PROGRAMMA MI

CON IL PNRR SI APRA PER L’ITALIA UNA FASE COMPETITIVA

Nel momento di massima debolezza economica e sociale e di difficoltà del quadro istituzionale mondiale, Meritocrazia Italia vuole fare la sua parte e dare un segnale di cittadinanza attiva e impegno propositivo.
A sostegno alle iniziative del Governo e delle forze parlamentari, mette a disposizione competenze diversificate e la sensibilità di profili sociali differenti per dare un fattivo contributo in vista della composizione e dell’attuazione del Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza.

Si gioca oggi una partita importantissima.
Non può andare sprecata l’opportunità di ridisegnare l’assetto economico e inclusivo in termini di maggiore vivibilità, a beneficio anche delle generazioni future.
Occorre programmare interventi calibrati sulle peculiari attese dei singoli ambiti di interesse, con visione di sistema e organicità d’impostazione valoriale, rendendosi pronti ad affrontare sfide certe del futuro prossimo, di grande impatto ambientale, tecnologico, economico e sociale.

L’obiettivo primo sia restituire effettività ai diritti civili grazie alla digitalizzazione e alla sburocratizzazione dei servizi pubblici, al ripensamento dei modelli di vita cittadini, al miglioramento dei livelli di inclusione lavorativa e finanziaria, alla conquista di reali parità di genere, alla lotta all’inattività giovanile, alla valorizzazione delle risorse disponibili, con attenzione particolare per le aree del territorio che vivono una situazione di maggior affanno.

L’Italia riparta da una seria riforma della giustizia, della fiscalità e delle politiche del lavoro, e dal risanamento di una crisi ambientale che è il portato di politiche errate, alla base di disastri socio ambientali, danni alla salute pubblica, e creazione di automi ossessionati dal consumo oltre l’utile e dal soddisfacimento oltre il bisogno.

L’Italia riparta
– dalla definizione di nuovi approcci alla diffusione del sapere, per una comunità realmente inclusiva, puntando sulla ricerca e sulla formazione, su percorsi di studio riprogrammati nel verso della migliore aderenza alle esigenze imposte dal nuovo contesto sociale, culturale ed economico e della valorizzazione dei progressi tecnologici, d’internazionalizzazione e di multiculturalismo;
– dal supporto alle situazioni di fragilità sociale ed economica e dal sostegno alle famiglie e alla genitorialità, con una specifica linea d’intervento per la disAbilità, con progetti su vulnerabilità sociale, povertà materiale e disagio abitativo, e con valorizzazione del contributo del Terzo Settore;
– dalla ristrutturazione del Servizio Sanitario Nazionale, perché ogni cittadino abbia pari possibilità di accesso a cure di qualità adeguata nel proprio territorio;
– dal rilancio delle attività d’impresa, puntando sull’innovazione per dal valore alla ricchezza della tradizione;
– dalla esaltazione delle bellezze artistiche e paesaggistiche, con ristrutturazione e ridirezionamento del comparto turistico;
– dalla razionalizzazione complessiva del sistema burocratico, con riduzione all’essenziale delle dimensioni e delle articolazioni dell’apparato amministrativo e promozione di una nuova filosofia rivolta alla soddisfazione dell’utente del servizio pubblico.

Dall’analisi di obiettivi, missioni e componenti del Piano di Governo, Meritocrazia Italia, grazie all’impegno dei suoi Dipartimenti, ha ricavato ambiti in cui propone risposte, nel verso del miglior recupero dialettico e di cooperazione di cittadinanza attiva nella gestione della cosa pubblica.

L’Italia merita una organizzazione di qualità; non deve, e soprattutto non può, essere sempre in ritardo sul progresso. Deve saper osare e deve sapere guardare oltre con coraggio e visione prospettica.
È questo che Meritocrazia Italia chiede al Governo: …di saper osare!

Scarica il PDF

Piano Nazionale per la Resilienza

Nell’epoca del rancore e dell’odio, quando l’abitudine dei più si attesta nell’ozio della critica e la delusione per la deriva politica, sociale ed economica corrode anche la forza dell’indignazione, la vera Rivoluzione è nel riscatto della cittadinanza attiva, per un impegno sociale che sappia porsi a beneficio di tutti e contro nessuno.

È politica ogni valutazione dell’ordine di priorità dei bisogni.

Per questo, è il momento che le coscienze si risveglino dal torpore della disillusione, del disfattismo e del nichilismo.

Perché ciascuno nel suo può fare la differenza.

Se la cittadinanza attiva fosse costantemente alimentata senza lasciare all’oblio i sentimenti più veri e onesti, sarebbe possibile descrivere un’altra Italia, e forse anche un altro modo di fare politica.

La politica ha bisogno di autorevolezza e non può piegarsi e sottomettersi ai poteri di turno, anche quello giudiziario malsano.

In un altro Stato, il caso Palamara avrebbe visto coinvolti in prima linea il Presidente della Repubblica e tutti i partiti come garanti del riequilibrio istituzionale.

Ciò senza mortificare il grande e onesto lavoro del 95% della Magistratura. Al contrario, un’azione legislativa equilibrata renderebbe liberi i magistrati non appartenenti alle correnti che, con sacrificio e umiltà, compiono onorabilmente il proprio faticoso lavoro.

