Ancora pensioni: prima dell’età pensionabile, si punti a riforme strutturali e di sistema

Ancora pensioni: prima dell’età pensionabile, si punti a riforme strutturali e di sistema

Dalla legge Fornero in poi il nodo pensioni è diventato motivo di lotta politica costante.
Numerosi sono stati gli interventi tesi a ridurre tempi e requisiti dell’età pensionabile, e si è tentata, in più modi, la strada per aumentare le pensioni minime, non adeguate al costo della vita. Anche l’ultimissima legge di bilancio tenta di bilanciare esigenze di adeguamento delle pensioni dei lavoratori maggiormente penalizzati e tenuta contabile, rivisitando alcuni istituti come, ad esempio, ‘opzione Donna’.

È certo che occorrano riforme strutturali e di sistema, ancor prima di interventi sui requisiti dell’età pensionabile.
Lo scenario macroeconomico e le proiezioni sia sull’innalzamento dell’età media sia sulla forza lavoro attiva lasciano intendere che, rebus sic stantibus, l’impianto sistemico avrà difficoltà nel mantenere i servizi di prestazioni. Si rischia che il sistema contributivo necessiti di interventi extra per funzionare. Una possibile opzione dovrebbe riguardare la ristrutturazione dei fondi stessi, rendendoli maggiormente performanti.
Altra nota dolente è il mancato decollo delle pensioni integrative che non hanno prodotto quell’interesse dovuto al fine di promuovere investimenti dei singoli in uno strumento che poteva garantire quell’integrare, auspicato, delle prestazioni pubbliche, consentendo di mantenere lo stesso tenore di vita ante pensione. Oggi tali strumenti, per lo più, sono utilizzati solo per risparmi fiscali, legati alla loro deducibilità. Anche in questo caso, nel tempo si sono verificate distorsioni che hanno di-sincentivato l’accesso massivo a tali opportunità.

L’invito di Meritocrazia Italia è ad avere coraggio, per creare presupposti di medio e lungo periodo in grado di garantire livel-li di prestazioni sufficienti e adeguati, studiando sistemi di interessenza tra pubblico e privato più armonici rispetto a quelli attuali. Le proiezioni portano, infatti, a un deciso superamento della forza in pensione rispetto a quella attiva; questo continuo rimandare con interventi ponte (che pure agevolano taluni), non potrà essere sostenibile nel medio-lungo periodo.
Per tali ragioni Meritocrazia Italia propone:
– l’innalzamento della deducibilità fiscale sui sistemi previdenziali privati, sino a 10.000 euro annui;
– l’attivazione di accordi pubblico/privato per mettere a regime polizze a rendita immediata, rivalutabili, alla scadenza dell’età contributiva, a libera scelta del lavoratore;
– una riforma dei fondi di gestione atta a garantire maggiori rivalutazioni;
– di valutare una maggiore flessibilità di eventuali anticipazioni su quanto accantonato in fondi privati, prevedendo oltre alle specifiche già in essere anche quella di possibili evenienze sopravvenute, a causa di perdita del posto di lavoro o altri casi accidentali che condizionano la vita del lavoratore.
Propone inoltre che tutti gli assegni di quiescenza mensili che superano di 6 volte il minimo possano essere ricalcolati in base ai contributi effettivamente versati e riportati se il caso a 6 volte il minimo, al fine di garantire una maggiore equità sociale e per reperire, anche in parte, le risorse necessarie per la rivalutazione delle pensioni minime legandole ai processi inflattivi, per garantire maggiori tutele alle fasce più deboli.

Stop war.



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