Piano Regionale dei Trasporti in Veneto

Piano Regionale dei Trasporti in Veneto

Il Piano Regionale dei Trasporti del Veneto, approvato nel 2020, ha un’unica visione: garantire una mobilità sostenibile, in un Veneto moderno, più competitivo e connesso con il mondo, ma al tempo stesso attento all’equità sociale, all’inclusività e all’accessibilità dei propri territori. Un Veneto, in estrema sintesi, dove muoversi, trasferirsi e viaggiare sia più semplice, per le persone, siano essi cittadini, lavoratori, studenti o turisti, e per le merci.
Sicuramente un lavoro che, anche se non porta consenso immediato, dimostra attenzione particolare e coraggio istituzionale nel voler programmare qualcosa che è difficilmente programmabile, ma cercando comunque di dare una visione a lungo termine.

Opere strategiche come la TAV, l’impegno di mantenere in sicurezza una rete viabilistica di base ampia e solida, il compito di connettere al territorio il terzo scalo aeroportuale italiano, e la Pedemontana Veneta, 94 chilometri e mezzo di strada che interessa 35 Comuni ed è l’opera cantierata più grande d’Italia, sono gli interventi principali.

Non si dimentichi poi il tema della portualità: pensare di rinunciare alle crociere per il Veneto non è solo cedere il passo, ma significa perdere l’home port a livello nazionale e regalarlo a qualcuno nel Mediterraneo. Perdere Venezia quale porto di arrivo e di partenza delle crociere comporterebbe non solo una notevole diminuzione di turisti, ma anche dell’occupazione e di tante opportunità. Venezia deve essere rispettata, ma allo stesso tempo risultano determinanti anche questa realtà e questi servizi.

Questi nel dettaglio gli otto obiettivi del PRT:
1. connettere il Veneto ai mercati nazionali e internazionali, per la crescita sostenibile dell’economia regionale, fortemente orientata alle relazioni internazionali; è prioritario, quindi, completare il disegno infrastrutturale di connessione con le principali capitali europee e i relativi mercati di riferimento;
2. potenziare la mobilità regionale per un Veneto di cittadini equamente connessi, superando i problemi di congestione e i limiti di coordinamento tra le diverse modalità di trasporto e riducendo le disparità territoriali, anche al fine di contrastare lo spopolamento dei centri periferici;
3. promuovere la mobilità in funzione dello sviluppo dell’offerta turistica, ampliando la rete infrastrutturale, migliorando la connessione intermodale tra offerta pubblica, privata e mobilità debole (percorsi pedonali, cicloturismo, escursionismo) e lo sviluppo aeroportuale;
4. sviluppare un sistema di trasporti orientato alla tutela dell’ambiente e del territorio, prevedendo di ridurre le emissioni nocive nell’aria, anche con interventi finalizzati a una maggiore fluidificazione del traffico, al cambio modale da gomma a modalità più sostenibili, al rilancio del trasporto pubblico, allo sviluppo dei carburanti green e dei veicoli ibridi ed elettrici;
5. accrescere funzionalità e sicurezza delle infrastrutture e dei servizi di trasporto, tutelando maggiormente la mobilità debole e assicurando il monitoraggio e la manutenzione programmata delle reti e dei percorsi;
6. promuovere il Veneto come laboratorio per nuove tecnologie e paradigmi di mobilità, specie per l’accesso da parte dell’utenza ai servizi pubblici di trasporto;
7. completare ed efficientare la spesa pubblica per i trasporti e promuovere forme di finanziamento in grado di attrarre capitali privati;
8. sviluppare una nuova governance integrata della mobilità regionale: rientra in tale contesto il sistema delle concessioni autostradali e della rete stradale ordinaria, la gestione della rete ferroviaria, il coordinamento del sistema degli interporti, il riordino nelle competenze del TPL.

A febbraio 2023 la Giunta Regionale ha adottato il Piano Regionale della Mobilità Ciclistica, e a maggio 2023 ha approvato la ripartizione da destinare al finanziamento di progetti di sharing mobility nel triennio 2022-2024.
Certo, le situazioni di disagio non mancano, cantieri che stravolgono la viabilità ordinaria, traffico congestionato nei fine settimana in prossimità delle zone turistiche.
Meritocrazia Italia Veneto, tuttavia, non può che apprezzare la visione programmatica della Regione e sarà occhio vigile nelle varie fasi di realizzazione del PRT, affinché non sia semplicemente una fotografia statica dello stato di fatto, ma un piano dinamico che guarda ai fabbisogni del Veneto in prospettiva e che dia alla Regione la capacità di essere resiliente e rispondere alle onde d’urto di eventi esogeni, adattandosi in maniera tempestiva. Solo così la nostra Regione potrà essere in grado di rispondere alle complesse dinamiche della mobilità delle persone e delle merci in costante evoluzione e solo così potrà garantire una visione sostenibile, in un’accezione che non sia solo limitata all’ambiente ma che coinvolga anche il contesto economico e quello sociale.



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