Una reale organizzazione dei poteri dello Stato, basata sulla valorizzazione del merito, consentirebbe di creare benessere sociale. Perché il Popolo ha bisogno di pace e di fiducia verso le varie funzioni, esecutive, legislative e giudiziarie.

Il motore del benessere collettivo ha trazione individuale ed è l’altruistico impegno quotidiano la maggiore espressione della libertà partecipativa.

La riconquista del benessere sociale è gioco di squadra. Ruoli diversi e intenzione comune. Per tutti, passione, purezza delle intenzioni, umiltà, garbo, rispetto e fiducia nelle mosse dei compagni, pronti a dare il proprio sostegno e fare la propria parte.

Il momento storico, però, è particolarmente complesso.

Gli affanni procurati dalla crisi emergenziale non hanno ancora trovato sollievo e il tessuto economico e sociale ne risulta fortemente lacerato. Vecchie e nuove fragilità invocano protezione.

L’accelerata impressa da ultimo a un processo di trasformazione da tempo avviato rende non più differibile una pronta risposta in termini di fattività e operosa progettualità ai bisogni di categorie in sofferenza, comparti produttivi e realtà locali.

Proprio ora, la gestione delle difficoltà non può essere affidata all’approssimazione.

Guidare un Paese non è impresa da poco. Richiede studio, sacrificio e generosità. La buona volontà non basta.

Diversamente, l’Italia non sarà mai in grado di raggiungere quella fondamentale stabilità che invece vantano altri Paesi, di riflesso economicamente più forti e con maggiore peso sul piano delle relazioni internazionali.

Per l’uscita dalla crisi e il risanamento del sistema produttivo e sociale, sarà necessario risolvere problemi legati al presente, senza dimenticare che ogni misura merita lungimiranza di previsione, perché è certo che le decisioni di oggi tracceranno anche il futuro delle prossime generazioni. Nessun utile intervento può essere limitato a misure di stretta contingenza, meramente proiettate al superamento delle sollecitazioni emergenziali.

L’intuizione politica è destinata a tradursi in nulla se non è retta da linee programmatiche adeguate alle esigenze e frutto di analisi informata e di riflessione. È destinata a restare astrazione se non supportata da una struttura agile ma solida, meno burocratizzata e più capace di ottimizzare le risorse.

Insomma, di fronte al declino della democrazia, serve un nuovo modo di fare politica.

Svelata l’illusorietà dei proclami, si ritorni alla serietà e alla concretezza.

Vissuti i nefasti effetti dell’autorefenzialità, si ritorni alla responsabilità e all’altruismo.

Meritocrazia Italia muove alla riconquista dello spirito di sacrificio e dell’impegno, perché, partendo dal problema, emergano soluzioni di fattibilità e durata e l’Italia ricominci a credere che esiste anche l’ordinario oltre la costante emergenza.

È certo, però, che, per riconsegnare valore alle energie del Paese, occorre imparare a conoscere le difficoltà, interiorizzarne l’essenza e farsi portavoce di istanze, punto di riferimento e catalizzatore delle energie, per tendere all’equità sociale. La chiave sta nel saper cogliere le sfumature e osservare il graduale mutamento delle stagioni.

Occorre abbandonare la certezza dei privilegi ed essere disposti a rimettere in discussione posizioni acquisite e comodi status quo.

 Per il Noi, oltre l’Io.

Con il ‘Progetto Italia’, firmato nel corso del primo lockdown, l’1 aprile 2020, Meritocrazia Italia avanzava la propria offerta di ristrutturazione nei settori a maggiore priorità di intervento (tra gli altri, sanità, ricerca e formazione, fiscalità, lavoro, imprese, ambiente, pubblica amministrazione), composta grazie al lavoro sinergico dei propri gruppi di studio e in costante dialogo con i coordinamenti regionali e, per loro tramite, con le realtà locali. Con il ‘nuovo Progetto Italia’, di pochi mesi dopo, il primo ha ricevuto arricchimento, approfondimento e dettaglio.

Così sceglie la responsabilità.

Scarica il PDF

Nuovo Progetto Italia

L’accelerata impressa dall’evento pandemico a un processo di trasformazione da tempo avviato rende non più differibile una pronta risposta in termini di fattività e operosa progettualità ai bisogni di categorie in affanno, comparti produttivi e realtà locali, oltre ogni sia pur utile contemplazione.

Nessun utile intervento non può essere limitato a misure di stretta contingenza, meramente proiettate al superamento delle sollecitazioni emergenziali. L’assetto corrente si pone in linea di logica consequenzialità con lo stato delle cose ereditato da un passato più o meno prossimo ed è certo che molti elementi di novità di oggi – nella gestione delle dinamiche relazionali, sociali ed economiche – resteranno assorbite anche per il futuro. Per altro verso, non si può non tener conto della potenziale permanenza degli effetti di riforme che sono di breve periodo soltanto all’apparenza. E allora tanto vale, in prospettiva, investire in pratiche virtuose e di lungo periodo, e, con uno sguardo all’esistente, tentare la definitiva correzione di storture consolidate.

