Meritocrazia Italia: si promuovano le arti performative in tutti i territori
Si assiste, in molte città italiane, a un ritorno dell’arte negli spazi aperti: piazze, cortili, mercati, luoghi pubblici tornano a essere palcoscenici di cultura e di partecipazione.
Accanto a queste esperienze virtuose, come Balla Torino o altre iniziative che animano piazze e quartieri di città come Bologna, Salerno o Catanzaro, resta però evidente un profondo squilibrio territoriale: gli eventi più strutturati e visibili si concentrano nelle grandi aree urbane del Centro e del Nord, dove esiste una rete consolidata di teatri, fondazioni e infrastrutture culturali. Al contrario, i piccoli centri, le aree interne e molti territori del Mezzogiorno restano esclusi da tali circuiti, spesso per mancanza di spazi adeguati (teatri, sale, piazze attrezzate) e per la difficoltà di accesso a risorse e strumenti organizzativi. Questa disparità si traduce in una minor partecipazione dei cittadini e dei giovani, in un impoverimento dell’offerta culturale e in una perdita di opportunità economiche e turistiche per interi territori.
È tempo di colmare questo divario.
Meritocrazia Italia ritiene necessario un piano nazionale di valorizzazione e diffusione delle arti performative – danza in primis – come strumenti di coesione, sviluppo e promozione del territorio, e propone le seguenti azioni concrete:
– un Piano nazionale per gli spazi culturali diffusi: censimento, recupero e messa in rete di spazi pubblici e privati (piazze, cortili, teatri dismessi) idonei ad accogliere danza e spettacolo dal vivo;
– semplificazione amministrativa: procedure più snelle e uniformi per autorizzare eventi artistici negli spazi aperti, riducendo tempi e oneri per Comuni e associazioni;
– bandi dedicati e micro-finanziamenti: sostegno economico a compagnie, scuole e associazioni che promuovono la danza e le arti nei piccoli centri e nelle aree interne;
– residenze artistiche territoriali: incentivi per progetti di formazione, creazione e performance stabile nei territori meno serviti, in collaborazione con istituti scolastici e associazioni locali;
– indicatori di equità e sostegno differenziato: nei bandi e nei programmi nazionali vanno previsti sostegni proporzionati alle carenze territoriali. Si dovranno definire indicatori chiari e misurabili (numero di spazi attrezzati, eventi realizzati, partecipazione del pubblico, presenza di scuole e compagnie locali) per costruire una mappa nazionale delle aree più virtuose e di quelle più carenti, così da indirizzare le risorse in modo mirato e monitorare l’impatto delle politiche culturali nel tempo.
