Meritocazia è ‘costruzione’

Meritocazia è ‘costruzione’

Quando si intraprende un percorso lungo, ogni tanto è opportuno fermarsi e guardarsi intorno. Osservazione, confronto e analisi sono essenziali per non perdere di vista o confondere la meta.
Facendo tappa ora, fa piacere raccogliere la diffusa approvazione dello spirito costruttivo del Movimento, che opera sempre contro nessuno e a favore della comunità, senza polemiche o inutili attacchi personali.
Chiuso il 2019, i numeri sono confortanti. Il nuovo anno è appena iniziato e la programmazione delle prossime attività è già solida. Il dato fa crescere l’ambizione, ma gli obiettivi restano sempre gli stessi.
La Carta costituzionale propone una Repubblica democratica fondata sul lavoro, che affida al Popolo la sovranità definendone forme e limiti di esercizio. L’uomo è tutelato nei suoi diritti fondamentali sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, nel segno di un dovere inderogabile di solidarietà politica, economica e sociale.
La presa d’atto che, accanto ai diritti, esistono anche doveri è passaggio essenziale per chi è chiamato a svolgere una funzione pubblica o per chi semplicemente si voglia lasciar appassionare dalla vita politica. Senza sconti e attenuanti.
Si può dare un contributo alla crescita politica in modi diversi. Lo si può fare attraverso la sola espressione del consenso o con la partecipazione attiva, ma non c’è azione del singolo cittadino che non abbia riflessi di natura pubblica. Nessun atto si esaurisce mai nella sola sfera individuale del singolo; ogni gesto finisce per incidere irrimediabilmente anche sui diritti altrui, in positivo o in negativo.
Il lavoro merita dignità. Il Paese sembra averlo dimenticato, anche a causa della recente devastante crisi economica. Negli Stati Uniti, trenta milioni di persone hanno perso la propria casa. In Italia, interi distretti industriali sono spariti nel nulla.
Non potevano che seguirne rabbia e senso di rivalsa.
Questi sentimenti si sono tradotti in consenso politico. Diciotto milioni di voti sono stati dirottati dal bipolarismo che ebbe inizio con Veltroni e proseguì con Berlusconi verso il M5S per il 60% e verso la destra radicale per il 20%. È cresciuta l’astensione.
In questo modo i cittadini hanno mostrato di reagire alla governarce che ha guidato il Paese prima e dopo la recessione. Hanno mostrato anche che l’Italia è pronta a cambiamenti repentini. È pronta a salvaguardare la propria esistenza, a rafforzare il proprio tessuto sociale e a contribuire, così, al miglioramento della qualità della vita anche degli altri Paesi europei.
Meritocrazia non crede nella raccolta dei consensi, crede nella costruzione. Costruire vuole dire mettere a disposizione le proprie competenze e i propri studi, mediante un’informazione tecnica sana, non inquinata da polemiche, nell’interesse collettivo.
L’Assemblea costituente ha consegnato all’Italia un capolavoro senza tempo, a garanzia dell’indispensabile grado di civiltà. Non si può dimenticare. Serve farne motivo di orgoglio e strumento di difesa di quella parte di popolo che soffre l’esclusione, che pensa di non avere possibilità di riuscita.
La missione richiede passione, dedizione e forte senso di responsabilità.



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