Con il ‘Progetto Italia’, firmato nel corso del primo lockdown, l’1 aprile 2020, Meritocrazia Italia avanzava la propria offerta di ristrutturazione nei settori a maggiore priorità di intervento (tra gli altri, sanità, ricerca e formazione, fiscalità, lavoro, imprese, ambiente ed energia, pubblica amministrazione), composta grazie al lavoro sinergico dei propri gruppi di studio e in costante dialogo con i coordinamenti regionali e, per loro tramite, le realtà locali.

Fedele al proprio impegno, Meritocrazia prosegue nell’opera di costruzione e dà continuità, dettaglio e arricchimento alla prima proposta, verso la rimozione di incrostazioni culturali, fatte di assistenzialismo, burocratizzazione dei processi e resistenza all’innovazione e alle diversità, che soffocano la lungimiranza e il coraggio necessari alla realizzazione di nuovi percorsi di sostenibilità e inclusione.

SCARICA IL PDF

Progetto Italia

In coraggiosa reazione alla profonda crisi economica, politica e valoriale che segna il corrente momento storico, aggravata da uno stato emegenziale che non si preannuncia di breve durata, Meritocrazia Italia intende dare espressione alla volontà di aggregare le competenze personali e professionali del Paese e metterle al servizio del ben-essere collettivo…

SCARICA IL PDF

MOZIONE CONGRESSUALE ISCHIA 6-7 SETTEMBRE 2020

Carissimi Amiche ed Amici di Meritocrazia Italia, l’esigenza politica che è stata espressa in questo anno trascorso insieme ci obbliga a non accontentarci di una “nave in movimento”, sulla quale è facile salire ma della quale è complicato condizionare la rotta. Abbiamo insieme convenuto che è giunto il momento in cui ideali, determinazione, competenza…

SCARICA IL PDF

MOZIONE CONGRESSUALE SORRENTO 3-5 SETTEMBRE 2021

SCARICA IL PDF

Un’Italia che ci crede

«Così attraversiamo tempi cupi, e siamo come terra in cui passano eserciti, saccheggiando. Nessuno sembra in grado di vincere, per cui è difficile vedere la fine. Ogni giorno che passa, diminuiscono le scorte: di forza, di bellezza, di rispetto, di umanità, perfino di umorismo. Niente che non abbiamo già vissuto, in passato: ma noi che non immaginavamo questo, è questo che dobbiamo proprio vivere? C’è qualcosa che possiamo fare, per cambiare l’inerzia di questa disfatta?
Che io sappia, ammettere che la gente ha ragione. Riprendere contatto con la realtà e accorgersi del casino che abbiamo combinato. Mettersi immediatamente al lavoro per ridistribuire la ricchezza. Tornare a occuparci di giustizia sociale.

SCARICA IL PDF

Alla ricerca del buon Governo

SCARICA IL PDF

I Book contenuti nella presente sezione,

sono il frutto sapientemente raccolto da Meritocrazia Italia che ogni mese, partendo dai suoi principi fondanti quali Merito, Equità Sociale e Ambiente, dedica le proprie energie ad un diverso studio tematico su argomenti d’interesse socio economici e culturali del Nostro Paese.

Attraverso un’analisi dello stato dell’arte condotto da ogni Dipartimento ed in ogni Regione ed inseguito alla constatazione delle varie criticità riscontrate, grazie al confronto e dopo aver ascolto tutti coloro che, meritevoli nel corso del mese hanno voluto porre la loro esperienza e le loro conoscenze sui vari profili d’indagine, vengono proposte soluzioni alternative a beneficio di tutto il Paese.

Le gravi diseguaglianze sociali e il disagio economico da lungo tempo avvertito generano sentimenti negativi d’odio e invidia per il benessere altrui, allontanano e isolano. In un circolo vizioso, la scarsa coesione sociale genera nuovo malessere e ostacola sviluppo e crescita delle Comunità.
Alla riscoperta del valore della solidarietà, motore del benessere individuale e collettivo, Meritocrazia Italia ha scelto di dedicare il focus del mese di Maggio proprio al delicato tema della ‘coesione sociale’, esplorato nelle sue utilità e nei limiti alla promozione in ogni ambito. Dal settore della produzione a quello della formazione, da quello finanziario alle iniziative di recupero delle fragilità, dal mondo del lavoro a quello della pubblica amministrazione, delle politiche giovanili, dell’ambiente e del turismo, fino alla famiglia e allo sport.
Che sia necessario rinsaldare i legami e puntare sulla cooperazione è una certezza condivisa, da sempre. Trovare la strategia per il recupero delle affinità e comprendere su quali aspetti insistere con priorità è più complicato.
Non c’è dubbio che passaggio preliminare ed essenziale siano un radicale mutamento delle coscienze, l’acquisizione di un nuovo approccio collaborativo, da parte dei singoli e da parte delle Istituzioni, e la costruzione di una nuova politica attiva di redistribuzione e di riequilibrio delle opportunità di riuscita.
Per una ripresa di stabilità e un reale miglioramento delle condizioni di vita. E un’esistenza libera e dignitosa per tutti.
Coesione sociale non vuol dire soltanto lotta all’emarginazione e alla povertà. Vuol dire soprattutto creazione di reti di operosa solidarietà e capacità di dar valore alle diversità, sempre fonte di arricchimento reciproco e mai fattore di conflitto. Questo è il senso della cittadinanza attiva, libertà partecipativa necessaria in sé per il superamento di ogni diseguaglianza. Perché nessuno resti indietro, l’impegno di inclusione deve essere impegno comune, di ciascuno nel suo e di tutti insieme.
Da questo non si può più prescindere.
Su questi temi, Meritocrazia Italia, in coerenza con la missione, ha aperto tavoli di discussione con Istituzioni e cittadini, accogliendo nel confronto chiunque abbia avvertito il desiderio di fare la propria parte.
Soltanto in una Società coesa è possibile vivere in modo armonioso.

