L’ARCOBALENO DELLE IDEE – 10 GENNAIO 2021

L’ARCOBALENO DELLE IDEE – 10 GENNAIO 2021

La forza di ogni Civiltà è data dalla capacità di relazione con altri Popoli, e dalla capacità di assorbire costumi virtuosi e attingere da storie ed esperienze. Lo scambio delle culture è il principio dell’evoluzione e del progresso; la ricerca del benessere si fa da sempre curiosità per le diversità.
Crocevia delle Genti, l’Italia costruisce la propria identità nazionale sulla convergenza di tradizioni. Popolo tra i Popoli fin da epoche antiche. Terra di conquiste, incontri, viaggi. Crogiuolo e memoria di Civiltà lontane.
La nuova dimensione digitale delle relazioni abbatte le distanze fisiche, ma innalza le barriere emotive. Il timore di venir depredati delle certezze della propria identità fa vedere il nemico nella diversità. La chiusura al dialogo procura un deleterio arretramento culturale. Pericolosamente, obnubila la capacità di valutazione eppure sollecita il desiderio di dar giudizio.
Serve una cura al male dell’intolleranza.
Servono, dall’alto, politiche concretamente inclusive.
La scelta di confinare ai margini delle città intere comunità di stranieri, con inaccettabile parvenza di ghettizzazione, è fonte di disagio. E quindi di illegalità. In un ineluttabile circolo vizioso che parte dal disagio per generare nuovo disagio.
Una politica di gestione dell’immigrazione priva di consapevolezza e determinazione non soltanto non risolve il problema, ma è parte di esso.
Per riscoprire la ricchezza nascosta nelle differenze è indispensabile un impegno maggiore in termini di inclusività.
Una politica adeguata è una politica accorta alla realizzazione dei piani di edilizia popolare e alla equa distribuzione dei servizi e delle opportunità, nei centri urbani come nelle periferie. Palestre, scuole e officine di mestieri dovrebbero servire alla riqualificazione dei quartieri.
Perché la possibilità di sentirsi parte attiva della comunità restituisce fiducia, speranza ed entusiasmo.
La valorizzazione del multiculturalismo porterebbe anche alla rivalutazione della bellezza di un Paese dotato di naturale fascino attrattivo per chi ha il desiderio di vivere e toccare la storia delle città, nelle zone centrali e in quelle periferiche.
In ‘The European Dream’, in tempo di grandi speranze e di sogno di unità, Jeremy Rifkin descrive il sogno di un’Europa laboratorio di sintesi delle diversità, punto di convergenza di Libertà e Giustizia, di diritti individuali e collettivi. Ambizione che le attuali evidenti crepe sembrano rendere velleitaria.
Ma il modello europeo continua a essere seducente.
In almeno sette Paesi (Germani, Svizzera, Danimarca, Norvegia, Finlandia, Olanda e Svezia), la cultura protestante si coniuga con quella social-democratica e la convergenza di pensieri diversi assicura floridità all’economia ed effettività ai diritti sociali, con servizi e sistema scolastico perfettamente funzionanti e buona mobilità sociale, rispetto per l’ambiente, impegnata azione sindacale.
Altrove, invece, si vive un diffuso sentimento di insoddisfazione e affanno economico e sociale.
In difetto di un apparato politico solido, l’Italia ha anche ridotto potere sui tavoli di confronto con Paesi a più forte struttura, indebolita com’è anche dalla continua delegittimazione della stampa nazionale e della compagine d’opposizione.
Occorre rialzarsi.
Nel ‘Viaggio in Italia’ del 1786-1788, Goethe descrive una terra «beata e fornita copiosamente di che soddisfare i propri bisogni, esprime dal suo grembo anche uomini dal temperamento felice, i quali possono tranquillamente aspettare che l’indomani loro porti quello che ha portato l’oggi e vivono perciò senza alcuna preoccupazione. In questo viaggio imparerò certo a viaggiare e anche a vivere, chi lo sa. Gli uomini che sembrano conoscere quest’arte sono in tutto troppo diversi da me perché io possa pretendere di possedere questo talento».
Goethe racconta della leggerezza dell’essere del Popolo italiano, di una consapevole capacità di vivere.
Ora è fondamentale riscoprire le dimenticate riserve di forza e di bellezza.
Ora serve riscoprire la meraviglia dei colori, solide fondamenta per la costruzione di un futuro migliore.



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