Bonus docente per affitti: si pensi anche a studenti fuori sede e altre categorie di lavorati

Bonus docente per affitti: si pensi anche a studenti fuori sede e altre categorie di lavorati

Alle difficoltà degli insegnanti di trovare alloggi a prezzi accessibili, specie al nord, il Governo risponde con l’annunciata introduzione di un ‘bonus docente per affitti’.
L’iniziativa dovrebbe servire anche a incentivare a ricoprire incarichi nelle sedi meno ‘gettonate’ (aree montane o difficili da raggiungere) e arginare il precariato offrendo la possibilità di accelerare il processo di stabilizzazione.

La misura accontenta qualcuno ma apre alle rivendicazioni di altre categorie, che pure affrontano i medesimi problemi. Il problema dell’insostenibilità del mercato immobiliare riguarda infatti quasi tutti i lavoratori. Si pensi al personale adibito a mansioni amministrative o quello ATA, che resta inspiegabilmente escluso dall’iniziativa.

L’introduzione del bonus potrebbe essere un’utile misura tampone, portando vantaggi nell’immediato. Come tutte le misure provvisorie, però, anche questa è irrimediabilmente destinata all’inutilità se non adeguatamente sostenuta da altri interventi sistemici orientati da adeguate politiche volte a favorire la mobilità lavorativa e la coesione sociale.
L’incentivo all’affitto può rappresentare un tassello importante nell’accompagnare una categoria professionale come quella dei docenti, a oggi ampiamente svantaggiata, ma è fondamentale che sia corroborata da vere misure di sostegno al lavoro a prescindere dalla natura dello stesso. Non si può pensare, è vero, di escludere ogni sacrificio nello svolgimento dell’attività lavorativa, ma occorre abbassare ostacoli a oggi proibitivi all’accesso e alla conservazione del lavoro.

Meritocrazia Italia chiede da tempo di lavorare seriamente, e con prospettiva di lungo periodo, al problema del costo degli affitti e degli immobili che affligge in particolare alcune città italiane, con attenzione anche ai giovani universitari fuori sede.
Per gli studenti, in particolare, propone che le amministrazioni locali, di concerto con le Università, possano elaborare un piano a medio-lungo termine per la pianificazione e la realizzazione di nuove “case dello studente”, riqualificando e riutilizzando i molti edifici pubblici in disuso nelle grandi città, o adattando edifici di privati che si prestano alla realizzazione di alloggi per gli studenti.
Venga poi effettuata un’indagine su tutto il territorio nazionale per identificare le situazioni di criticità abitativa dei vari comuni ed elaborare di concerto con le amministrazioni locali e i principali enti preposti dei ‘piani-casa’ per il recupero di edifici esistenti o la costruzione di nuovi alloggi sociali da rendere disponibili con affitti calmierati.

Il costo dell’alloggio non può superare il reddito mensile.
Sia fatto salvo il diritto a una vita dignitosa.

Stop war.



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