La doppia lama della distrazione di massa

La doppia lama della distrazione di massa

Leggendo i giornali, non possiamo fare a meno di prendere una posizione netta su tutto, pronti a stare da una parte o dall’altra nella grande divisione sociale.
Lo facciamo spesso senza avere informazioni adeguate o competenza, dando cieca fiducia a una stampa ormai inattendibile. Ci piace occuparci di cose più grandi di noi, che sfuggono al nostro controllo, perdendo di vista le priorità e al limite preoccupandoci solo di noi stessi, e del nostro benessere.

Servirebbe lavorare a un pensiero diverso, per comprendere di cosa ha davvero bisogno l’umanità per andare avanti. Tra rivoluzioni inesistenti e guerre senza prospettiva, si dimentica che ci sono problemi più importanti, che meriterebbero di essere affrontati per primi. Surriscaldamento globale, pandemie, insostenibilità dello sviluppo, diseguaglianze sociali. Con questo dovrebbero confrontarsi i leader mondiali, e di questo dovremmo occuparci tutti quanti noi.
E invece la Francia spinge per la produzione di nuove armi e per il rafforzamento degli eserciti. La Russia è considerata l’unico male vero. Nonostante la sua potenza, subisce un attacco interno di una violenza incredibile, con decine e decine di vittime innocenti e inconsapevoli.

Guerre e conflitti che generano nuove guerre e nuovi conflitti.
Intanto i ghiacciai si sciolgono e intere aree sono soggette a progressiva desertificazione. In Italia è crisi idrica conclamata.

In questo è la doppia lama che tende a cancellare ogni tipo di vitalità intellettuale, ogni principio di rivoluzione culturale, ogni discussione su questioni che meritano realmente attenzione. Tutto il pensiero è assorbito dalla guerra, come se fosse davvero nella disponibilità dei singoli cittadini impedirla o promuoverla.
Nonostante le tante contraddizioni interne, è da apprezzare l’impegno degli Stati Uniti nel tentativo di soddisfare l’intera richiesta di energia mediante investimenti sulle rinnovabili, a zero immissioni. L’annullamento dei combustibili fossili è un obiettivo importantissimo, irrinunciabile. Il senatore McCain aveva presentato una risoluzione al Congresso, cercando di dimostrare quanto deleteria sia la pratica di continuare a immettere immissioni nocive in atmosfera. Rappresentava il futuro di un ecosistema molto simile a una ‘camera a gas’, nella quale non si porrà più nessun problema di guerre, nessuna corsa agli armamenti, perché non ci sarà più scampo per nessuno.
Meraviglia molto la distrazione comune rispetto a questi argomenti. La guerra forse non si può evitare, nessun cittadino può interferire con le scelte dei potenti o incidere direttamente sugli equilibri internazionali, ma tutti noi possiamo fare molto per la protezione del nostro Pianeta.
Possiamo incidere, ad esempio, votando con consapevolezza, scegliendo persone che ancora credono nel valore della tutela della persona e che avvertono forte il senso di responsabilità. Possiamo incidere praticando un’economia eticamente responsabile e frenando il progresso di un mercato senza regole.

Anche Meritocrazia può fare qualcosa. La sta già facendo, portando esempio di passione, costanza e determinazione. Mostrando la convinzione che i grandi cambiamenti partono sempre dal basso, dai piccoli gesti. Meglio lavare meno spesso la propria auto, che sprecare oggi per perdere la possibilità di utilizzare l’acqua per l’essenziale in un domani molto prossimo. Già si parla della necessità di razionamento. Meglio fare una passeggiata più lunga, e guadagnare anche in salute, che alimentare il traffico che soffoca i nostri polmoni.
Pratichiamo una politica semplice.
Essere differenti vuol dire saper ragionare in maniera differente.
Con comportamenti semplici ma virtuosi possiamo riuscire a riprenderci tutto quello che oggi sentiamo che ci viene negato dalla classe politica. Purtroppo chi si trova a governare è sempre condizionato dall’opinione pubblica, dagli esiti dei sondaggi, e, per ragioni di opportunità di partito, si trova a fare la scelta sempre più conveniente ma non sempre anche più giusta per tutti. Rispetto a ciò che la politica non riesce a fare, devono sopperire organizzazioni come la nostra, a combattere per l’equità e il benessere.

La Civiltà non dipende mai da una legge. Non nasce da imposizioni. Deve essere coltivata nella mentalità dell’intera comunità. Purtroppo il nostro Paese non lo sta facendo nel modo giusto, altrimenti non ci sarebbero tante divisioni e disparità, tanta disorganizzazione e, peggio, tanta indifferenza.

Credo molto nella nostra missione, e credo che potremmo raggiungere traguardi ancora più grandi aggiungendo altra passione alla passione. Potremmo davvero contagiare con un modo di ragionare diverso, e azzerare ogni conflitto e divisione, con trionfo della solidarietà.



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