SCARICA IL PDF

Il termine Giustizia è oggi sinonimo di malaffare, contraddizioni, operazioni opache comunque lontane da ogni desiderio di lealtà.
Ma non è così e non può essere così!
Dietro questa parola c’è una organizzazione fatta di persone che mettono la loro vita nelle mani di un lavoro non facile. C’è la perdita della libertà e della sicurezza dei propri cari, la rinuncia al tempo libero, alle emozioni e alle libere frequentazioni. Ci sono donne e mamme che devono combinare un lavoro senza limiti di tempo alla gestione degli impegni familiari, in un equilibrio difficile e precario.
Eppure questo non viene mai evidenziato. Non è più il tempo dell’indifferenza rispetto a tutto ciò che non va nell’articolato mondo della Giustizia e occorre valorizzare ciò che invece ne ha sempre rappresentato la colonna portante.
La ripartenza passa anche e soprattutto dalla capacità di far ordine tra le priorità, assicurare equilibrio sociale e così riconquistare un adeguato grado di Civiltà. E un sistema giudiziario ben funzionante è sempre fattore di crescita e di sviluppo del Paese. Ne va certamente anche del livello di attrattività di investimenti di capitali esteri.
Per questo, a fronte delle evidenti inefficienze di un processo lento e costoso, che mette in crisi l’effettività del diritto alla difesa garantito dall’art. 24 cost., una riforma seria, strutturale e organica, finalizzata all’adeguamento qualitativo del servizio, non può più attendere. Meritocrazia Italia ha già presentato il piano tecnico di revisione della giustizia civile e di quella penale, nel senso di far fronte alle pressanti esigenze di speditez- za dei riti senza sacrificio per la qualità del servizio e le garanzie del giusto processo. Al proposito ultimo di assicurare reale tutela ai diritti fondamentali, un’equa distribuzione delle opportunità e la libertà d’espressione delle personalità.
È importante anche correggere quelle pericolose storture del sistema giudiziario che inquinano la purezza della missione e sviliscono il contributo dei tantissimi magistrati che svolgono la propria funzione con abnegazione e spirito di servizio, consapevoli della delicatezza del ruolo.
La spettacolarizzazione alla quale la Giustizia è stata esposta di recente accresce la sfiducia e la disillusione dei cittadini, impotenti dinanzi al portato della forte politicizzazione delle correnti interne alla magistratura e allo sviamento dell’attività rispetto al fine istituzionale.
In continuità con l’impegno finora profuso, Meritocrazia ha scelto di dedicare proprio alla Giustizia il focus del mese di aprile, con approccio trasversale e approfondimenti in ogni settore a priorità d’attenzione.
Ha aperto a nuovi tavoli di discussione con istituzioni e cittadini, pronta ad accogliere nel confronto chiunque ha mostrato desiderio di fare la propria parte.

