Con i nuovi sistemi di valutazione delle performance, si valorizzino i meriti, ma si presti attenzione alle criticità

Con i nuovi sistemi di valutazione delle performance, si valorizzino i meriti, ma si presti attenzione alle criticità

Nel corso dell’ultima Conferenza unificata Stato-Regioni, è stata presentata la nuova direttiva governativa in materia di misurazione e valutazione della performance dei dipendenti della p.a.

La misura risulta ispirata ai modelli presenti nello scenario europeo e OCSE per una piena valorizzazione del merito nel contesto organizzativo, anche attraverso l’introduzione del riconoscimento di «miglior dipendente del mese», sul modello americano, con lo scopo di incentivare la produttività e l’efficienza della macchina pubblica.
Come già anticipato qualche mese fa, vi sarà il merito tra i requisiti per i rinnovi contrattuali 2022-2024.

I dipendenti pubblici non saranno più valutati soltanto dai superiori e lo stesso varrà anche per i dirigenti, per i quali si prevedono due livelli di valutazione: il primo tra pari grado, e il secondo affidato ai superiori (direttori e dirigenti apicali).
Tra colleghi e superiori la valutazione sarà fatta insomma da tutti su tutti, senza gerarchia e in forma anonima, affiancando a sistemi di valutazione verticali e annuali, modelli continui e circolari di feedback, basati sul dialogo tra valutatore e valutato, prevedendo, ad esempio, performance interviews a cadenza trimestrale, anche con momenti di autovalutazione.
Tra i parametri oggetto di esame ci saranno la leadership e la capacità di coinvolgere e riconoscere i talenti nei propri team.

Il potere di valutazione verrà poi attribuito anche agli utenti, che già oggi danno una valutazione sui servizi ricevuti, ma che potranno giudicare la resa di un ufficio o della divisione specifica che ha fornito il servizio, per estendere i sistemi di misurazione dalla sola performance individuale a quella dell’organizzazione nel suo complesso.

L’intenzione è quella di creare un contesto lavorativo idoneo a mettere in risalto le capacità e le virtù dei singoli, attraverso la creazione di percorsi che mettano tutti nelle condizioni di emergere, grazie a sistemi di miglioramento di competenza e formazione. Con beneficio per il buon funzionamento dei servizi pubblici.

Meritocrazia Italia, che fa della persona, del merito e della sua valorizzazione il centro della propria costante attività, mostra apprezzamento per l’iniziativa, auspicando tuttavia una regolamentazione dei sistemi di valutazione della performance chiara e dettagliata. Ben vengano le premialità a favore delle virtù, ma ci si concentri soprattutto sui margini di inefficienza, per mettere in luce i punti di debolezza del sistema e definire pronte strategie di miglioramento.

Stop war.



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