L’Europa e l’europeismo cambino direzione

L’Europa e l’europeismo cambino direzione

Dopo il successo di ‘Direzione Europa’, un altro record di ascolti per la diretta streaming di Meritocrazia Italia a margine dei risultati elettorali.
Ha fatto il punto sugli esiti delle votazioni il Presidente nazionale Walter Mauriello, intervistato da Andrea Fragasso, direttore di Terzo Millennio TV e recente vincitore del Premio culturale internazionale Cartagine 2.0.

Il Presidente ha rivolto prioritaria attenzione al dato preoccupante dell’elevato astensionismo, più attenuato soltanto nelle sedi di elezioni amministrative, che ha definito una vera e propria confitta per la democrazia. È indice della disaffezione dei cittadini per la politica e della perdita di fiducia nei confronti delle Istituzioni: «il voto è un dovere e un diritto», ha spiegato Mauriello «ma oggi lo si vive come un diritto svuotato di contenuto, perché manca una vera libertà di scelta».

Guardando al futuro, decisa la posizione sul cambio di passo necessario per restituire all’Europa la sua originaria funzione: «questa Europa ha mancato tantissime sfide, perché, nelle decisioni, ha sempre pensato alle maggioranze. La democrazia vera però non può ignorare le minoranze e chi è in posizione di debolezza. In questi anni tanti Paesi sono stati lasciati soli nella gestione delle varie crisi. Finora si è scelto un perbenismo formalista e non si è pensato alla concretezza dei problemi. Si pensi alla questione annosa dell’accoglienza dei migranti, un’emergenza costante». In Europa poi, come a livello nazionale, è necessario abbandonare posizione ideologicamente troppo rigide, come il giustizialismo, che è d’ostacolo al fare, ed è importante saper puntare sulle persone giuste, quelle più intenzionate a dare opera alle promesse.

Su sollecitazione del moderatore Andrea Fragasso, Walter Mauriello ha anticipato anche le attese rispetto al sesto Congresso nazionale di Meritocrazia Italia, che si terrà a Roma nel prossimo mese di ottobre. Oltre alla consueta interlocuzione con i leader nazionali, sarà riservata specifica attenzione anche alle politiche europee. Per certo, però, a prendere il palco, ha precisato il Presidente, non saranno solo rappresentanti di partito; come ogni anno l’obiettivo sarà generare il confronto tra competenze e sensibilità diverse e parteciperanno anche cittadini comuni, docenti universitari, sociologi, esponenti delle Istituzioni. Finora il successo delle iniziative del Movimento è sempre stato determinato dal fare costruttivo con il quale ciascuno ha voluto contribuire alla realizzazione di un pensiero nuovo. «Tra i tanti temi che saranno affrontati» dice Mauriello «vi sarà certamente l’impatto delle nuove tecnologie sul modo di relazionarsi e di vivere anche la politica. Oggi pensiamo di essere tutti esperti in ogni cosa, perché ci accontentiamo delle informazioni facilmente fornite dalla Rete. E soprattutto ci sentiamo appiattiti su un pensiero comune, in una pericolosa omologazione. Questo è un pericolo, che è già una realtà, va scongiurato».

Il Presidente nazionale ha concluso invocando una nuova politica della Cultura, a livello europeo e nazionale. Ha invocato un ritorno alla competenza e a programmi realmente mirati a garantire una società equa, inclusiva e accorta alla tutela dell’ambiente.

Stop war.



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