SCARICA IL PDF

Per quanto il tasso di occupazione femminile italiano sia aumentato negli ultimi anni, assestandosi intorno al 48,8%, l’Italia resta uno tra gli Stati peggiori d’Europa sul fronte della partecipazione delle donne al mercato del lavoro. Il problema è sentito non soltanto in termini quantitativi, ma anche per tempi di attività, retribuzione, parità di ruoli rispetto al genere maschile, possibilità di carriera e loro concreta attuazione.
Il vulnus è evidente anche nella ripartizione delle cariche istituzionali e politiche.
È certo che il principale ostacolo alla parità sia nel retaggio di antichi pregiudizi che relegano la donna in una condizione di ancor maggiore fragilità. È diffusa la convinzione che la donna abbia il ruolo primario di occuparsi della cura della casa e dei figli, che il successo nel lavoro sia più importante per l’uomo e che gli uomini siano meno adatti a occuparsi delle faccende domestiche.
La questione culturale ha riflessi significativi anche sull’articolazione normativa. È ancora traccia dell’idea di una donna più attenta al focolare domestico che alla costruzione di una propria identità e indipendenza lavorativa. Un esempio per tutti, quello del congedo di maternità, il più lungo in Europa per la donna e il più breve per l’uomo.
Le conseguenze di queste distorsioni, ormai strutturali e sistemiche, non sono da sottovalutare.
Il sottoutilizzo della forza lavoro femminile comporta la perdita di ingenti risorse in termini di competenza e doti professionali e umane, che, in sinergia con quella maschili, potrebbero risultare determinanti per la crescita e lo sviluppo economico e culturale del Paese.
La storia racconta di uomini di valore. Ma il contributo delle donne segna da sempre lo sviluppo delle Civiltà.
Vite esemplari di donne di scienze e lettere, di arte e di scena, modello di coraggio, resilienza, abnegazione. Operose costruttrici di futuro e nobile fonte di ispirazione dell’opera dell’uomo.
Una presa di coscienza delle potenzialità della forza femminile e della ricchezza nascosta nelle differenze è fondamentale per la necessaria decisa inversione di tendenza.
Da sempre impegnata nella costruzione di percorsi di rivalutazione del Merito e della pari Equità sociale, oltre ingiustificate discriminazioni, Meritocrazia Italia ha scelto di dedicare il focus del mese di marzo all’attuale e delicato problema del lavoro femminile e dell’effettività del diritto alla parità di genere. Grazie all’impegno dei propri gruppi di studio e alla costante interlocuzione dei Coordinamenti regionali con le realtà locali, ha analizzato, nei diversi settori, la condizione delle donne in età da lavoro, cercando di cogliere disagi, incertezze, instabilità, fragilità, e carpire quei punti di forza che possono rappresentare il giusto trampolino per il rilancio dell’occupazione femminile.
Il fenomeno è stato studiato nelle cause e nelle possibili soluzioni, con attenzione, tra l’altro, per il miglioramento dei percorsi formativi e di rinnovamento culturale, per l’implementazione dei servizi di sostegno e supporto alla maternità, per la rivalutazione quantitative e la maggiore accessibilità economica degli asili nido, per il riadeguamento degli orari scolastici, per la costruzione di una politica del lavoro più inclusiva ed equa.
Tante sono state le occasioni di confronto, grazie all’organizzazione di tavoli di lavoro, ai quali sono stati invitati a partecipare istituzioni ed enti rappresentativi, per la raccolta di idee e proposte.
Occorre una sensibilità nuova, per un progetto di riconnessione e condivisione sinergica d’impegno globale e di comunità. In disparte anacronistici stereotipi di ruolo, serve gioco di squadra per affrontare le sfide del presente e del futuro.
«Le donne hanno sempre dovuto lottare doppiamente. Hanno sempre dovuto portare due pesi, quello privato e quello sociale. Le donne sono la colonna vertebrale delle società» (Rita Levi Montalcini)

SCARICA IL PDF

Il mondo dei NEET

Lo sguardo sempre rivolto alla crescita del benessere sociale, Meritocrazia ha dedicato il focus del mese di Febbraio ai problemi del mondo giovanile portati da un contesto ambientale non sempre pronto all’inclusione.
Ha scelto di prestare ascolto al disagio degli esclusi, dei disillusi, degli indisponibili, degli inoccupati, degli sfortunati cercatori di opportunità, dei volontari senza prospettive, dei sognatori poco coraggiosi.
Il preoccupante ed eterogeneo fenomeno dei NEET (‘Neither in Employment nor in Education or Training’), giovani non impegnati in alcun percorso scolastico, formativo e lavorativo, rappresenta una nuova grave piaga sociale. Per i tristi riflessi sul piano emotivo, delle relazioni, delle prospettive di crescita e realizzazione delle aspirazioni, la questione merita di essere discussa e riportata all’attenzione.
Lo studio ha riguardato ogni ambito di interesse. L’osservazione si è accompagnata, come di consueto, al confronto e alla discussione, grazie all’organizzazione di incontri mirati e al coinvolgimento di Istituzioni e gruppi di interesse.
L’impegno di Dipartimenti e Coordinamenti regionali, chiamati alla costante interlocuzione con le realtà locali, è andato nella direzione di comprendere le ragioni alla base dell’inattività giovanile, da ricercare spesso nelle nuove dinamiche relazionali, nel disagio procurato da alcune evidenti storture nel funzionamento dei meccanismi di integrazione a vari livelli, per proporre soluzioni di recupero ed equa distribuzione delle opportunità.
Nuovi e più utili percorsi formativi per l’acquisizione delle competenze richieste da un mutato mercato del lavoro e per il recupero della coscienza di sé e delle proprie potenzialità, misure di sostegno alle difficoltà economiche ed emotive, sistemi di prevenzione dei fenomeni di illegalità e strumenti di agevolazione nell’accesso all’impiego sono soltanto alcune tra le strade esplorate.
Necessario postulato di ogni adeguato intervento è una Rivoluzione delle coscienze, della cultura del rispetto e del sentimento etico, la sollecitazione alla curiosità per il diverso e alla riscoperta del valore delle differenze.
Meritocrazia fa la sua parte per riconsegnare ai Giovani, padroni del futuro, la possibilità di dar libera espressione alla propria creatività, riprendere il controllo della fiducia, vincere gli ostacoli all’uguaglianza, mutare lo scoramento in azione propositiva e vivere, così, la libertà della partecipazione.

