UMBRIA – emergenza Covid-19

UMBRIA – emergenza Covid-19

L’emergenza Covid-19 si è da poco attenuata e i Comuni italiani dovranno far ripartire velocemente, a pieno regime e al meglio i propri servizi.

Non si deve, però, fare l’errore di pensare che, per i dipendenti di questi enti, la quarantena sia stata un lungo periodo di vacanza: al contrario, la maggior parte di loro ha continuato a lavorare senza sosta, mettendo a disposizione della p.a. la propria connessione, i propri dispositivi elettronici e parte della propria abitazione, trasformata, dal giorno alla notte, in una succursale dell’ufficio.

Anche l’Università degli Studi di Perugia e l’Università per Stranieri si sono rapidamente adeguate alle necessità imposte dall’emergenza, consentendo agli studenti di continuare il loro percorso di studio e di sostenere gli esami di profitto avvalendosi della teledidattica. Del pari le scuole di ogni ordine e grado della Regione hanno generalmente dato un’ottima prova di sé continuando ad educare i nostri giovani.

Guardando ai due mesi appena trascorsi possiamo dire che i comparti tecnologi dei vari Enti hanno saputo lavorare in maniera eccellente, coordinandosi e garantendo una transizione a questa complessa fase digitale mantenendo sicurezza e produttività.

A questo proposito, lo scorso maggio il Consiglio comunale di Perugia ha approvato all’unanimità un ordine del giorno proprio con la finalità di elaborare un piano che possa portare a conciliare il lavoro agile da casa con la vita familiare e privata, soprattutto quando ci si trova in presenza di figli minori e familiari anziani, senza dimenticare che è proficuo anche in termini di razionalizzazione delle risorse e risparmio per l’ente pubblico.

Oggi, mentre la vita si avvia a tornare verso la normalità, si iniziano a tirare le somme del lungo periodo di quarantena e dell’esperimento ‘lavoro agile’; cercando di capire cosa ha funzionato e cosa invece potrebbe essere migliorato.

A questo proposito, l’esperienza del lavoro agile e della didattica a distanza ha permesso di evidenziale le ancora gravi carenze infrastrutturali di alcune aree dell’Umbria: queste zone hanno pagato lo scotto di non essere ancora raggiunte da connessioni veloci.

Ad oggi vi sono, infatti, ancora aree regionali in cui la copertura in fibra non può dirsi completa e molto resta ancora da fare, ma si confida nel fatto che l’esperienza appena passata abbia insegnato l’importanza di garantire a tutti i cittadini l’accesso a questi servizi.



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