LA TRANSIZIONE DEL MERITO – 25 LUGLIO 2021

LA TRANSIZIONE DEL MERITO – 25 LUGLIO 2021

Il prossimo settembre si terrà in Abruzzo il terzo Congresso nazionale di Meritocrazia Italia su “Welfare: la transizione del Merito”.
Sarà un’occasione importante di discussione e confronto in vista della sfida che impegnerà tutti i Paesi europei nel futuro prossimo: la ricostruzione degli equilibri alterati e la ripartenza dopo il devastante periodo emergenziale.

Le risorse straordinarie del Recovery Fund rappresentano un’opportunità da non sprecare. Una chance unica per cambiare le regole del gioco e rivoluzionare il funzionamento di servizio sanitario, giustizia, pubblica amministrazione e infrastrutture. Troppo poco è stato fatto negli ultimi anni, specie a livello europeo, nel verso di dare concretezza ai propositi di inclusione ed equità sociale. Per un benessere realmente sostenibile.

I negoziatori del Trattato di Versailles, incuranti dei fondamenti logici della teoria di Keynes, imposero alla Germania sanzioni risarcitorie particolarmente onerose per i danni causati nel conflitto mondiale. Ciò portò i tedeschi a condizioni deflattive interne tali da generare un surplus di bilancio nelle relazioni con l’estero, proprio quando il Paese aveva necessità di utilizzare il risparmio per il risanamento interno. Da qui, alla nascita del movimento nazista.

Dopo la seconda guerra mondiale, gli americani scelsero di percorrere un’altra strada. Secondo una logica inversa, preferirono non chiedere riparazione, ma progettarono il piano Marshall. Supportarono la ripresa economica dei Paesi sconfitti, favorendo la democrazia anche dove non era mai stata praticata prima. In cambio, soltanto l’alleanza atlantica con gli Stati Uniti.

Più tardi, il Trattato di Maastricht definiva condizioni d’attuazione tali replicare, sia pure secondo dinamiche formali molto differenti, alcuni errori del passato, compromettendo gli equilibri tra gli Stati membri. Un patto di bilancio, non di comunione tra Popoli. Ha imposto un indice di indebitamento incompatibile con il regime finanziario e con il prodotto interno lordo di tutti gli Stati. L’effetto è stato la divisione, tra un’Europa del benessere economico e un’Europa in affanno, tra un’Europa delle decisioni e un’Europa della sudditanza. Era certo che Paesi come Belgio, Italia e Grecia non sarebbero stati in grado di sostenere la portata delle condizioni negoziali e che avrebbero subìto, alla fine di tutto, una deflazione del pil difficile da gestire, e una compressione delle possibilità di investimento e, quindi, di crescita nel lungo periodo. Con buona pace per inclusione sociale, equità e rinnovamento istituzionale.

Oggi, che sono in gioco nuove risorse e che va definito il piano strategico di investimento, serve evitare che si ripropongano occasioni di prevaricazione antisolidale di alcuni Stati ai danni di altri.

Ogni riforma ha un costo. Ma il prezzo deve poter essere sostenuto e non può pagarsi in termini di equilibrio, equità e capacità di far fronte ai problemi reali.

Con il prossimo Congresso nazionale, Meritocrazia si propone di riportare l’attenzione su un concetto di transizione calibrato sul valore del Merito, in ogni ambito. Una sessione sarà dedicata alla riforma fiscale, da ricondurre alla funzione sociale di strumento di rilancio delle imprese e redistribuzione delle opportunità. Spazio verrà riservato anche alla proposta di costituzione di una Agenzia delle Uscite, per la miglior tutela del cittadino creditore della pubblica amministrazione. Centralità sarà data anche alla coesione sociale, partendo dagli impegni delle organizzazioni locali. In due diversi corner tematici, si aprirà il confronto su politiche giovanili e programmi di sostegno delle disAbilità.

L’obiettivo primo resta quello di ridar vigore a fiducia e speranza nell’epoca dell’odio e del disfattismo.



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