SCARICA IL PDF

Il coraggio delle idee

Nell’epoca del rancore e dell’odio, quando l’abitudine dei più si attesta nell’ozio della critica, Meritocrazia Italia valorizza e promuove il concetto di cittadinanza attiva, per un impegno sociale che sappia porsi a beneficio di tutti e contro nessuno.
Si offre quale spazio di dialogo costruttivo e propositivo aperto a chiunque abbia una storia da raccontare, soluzioni da proporre, iniziative da segnalare o esperienze virtuose da condividere. Un laboratorio di idee inteso a far riemergere le energie sommerse e offrire un messaggio di speranza e positività, al servizio di chi ha molto da dire ma non riesce a veicolare con la giusta cassa di risonanza, impossibilitato dall’assenza di adeguati mezzi e luoghi di rappresentazione mediatica.
La politica non si fa solo nelle aule del Parlamento o nei consessi regionali e locali. Permea il quotidiano di tutti e si esprime nei rapporti tra singoli, professionali e addirittura familiari. È politica ogni valutazione dell’ordine di priorità dei bisogni. Alla base, l’idea che il motore del benessere collettivo abbia trazione individuale e che sia la cittadinanza attiva la maggiore espressione della libertà partecipativa.
La riconquista del benessere sociale è gioco di squadra. Ruoli diversi e intenzione comune. Per tutti, passione, purezza delle intenzioni, umiltà, garbo, rispetto e fiducia nelle mosse dei propri compagni, pronti a dare il proprio sostegno e fare la propria parte. Ciascuno nel suo può fare la differenza.
Nello spirito di massima inclusione che la anima da sempre, Meritocrazia Italia auspica il coinvolgimento di tanti. Perché l’impegno sociale condiviso è il volano della riaffermazione del Merito e dell’Equità sociale.
Per questo, con l’inizio del nuovo anno, desiderosa di restituire vivacità di partecipazione alla società civile e coralità d’intenti alla proposta di rinascita, Meritocrazia ha dato avvio alla Campagna Adesioni per il 2021.
L’intenzione di dare visibilità a un progetto in continua costruzione ma retto da una base valoriale e di proposizione solida e consapevole è stato perseguito attraverso iniziative capillarmente diffuse sull’intero territorio nazionale. E l’impegno ha trovato risposta pronta e positiva e, alla fine del mese di Gennaio, si contano già quasi 6.000 adesioni.
Il risultato ottenuto conforta e incoraggia, inorgoglisce e accresce il senso di responsabilità.
Il primo ringraziamento va a tutti coloro che mostrano fiducia nel progetto.
Un grazie anche a tutta la dirigenza, che, con dedizione e costanza, dedica le proprie energie e parte del proprio tempo a quell’Italia meravigliosa che merita di essere raccontata.

SCARICA IL PDF

Il valore delle DisAbilità

Il 3 dicembre, in concomitanza con la Giornata internazionale della disAbilità, proclamata dall’ONU nel 1981 al fine di promuovere i diritti e il benessere delle persone diversamente abili, favorire la loro piena inclusione in ogni ambito della vita ed eliminare ogni forma di discriminazione o violenza (anche riconosciuta nel 1993, per volontà della Commissione Europea in accordo con le Nazioni Unite, quale Giornata Europea delle Persone con Disabilità), Meritocrazia Italia ha aperto i lavori relativi a questo delicato tema, dedicando il focus dell’intero mese di Dicembre.
Una società civile, attenta al valore dell’essere umano nelle sue differenze, specificità e fragilità, dovrebbe profondere il massimo impegno nella equa distribuzione delle opportunità e nella rimozione degli ostacoli, materiali a culturali, che si frappongano alla piena ed efficace partecipazione di tutti alla vita sociale, politica, economica. Nella verità delle sensibilità e dei talenti si nascondono preziose risorse che meritano di essere valorizzate.
Per quanto tanto sia stato fatto in questa direzione, a distanza di 14 anni dalla Convenzione ONU del 2006, la strada da percorrere verso la piena integrazione sembra ancora lunga.
L’obiettivo non è ancora traguardato.
Serve proseguire sul percorso già tracciato, con maggiore sensibilizzazione dei singoli e delle Istituzioni.
Quello della conduzione di una vita normale nella diversità è il desiderio che emerge anche dagli emozionanti pensieri e messaggi di chi quotidianamente vive la propria differente Abilità e di chi è a loro vicino, come familiare assistente; istanze che Meritocrazia Italia ha voluto raccogliere, prestando il megafono a chiunque abbia mostrato il bisogno e il desiderio di esprimere le proprie emozioni.
Sull’argomento della disAbilità ha aperto un confronto utile e costruttivo e avanzato proposte di concretezza e stabilità, nell’esclusivo e comune interesse a eliminare le disparità e le discriminazioni e a promuovere processi di reale inclusione, affinché ‘nessuno sia lasciato indietro’.

SCARICA IL PDF

Le realtà del BIO

Per il mese di Novembre, il focus di Meritocrazia Italia è stato dedicato al ‘vivere Bio’.
Sono state indagate le potenziali utilità di una politica volta alla valorizzazione del ‘bio’ in ogni ambito di interesse, sotto il profilo economico e sociale.
L’Italia, per tradizione orientata alla qualità e al legame tra prodotto e territorio, continua a distinguersi con buoni risultati per produzione agricola bio, superfici coltivate, consumi ed export.
Ma il biologico merita di essere riguardato anche sotto altri profili espressivi della sostenibilità, dall’alimentazione all’igiene, dalla cura del corpo o all’abbigliamento ecosostenibile, fino alle vacanze consapevoli. Non è fenomeno secondario neppure l’apertura a nuove frontiere nel campo dell’arte, dell’architettura e della sanità.
Nonostante la diffusa consapevolezza dei vantaggi del vivere bio e la sempre maggiore diffusione della cultura del consumo responsabile, i margini di miglioramento sono evidenti anche a un primo approccio valutativo.
S’impone di implementare nuove strategie d’impiego e procedere alla rimozione degli ostacoli allo sfruttamento sano delle ricchezze naturali, con riduzione dei costi anche di consumo. Una ridefinizione del piano normativo sarebbe utile al fine di contenere il fenomeno delle frodi e delle strumentalizzazioni.
Meritocrazia Italia s’impegna affinché l’opportunità venga colta e si punti su politiche di sviluppo adeguate a garantire sostenibilità ambientale ed economica.
Attraverso la composizione di elaborati e l’organizzazione di convegni e tavoli di lavoro, Meritocrazia ha dato il proprio contributo alla verifica delle migliori modalità di utilizzo delle risorse, nella direzione del rilancio economico del Paese, a livello nazionale e nel panorama mondiale, e per il miglioramento della qualità della vita individuale e comune.

