NELLA CITTADINANZA ATTIVA È LA VERA PARTECIPAZIONE DEMOCRATICA – 11 SETTEMBRE 2022

NELLA CITTADINANZA ATTIVA È LA VERA PARTECIPAZIONE DEMOCRATICA – 11 SETTEMBRE 2022

Si chiude un’estate ricca di eventi, dalla caduta del Governo all’avvio di una campagna elettorale accelerata.

Meritocrazia è stata chiamata a compiere una riflessione importante e ha scelto di dare il proprio contributo a suo modo, puntando il faro sul ruolo determinante della cittadinanza attiva. L’obiettivo resta sempre quella di richiamare l’attenzione sul valore della democrazia partecipativa, registrato il fallimento di quella del solo consenso, che finisce per tradursi nella deleteria e subdola anti-democrazia che oggi dà forza al desiderio di pochi di autoaffermazione di sé.
Meritocrazia ha scelto insomma di restare coerente con i propri principi e di confermare la propria natura.

Già all’esito del secondo Congresso nazionale, all’unanimità, si dichiarava contraria all’opzione populista del taglio dei Parlamentari, a una riforma incompleta che avrebbe abbassato ulteriormente l’indice di rappresentatività e che avrebbe ridotto drasticamente le possibilità di prendere parte attiva alla vita legislativa per tanti cittadini capaci ma non legati a nessuna lobby di potere. Si sapeva che sarebbero stati irrimediabilmente estromessi tanti desiderosi di vivere la missione con serietà e nuovi gruppi organizzati. E s’intuiva già allora l’assoluta mancanza di intenzione di ridisegnare la legge elettorale, necessaria invece per la stabilità di governo, che manca ormai da troppo.

Amaramente si costata l’abbandono del sogno di Moro e Mortati, di avere regole di vera democrazia già all’interno dei partiti, che tradiscono nel loro funzionamento proprio quel principio che dovrebbero realizzare anche all’esterno e che dovrebbe essere alla base del loro impegno.

Tra qualche giorno si tornerà al voto, ma senza speranze di creare una vera governabilità e senza prospettive di riconquista degli equilibri. Sarà difficilissimo, tra l’altro, per chiunque vincerà le elezioni avere una maggioranza solida al Senato, almeno stando all’attuale andamento dei sondaggi per le circoscrizioni territoriali.
Agli albori di una nuova legislatura, in tempi di crisi e conflitto, nei diversi proclami elettorali c’è davvero poco dei cittadini, c’è poco della sofferenza tanto avvertita, soprattutto c’è poco di quella visione sulla quale l’Italia ha costruito la sua Storia.

Torna sempre in mente l’esperienza della costruzione delle grandi cattedrali del medioevo, che hanno rappresentato una vera e propria missione per tanti Popoli, punto di contatto con il Cielo, che toccano con la loro maestosità, e momento di soccorso e ritrovo per ricchi e poveri, uniti nella spiritualità. Un lavoro dal certo inizio, ma incerto nei tempi e nel numero di generazioni necessarie a completarlo, costato la vita a tanti. Le cattedrali sono ancora lì, a ricordare al mondo la grandezza del potere dell’Uomo. A ricordare quanto può restituire in bellezza e forza il sacrificio condiviso.

Oggi, l’incapacità, ma soprattutto la mancanza di volontà, di gettare fondamenta solide per un presente e un futuro migliori, è la prova che serve qualcosa di diverso. Vincono la precarietà delle soluzioni, la logica dell’emergenza. Vincono desiderio di sopraffazione e divisioni sociali.

È indispensabile tornare a puntare sulla coesione, a unire le forze per migliorare l’economia e metterla al servizio dei bisogni e delle fragilità, piccole e grandi. Occorre ripristinare il dialogo e la leale collaborazione tra Stato e Società civile, l’uno al servizio dell’altro.
Occorre agire insieme, in un processo collettivo, secondo un piano di creazione condivisa di valore e con ridefinizione del concetto di scopo pubblico, a salvaguardia di tutti.



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