Vedere nel buio

Vedere nel buio

Basterebbe studiare meglio quello che accade in natura per capire di più delle dinamiche sociali e aprire a una visione politica diversa.
Ci sono tantissimi animali che riescono a orientarsi con facilità nel buio grazie al tapetum lucidum, uno strato riflettente posizionato proprio dietro la retina che agisce come uno specchio. Probabilmente non consente di vedere nitidamente come alla luce, ma permette comunque di percepire movimenti e ombre e di intercettare una preda o un pericolo.
Di notte, questi animali svolgono normalmente le attività che possono svolgere anche di giorno, con la stessa semplicità. Mentre la maggior parte delle specie, compresa quella umana, si riposa per recuperare energie e affrontare la giornata successiva.
Ci sono elementi della natura che scelgono di vivere al buio e riescono a farlo bene.
Questo mi ha fatto pensare a noi, e al modo in cui ci muoviamo nel buio sociale di questo tempo. Un buio che annulla le emozioni, oscura la prospettiva, mortifica la capacità di sognare e di credere.
Penso a quello che sono stati gli anni di ripresa economica successivi alla seconda guerra mondiale. L’Italia fu tra i Paesi che registrarono la maggiore crescita in termini di prodotto interno lordo, e che mostrarono la maggiore voglia di ricostruire, dal punto di vista infrastrutturale ma anche e soprattutto culturale.
Fu così che si arrivò alla Carta costituzionale e, a seguire, a una serie di interventi che restano fondamentali per la garanzia dei diritti umani, ad esempio in ambito laburistico o sanitario. L’Italia si dotava di norme che potessero favorire tutti e non lasciare nessuno indietro.
La grandezza del nostro Paese non sta solo nel talento di Giotto, Michelangelo, Dante, Boccaccio, Verga, Pirandello, solo per dirne alcuni. Sta in quello che è stato fatto da persone che non si sono arrese al buio, ma dal buio hanno tratto maggiore forza. Hanno fatto di quel tapetum lucidum lo strumento per rendersi capaci di andare oltre, e trovare una soluzione.
Poi si è entrati in una fase diversa, quella della globalizzazione, nella quale gli Stati non sono più concentrati sulla propria crescita individuale, ma vivono una continua battaglia commerciale mascherata da cooperazione internazionale.
Il buio vero, oggi, è nella crisi delle grandi organizzazioni internazionali. Del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, in particolare, che dovrebbe garantire pace e sicurezza globale, e invece è praticamente paralizzato da un’opzione di veto dei suoi cinque membri permanenti rispetto a qualsiasi tipo di intervento internazionale in un Paese. Questo ha rallentato tutte le attività di mediazione, di intervento nei Balcani, in Medio Oriente, in Libia, nello Yemen, in Ucraina. Rende più difficile anche la gestione della situazione drammatica di Gaza.
Restano traditi i propositi originari di garanzia degli equilibri. Ora è soltanto un’altra fonte di buio.
In questa situazione, fino a oggi hanno dato adesione al Consiglio di sicurezza centoventi Paesi, con la Cina in posizione di leadership. Un’organizzazione che conta centoventi membri ma non ha capacità di intervento e vive un momento di stasi assoluta. Si limita a dichiarazioni stampa senza concreta utilità, senza incidere davvero su nulla.
Tutto è gestito da quelle cinque superpotenze che, si diceva, mettono il veto.
Tutto si risolve in partecipazioni a trasmissioni, interviste a esperti internazionalisti. Ma in fondo ogni questione è pilotata da interessi economici.
Noi, gente comune, di fronte a tutto questo, cosa possiamo fare?
Possiamo iniziare a promuovere nuovi modelli di vita, alternativi. Possiamo frenare le dinamiche indotte dal boom economico, che ci porta a viaggiare in velocità, a pensare che tutto si possa ottenere grazie a un click. Senza necessità di studiare, leggere, approfondire.
L’uso che stiamo facendo dell’intelligenza artificiale non ha nulla a che vedere con l’evoluzione sociale. Forse è parte dell’evoluzione economica, ma di quella evoluzione economica fine a se stessa, che non serve per il progresso civile.
L’uomo non può perdere il controllo. Diversamente, finirà per restare schiacciato da tutto questo fluire incontenibile. Non riuscirà a tenere il ritmo.
Ci saranno solo tanta confusione e tanta depressione.
Non possiamo non sentire il campanello d’allarme, che suona per chi governa oggi e per chi governerà domani. Un monito a non perdere l’umanità.
Riuscire a vedere nel buio vuol dire proprio questo. Tenere il sentiero, e invitare più gente possibile a camminare verso lo stesso traguardo.