SCARICA IL PDF

OTTOBRE 2020

Il precariato in Italia

Per il mese di ottobre, Meritocrazia Italia ha dedicato il proprio focus al cronico e delicato problema del ‘Precariato in Italia’. Meritocrazia, con i propri Dipartimenti, analizzerà il disagio che affligge migliaia di cittadini che si trovano in una condizione lavorativa caratterizzata da incertezza, in- stabilità o provvisorietà.

La precarietà appartiene a tutti.
Appartiene all’uomo in quanto tale. Appartiene a un mondo senza regole e progetti.
È fondamentale contribuire alla costruzione di un sistema fatto di determinatezza certa, flessibilità e volubilità, in grado di sostituirsi all’attuale indeterminatezza incerta.
In questa direzione, attraverso elaborati, convegni e tavoli di lavoro, Meritocrazia ha messo in campo le proprie forze e competenze per dar risposta a questioni come lavoro nero, inadeguatezza salariale, insoddisfazione economica, barriere all’accesso delle professioni, ridotte opportunità di formazione delle competenze e ostacoli al pieno esercizio della libertà d’impresa.

Al centro della riflessione, una logica progettuale in grado di ricavare spazio alle opportunità di realizzazione delle ambizioni personali, a presidio di quell’esistenza libera e dignitosa che è diritto fondamentale di tutti e verso la riscoperta della funzione del lavoro come strumento di realizzazione di sé.

Lo studio ha superato i contorni della dimensione lavorativa del precariato, e ha investito ogni settore a priorità di intervento (turismo, formazione, ambiente, infrastrutture, innovazione, politiche agricole, servizi sociali, etc.).

Come sempre, Meritocrazia Italia ha aperto al confronto con chiunque abbia mostrato desiderio di dare il proprio contributo costruttivo, nel desiderio di partecipare alla riconquista di un equilibrio sociale retto da merito ed equità.

SCARICA IL PDF

Meritocrazia Italia ha dedicato il mese di Maggio alla riflessione sulle patologie generate dalla eccessiva burocrazia nella pubblica amministrazione e sui diversi gradi di inefficienza che ne sono derivati.
La tematica ha impegnato tutti i Dipartimenti e i Coordinamenti regionali, che hanno messo a disposizione competenze specialistiche legate ai temi delle infrastrutture, dell’ambiente, del reperimento e dell’utilizzo dei fondi strutturali, della ricerca e della formazione, della giustizia, del funzionamento della p.a., per la soluzione dei problemi, anche locali, di sviluppo e gestione dei servizi.
Sono un dato di fatto la generale insoddisfazione dei cittadini nei confronti dei servizi pubblici e lo scarso livello di performance dell’azione regionale e statale, che finisce per tradursi in indebolimento della forza istituzionale dello Stato anche a livello europeo ed internazionale.
La burocrazia, nella sua verse fisiologica, ha una funzione di controllo e regolazione imprescindibile e, tuttavia, gli eccessi formali, il mancato coordinamento tra gli uffici, la scarna attenzione alla motivazione e al bilanciamento del sistema delle responsabilità dei funzionari e del personale hanno generato discrasie, gap e distonie tra obiettivi dichiarati e normati da una parte e pratiche realizzate dall’altra.
Nelle attuali condizioni, la burocrazia è elefantiaca, conformista e paralizzante. È a tutti gli effetti ostacolo insormontabile allo sviluppo che blocca assai spesso perseguendo un solo vuoto fine di autoconservazione.
Meritocrazia Italia ha intuito che la presa d’atto di tale opprimente e condizionante gestione non può fermarsi al rango di malcontento ma deve costituire serio e convinto motivo di studio finalizzato ad un concreto cambio di direzione soprattutto a cagione dell’importanza fondamentale che l’amministrazione pubblica riveste all’interno della società.
Le dimensioni e le articolazioni dell’apparato amministrativo del nostro e di tanti altri Paesi hanno bisogno di essere drasticamente ridotti attraverso una razionalizzazione complessiva del sistema burocratico divenuto ormai insostenibile.
Occorre promuovere un’altra mentalità all’interno della classe burocratica dirigendosi verso un modo più responsabile di porsi di fronte all’esigenza sottesa all’avvio del procedimento amministrativo che si traduca, oltre il formalismo, in miglioramento del servizio al cittadino.
Meritocrazia Italia ha ritenuto di fornire questo breve contributo, quale stimolo al ripensamento della struttura e della politica del management pubblico, suggerendo strumenti rapidi ed efficaci che incidano sul sistema di reclutamento, di formazione e di performance del personale dirigenziale, privilegiando sempre una valutazione del merito, al fine di consentire alla p.a. di arrivare puntuale e preparata a gestire le nuove sfide della imminente ripresa economica.

