Cop28: la battaglia per la tutela del Pianeta sia un impegno reale, non uno strumento di propaganda politica

Cop28: la battaglia per la tutela del Pianeta sia un impegno reale, non uno strumento di propaganda politica

COP28. Dubai.
L’Italia perde 15 posizioni nella classifica dei principali Paesi del Pianeta impegnati nella lotta ai cambiamenti climatici, scendendo dal 29° al 44° posto.
Si era proposta a ridurre le emissioni di gas serra del 55% entro il 2030, rispetto ai livelli del 1990, ma, secondo le stime dell’Agenzia europea per l’ambiente, per allora dovrebbero diminuire solo del 40%.

Un fallimento considerato da molti indice di mancanza di ambizione e di concretezza nella politica climatica.
I principali motivi del declassamento sembrano essere:
– mancanza di investimenti nelle fonti di energia rinnovabili, e in effetto l’Italia è ancora molto dipendente dal gas naturale, che è una fonte di energia fossile altamente inquinante;
– lentezza della transizione verso l’economia circolare (l’Italia produce ancora una grande quantità di rifiuti, che contribuiscono alle emissioni di gas serra);
– resistenza di alcuni settori economici al cambiamento. Alcune imprese italiane, in particolare quelle del settore manifatturiero, sono ancora riluttanti a investire in tecnologie e processi più sostenibili.

Il Paese deve accelerare la transizione energetica e ambientale.

Da sempre Meritocrazia Italia sollecita maggiori investimenti nelle fonti di energia rinnovabili, promuove l’economia circolare e sostiene le imprese che adottano modelli di produzione e consumo più sostenibili. È essenziale perseguire un progetto ambizioso che preveda di triplicare la capacità installata di energia rinnovabile, raddoppiare l’efficienza energetica e avviare da subito il phasing-out delle fonti fossili.
Per questo Meritocrazia reputa necessario:
– triplicare la capacità installata di energia rinnovabile entro il 2030, per raggiungere gli obiettivi climatici dell’Accordo di Parigi, che prevedono di limitare il riscaldamento globale a 1,5 gradi celsius; in pratica, questo significa dover costruire molte più centrali e micro centrali elettriche rinnovabili, come quelle solari, eoliche, idroelettriche e geotermiche;
– raddoppiare l’efficienza energetica, che vorrebbe dire ridurre il consumo di energia senza ridurre il livello di servizio, ossia utilizzare l’energia in modo più efficiente, ad esempio isolando le case e le aziende per ridurre le dispersioni di calore, utilizzando elettrodomestici e apparecchi a basso consumo energetico e cambiando le nostre abitudini di consumo;
– ridurre gradualmente l’utilizzo di carbone, gas e petrolio, ad esempio installando pannelli solari sui tetti delle case e delle aziende, utilizzando auto elettriche e promuovendo l’uso dei mezzi pubblici.

Nessun risultato importante si può raggiungere, però, senza la collaborazione di tutti. Ognuno di noi può fare la sua parte per promuovere le energie rinnovabili, scegliendo di utilizzare energia rinnovabile a casa e sul lavoro (installando pannelli solari, acquistando energia elettrica da fonti rinnovabili o utilizzando elettrodomestici e apparecchi a basso consumo energetico); sostenendo le aziende che investono nelle energie rinnovabili; e sensibilizzando, cioè condividendo le nostre conoscenze sul tema con amici, familiari e colleghi.

È una sfida che coinvolge tutti. Per vincerla, serve uno sforzo globale di tutti.

La battaglia per la tutela del Pianeta non sia uno slogan, ma un impegno reale. Sarebbe auspicabile che le prossime COP si tenessero in Paesi che non si pongono nei fatti come i maggiori antagonisti delle energie rinnovabili, e che stipulano contratti miliardari proprio sui prodotti petroliferi.

Stop war.



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