LA DIFFUSIONE DEL CORONA VIRUS IN ITALIA – COMUNICATO 22.02.2020

LA DIFFUSIONE DEL CORONA VIRUS IN ITALIA – COMUNICATO 22.02.2020

Il Centro Europeo per il Controllo delle Malattie (Ecdc) ha diffuso la notizia che l’Italia è il quarto paese in Europa con i casi di persone contagiate dal Corona Virus accertati. Gli altri paesi sono la Germania, la Francia e il Regno Unito (anche se da poco uscito dall’area UE). Sono in atto accertamenti anche in Spagna, Belgio, Finlandia e Svezia.

Se inizialmente in Italia i casi erano tre: i due turisti cinesi e l’italiano rientrato da Wuhan , quest’ultimo dichiarato guarito; nelle ultime ore è stata diffusa la notizia dei nuovi sedici casi tra Lombardia e Veneto, per i quali si attendono notizie definitive. In pochissimo tempo nuovi contagi con una progressione numerica inaspettata.

La notizia diffusa nelle ultime ore dalle fonti sanitarie citate dall’Ansa di decesso di due pazienti residenti in Veneto ha creato paura e allarme nella popolazione. Oltre ai casi di contagio dal Corona Virus accertati, ci sono diversi altri “sospetti” di cui accertamenti, come per prassi, devono essere confermati dall’Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma.

I mass media nazionali diffondono la notizia che continuano le misure per contenere il contagio in Veneto e in Lombardia e nella giornata odierna è stata organizzata una riunione presso la sede della Protezione Civile regionale a Marghera dell’unità di crisi del Veneto dedicata all’emergenza da coronavirus. Alla riunione parteciperanno il governatore regionale Luca Zaia, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà e, in collegamento da Roma, il ministro della Salute Roberto Speranza, nonché il commissario per l’emergenza sanitaria Angelo Borrelli.

Il Centro Europeo per il Controllo delle Malattie nell’ultimo risk assessment ha ritenuto che “il rischio di infezione da Sars Cov- 2 per le persone in Ue e Gran Bretagna è considerato basso”. Questo giudizio si basa sulla considerazione che l’origine epidemiologica dei casi in Europa è “definita” per cui la probabilità di trasmissione è considerata molto bassa. “Tuttavia l’impatto di una o più infezioni che dovessero dar vita a una trasmissione sostenuta potrebbe essere da moderato ad alto, soprattutto per gli anziani con altre malattie preesistenti, visto che gli esiti sono più gravi per questa categoria di persone”.

A seguito dell’epidemia, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha creato il Global Surveillance System, una struttura dedicata a raccogliere le informazioni sulle nuove infezioni in tempo reale. Tutti gli stati membri devono riportare immediatamente ogni caso confermato di Covid-19 (Corona Virus) e, entro 48 ore, fornire informazioni sulla storia clinica, epidemiologica e di viaggio con un modello standardizzato.

In Italia, in seguito ai nuovi casi accertati, l’Istituto Superiore di Sanità ha diffuso un catalogo di informazioni per sensibilizzare la popolazione affinché sappia come evitare il contagio da coronavirus e adotti tutte le precauzioni del caso.

Tuttavia, non bisogna trascurare il riferimento anche alle scuole, agli ospedali, alle aziende e tutte le strutture in cui il rischio di contagio e sicuramente più alto. Occorrono informazioni chiare e certe da parte del Governo e delle Istituzioni.

Le politiche di prevenzione messe in atto fino ad ora non hanno prodotto i risultati attesi. Probabilmente i controlli previsti sono stati formali e non anche sostanziali, sottovalutando il rischio di propagazione del virus in Italia.

La preoccupazione per l’ulteriore diffusione del virus a livello nazionale e il rischio di epidemia ci sono, e i cittadini aspettano risposte concrete.

Meritocrazia Italia auspica ed invita il Governo e le Istituzioni a mettere in atto tutte le attività necessarie per fronteggiare prontamente ed efficacemente la situazione, ivi incluse le operazioni di preparazione agli eventuali interventi straordinari. Sul territorio nazionale esistono presidi e strutture ospedaliere inattive o dismesse che, nel caso di necessità, possono essere utilizzate, previo adattamento in poco tempo. Potrebbero essere immediatamente riattati in previsione di una diffusione del Coronavirus, evitando in questo modo che le strutture esistenti implodano. Sarebbe un atto di programmazione in linea con una esigenza straordinaria.



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