Mauriello (Meritocrazia Italia): «Nelle società di capitali troppe nomine e posizioni dirigenziali sono prodotto di equilibri politici, familiari e amicali»
«In Italia il merito è stato a lungo ridotto a parola d’ordine», afferma il Presidente di Meritocrazia Italia Walter Mauriello. «Lo si invoca, lo si sbandiera, ma raramente lo si applica. Per Meritocrazia Italia il merito non è una bandiera da sventolare nelle piazze: è un criterio operativo, misurabile, verificabile. È il metodo con cui si assegnano responsabilità, risorse, opportunità. Nelle società di capitali troppi consigli di amministrazione, troppe posizioni dirigenziali, troppe nomine sono il prodotto di equilibri politici, familiari, amicali. Il risultato è un sistema dove il capitale rischia di essere remunerato non dalla capacità ma dal posizionamento. Il Movimento propone: trasparenza dei criteri di nomina (ogni ruolo apicale deve avere un profilo di competenze pubblicato, indicatori di performance misurabili, e una procedura di selezione tracciabile), valutazione indipendente (i comitati per le nomine e le remunerazioni devono avere componenti esterni, scelti per competenza e non per appartenenza, con rotazione obbligatoria) e legame retribuzione-risultato (MBO – Management By Objectives – e LTI – Long Term Incentives – ancorati a KPI chiari, pubblici ex-post, e verificati da terzi indipendenti). Un’azienda che seleziona per merito produce più valore, attira più capitale, resiste meglio alle crisi. Il merito è interesse degli azionisti, non solo dei lavoratori».