Scarica il pdf

Nel mese di Aprile, Meritocrazia Italia ha condotto uno studio tematico finalizzato a favorire il rilancio della Sanità e della Ricerca scientifica nel Nostro Paese.

“Non c’è cura senza ricerca”: questo è stato il connubio da cui si è partiti.

Grazie al coinvolgimento di istituzioni, associazioni di categoria e operatori dell’settore, il Movimento partendo dalla predisposizione di uno screening il più veritiero della situazione attuale nel nostro Paese e in ogni sua regione, ed attraverso una serie di incontri e di tavoli di lavoro sui grandi temi quali: prevenzione, programmazione, innovazione, investimenti e ricerca, con tutte le associazioni di categoria, le realtà scientifiche, economiche, sono state messe a confronto le diverse scuole di pensiero sulle possibili evoluzioni del SSN e della Ricerca Scientifica in Italia.

Si è prestato il palco a chi ha voluto condividere la propria esperienza e le proprie conoscenze, raccogliendo idee, proposte e suggerimenti al fine di individuando azioni e percorsi per costruire uno scenario nuovo che dia risposte concrete alle aspettative dei ricercatori del servizio sanitario, dando tranquillità a chi già lavora nel settore e offra nuove opportunità a chi ha talento.

SCARICA IL PDF

Meritocrazia Italia a marzo ha dedicato la sua attenzione alle “generazioni involontarie”, a coloro la cui condizione è quella di essere sospesi tra due mondi e due culture, sia essi nati nel paese d’accoglienza, ovvero giuntivi in tenera età. Sul piano giuridico, detta condizione di sospensione tra il mondo geografico e quello culturale trova corrispondenza nell’orientamento normativo del nostro Paese in materia di conferimento dei dìritti dei cittadini. Sul piano socio – culturale, oltre all’accesso allo status giuridico di cittadino, ulteriori sono gli ostacoli che compromettono o, tentano, l’integrazione nel paese ospitante, a causa delle differenze, somatiche e culturali, che sia a livello individuale che collettivo, vengono ancora percepiti come segni di diversità.

E sono proprio queste differenze che rischiano di evidenziare quel senso di sospensione tra due mondi di cui si parlava.

SCARICA IL PDF

Per il mese di Febbraio, Meritocrazia Italia ha condotto uno studio tematico finalizzato a favorire il rilancio della piccola e media impresa e dell’impresa diffusa, per cucire sul tessuto italiano una nuova prospettiva di sviluppo economico ed occupazionale sostenibile.

Grazie al coinvolgimento di Istituzioni, associazioni di categoria e PMI operanti sull’intero territorio nazionale, il Movimento ha prestato il palco a chi ha voluto condividere la propria esperienza e le proprie conoscenze e, con spirito propositivo, ha aperto al confronto sui principali punti di criticità e ostacoli allo sviluppo del settore.

Prospettive della politica fiscale e del lavoro, razionale sfruttamento di risorse energetiche e ambiente, flessibilità e semplificazione contrattuale, de-burocratizzazione della macchina amministrativa, ruolo dell’innovazione innovazione tecnologica e modelli di interazione tra istituzioni e operatori economici sono soltanto alcuni dei temi oggetto di riflessione condivisa.

SCARICA IL PDF

Una delle domande più frequenti sul futuro di Meritocrazia Italia riguarda la sua possibile trasformazione in Partito politico. La curiosità cade di solito sulla scelta ideologica che, nell’evenienza, ne caratterizzerebbe il percorso.

La risposta sta tutta nell’operosità che potrebbe essere definita post-ideologica o meglio contemporanea.

La strumentalizzazione di termini come ideologia, post-ideologico, ideologia contemporanea e democrazia, infatti, induce spesso in confusione. Argomento di gran moda, ad esempio il populismo si fa nuovo codice comportamentale come espressione del disagio sociale di un popolo rassegnato e sofferente, che non si sente adeguatamente rappresentato ne’ soddisfatto dall’azione politica.

Chi studia il fenomeno riporta il populismo alla celebre e ironica affermazione del poeta e drammaturgo gallese Dylan Thomas, secondo la quale un alcolista «è uno che beve quanto te, ma non ti sta simpatico». Forse, sia pur inconsapevolmente, il populismo appartiene un po’ a tutti, perché non è null’altro che il sintomo di un male profondo, e a lungo taciuto, della democrazia. L’ideologia potrebbe anche essere populista o, al contrario, potrebbe essere immaginata come il contenitore, tramandato di generazione in generazione e in parte modellato dal tempo, di quei valori che hanno fatto crescere l’idea di Paese e che, nei momenti di maggiore difficoltà, hanno creato uno scudo sociale a protezione dei più deboli.

SCARICA IL PDF

<p style="color:#fff; font-weight:normal; line-height:12px; margin-bottom:10px;">Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso consulta la nostra Privacy Policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.</p> Leggi la nostra cookie policy

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi