LINEE REGIONALI SULL’INTERRUZIONE VOLONTARIA DELLA GRAVIDANZA

LINEE REGIONALI SULL’INTERRUZIONE VOLONTARIA DELLA GRAVIDANZA

Con la delibera 467 della Giunta Regionale, avente ad oggetto “Linee di indirizzo per le attività sanitarie nella fase 3” è stato stabilito che “Relativamente al metodo farmacologico RU486 si dispone il superamento delle indicazioni previste dalla DGR 1417 del 4 dicembre 2018 “interruzione volontaria di gravidanza con metodica farmacologica” relativamente all’opportunità di somministrare la RU486 in regime di ricovero in day hospital.

Infatti, le indicazioni ministeriali del 24 giugno 2010 “Linee di indirizzo sulla interruzione volontaria di gravidanza” e i pareri del
Consiglio Superiore di Sanità del 18 marzo 2004, del 20 dicembre 2005 e del 18 marzo 2010 ribadiscono la necessità di “regime di ricovero ordinario”.

Questa decisone ha sollevato numerose perplessità, tanto che in data 17 giugno 2020 la presidente della Regione Umbria Donatella Tesei ha scritto al Ministro Roberto Speranza “Accogliamo positivamente l’interessamento del Ministro su un tema delicato. […] La nostra delibera, che si adegua all’attuale norma nazionale, è nello spirito di voler stare accanto alla donna in un momento complesso, dandole massima considerazione, assistenza e supporto. Non vi sono intenti oscurantisti come, da alcune parti, si è voluto far credere. Il fatto che il ministro abbia reputato necessario rivalutare la norma, alla quale fanno riferimento la maggior parte delle Regioni, dimostra che l’argomento richiede la massima attenzione e deve essere affrontato da un punto di vista scientifico e non, come detto, meramente ideologico. La stessa Associazione ostetrici ginecologi ospedalieri italiani (Aogoi), attraverso la sua presidente, ha espresso la necessità e l’opportunità di aprire una discussione in tal senso. Siamo pronti, ovviamente, a rimodulare la nostra delibera in base alle considerazioni del Consiglio superiore di sanità”.

La norma in tema di interruzione volontaria della gravidanza (legge 194/1978) è stata promulgata per consentire a tutte le donne di poter ricorrere all’IVG in condizioni dignitose, sicure e per porre fine agli aborti clandestini, riteniamo, quindi, che l’obiettivo primario debba essere quello di consentire l’accesso alle migliori tecniche interruttive della gravidanza nelle migliori condizioni
possibili.

Da più parti è stato evidenziato che tali condizioni non coincidono con il ricovero ospedaliero, ma con l’intervento in day hospital (come avveniva prima della delibera 467). A ciò deve aggiungersi che in tempi di Covid-19, la permanenza della donna all’interno della struttura ospedaliera comporta un rischio di contagio ed un sovraccarico delle strutture sanitarie che, laddove possibile,
andrebbe evitato.

Confidando nel senso di responsabilità delle istituzioni, ci si auspica:

• che la Regione Umbria provveda alla revisione delle sua decisione, prevendo il ritorno all’intervento con modalità “Day hospital”;

• che vengano progettati ed implementati ulteriori interventi di sostegno alla maternità consapevole e volontaria, garantendo un sostegno effettivo alle famiglie in difficoltà anche consentendo un maggiore e più agevole accesso ai servizi educativi per l’infanzia;

• che venga studiata ed implementata, anche attraverso la previsione di incentivi, la diffusione e lo sviluppo dei cosiddetti “asili nido aziendali in Itali”. Non si può dimenticare  che già cento anni fa una delle imprenditrici italiane di maggior successo, Luisa Spagnoli, aveva istituito una sorta di servizio di asilo aziendale per le mamme lavoratrici, costrette a sostituire i mariti andati in guerra e allo stesso tempo in difficoltà per crescere i figli da sole;

• che sia posta attenzione alla piena tutela delle lavoratrici madri, evitando loro ogni pressione indebita e garantendo loro il pieno diritto alla conservazione del posto di lavoro.



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