavoro potesse divenire un vero e proprio “privilegio”. Il dovere di concorrere alla crescita spirituale e materiale del Paese passa attraverso le persone, con difficoltá e potenzialità peculiari. Ed ecco il ruolo del sussidio, che non dovrebbe essere ‘la mano’ per arrivare a fine mese. Ma un sistema organico, organizzato e strumentale che consenta il reale coinvoglimento di tutti.

Un capolavoro di sintesi del pensiero politico di Meritocrazia Italia 🇮🇹

Spero che in moltissimi leggano, perché anche la sola prospettiva di ciò che può essere, a fronte di un approccio così serio e consapevole, infonde conforto.

"Fare l' elemosina ad un uomo nudo per strada, non esaurisce gli obblighi dello Stato".... Meravigliosa citazione, avanti così! #senzafrettamasenzasosta

orgogliosa di far parte di meritocrazia!! davvero!

Ripristinare il benessere sociale a vantaggio di tutti per una società più equilibrata, più equa. Una sintesi perfetta dei valori e della azioni di cui Meritocrazia Italia è portavoce.

Articolo molto interessante

L’unico obiettivo del lavoro è diventato la crescita economica sia come individui che come società, in questo modo si perdono di vista quelle che dovrebbero essere le priorità dello Stato: il benessere dei suoi cittadini.

pubblicato il 02.19.20

L'Italia che Merita

RINNOVATI PROPOSITI DI INCLUSIONE SOCIALE, ECONOMICA E POLITICA
————————————————
Se si avverte ancora il bisogno di discutere di parità di genere, vuol dire che il problema è di là dal trovare soluzione. Lo confermano i dati riportati dal Global Gender Gap Report 2020 del World Economic Forum, che posiziona l’Italia al 76° posto per opportunità di partecipazione femminile alla vita economica
del Paese, con perdita di sei posizioni dal precedente rilievo. Del resto, è vero che, in ogni ambito lavorativo e, a parità di competenze, a una donna viene spesso preferito un uomo. Ed è vero che la donna ha spesso la percezione di essere chiamata a dar prova di capacità che, per l’uomo, sono date per presunte. Di più, misoginia e omofobia si traducono in frequenti atti di violenza fisica, verbale e di pensiero. Nessuna imposizione normativa può contribuire a superare il limite se non accompagnata dalla comune presa di coscienza che la diversità di genere è una risorsa da valorizzare. Le barriere invisibili delle resistenze ideologiche possono essere abbattute soltanto attraverso una Rivoluzione culturale che parta dallo svecchiamento dei modelli formativi (anche) scolastici. Affinché il rispetto per la dignità umana e l’attenzione per gli spazi di libertà, propri di ogni società civile, non siano mai una faticosa conquista.
Rimuovere ogni ostacolo alla piena inclusione sociale, economica e politica è tra i propositi di Meritocrazia Italia, nell’auspicio di una migliore attuazione del piano di legalità costituzionale e dei fondamenti della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.
«Gli uomini sono eguali. Non la nascita, ma la virtù fa la differenza» (Voltaire).
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RINNOVATI PROPOSITI DI INCLUSIONE SOCIALE, ECONOMICA E POLITICA
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 Se si avverte ancora il bisogno di discutere di parità di genere, vuol dire che il problema è di là dal trovare soluzione. Lo confermano i dati riportati dal Global Gender Gap Report 2020 del World Economic Forum, che posiziona l’Italia al 76° posto per opportunità di partecipazione femminile alla vita economica
del Paese, con perdita di sei posizioni dal precedente rilievo. Del resto, è vero che, in ogni ambito lavorativo e, a parità di competenze, a una donna viene spesso preferito un uomo. Ed è vero che la donna ha spesso la percezione di essere chiamata a dar prova di capacità che, per l’uomo, sono date per presunte. Di più, misoginia e omofobia si traducono in frequenti atti di violenza fisica, verbale e di pensiero. Nessuna imposizione normativa può contribuire a superare il limite se non accompagnata dalla comune presa di coscienza che la diversità di genere è una risorsa da valorizzare. Le barriere invisibili delle resistenze ideologiche possono essere abbattute soltanto attraverso una Rivoluzione culturale che parta dallo svecchiamento dei modelli formativi (anche) scolastici. Affinché il rispetto per la dignità umana e l’attenzione per gli spazi di libertà, propri di ogni società civile, non siano mai una faticosa conquista.
Rimuovere ogni ostacolo alla piena inclusione sociale, economica e politica è tra i propositi di Meritocrazia Italia, nell’auspicio di una migliore attuazione del piano di legalità costituzionale e dei fondamenti della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.
 «Gli uomini sono eguali. Non la nascita, ma la virtù fa la differenza» (Voltaire).

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La parità di genere significa abbattere pregiudizi e preconcetti, che non significa che siamo tutti uguali, ma che siamo tutti diversi, e la nostra diversità non riguarda essere uomini e donne, ma caratteristiche qualificanti, formazione, background, esperienza, talenti e ambizioni.

Bisogna combattere la politica del preconcetto, incentivare ragionamenti stratificati, valutazioni sedimentate, un’esigenza insopprimibile di capire, di approfondire.

Già....è la virtù a fare la differenza....non il genere!! #senzafrettamasenzasosta

La libertà è uno spazio di espressione, e i suoi “confini” sono lo spazio degli altri. Il rispetto del prossimo dovrebbe essere la base della societá civile.

Inclusione ed equità sociale sono equilibri imprescindibili in un Paese civile 🇮🇹

Meritocrazia rinnova il suo impegno al fianco dei più deboli, sempre!

Pensate che all'inizio della nostra storia repubblicana alle donne non era consentito l'accesso in magistratura e oggi il presidente della Corte Costituzionale è la dott.ssa Cartabia.

La Rivoluzione Culturale che vogliamo! Avanti così 💪💕

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