Mauriello (Meritocrazia Italia): «Gravissimi i sospetti dietro al caso Folarin Balogun. Se la politica non riesce più a fare il bene comune, lasci almeno che sia lo sport a fare la sua parte nella riconciliazione tra i popoli»
«Non c’è verso di poter vivere l’emozione di questo mondiale. I sospetti dietro al caso Folarin Balogun sporcano quell’autenticità che ancora solo lo sport conserva» commenta Walter Mauriello, Presidente nazionale di Meritocrazia Italia. «Ovviamente mi astengo da qualsiasi giudizio sul merito di fatti che non conosciamo nella loro verità e che saranno accertati nelle sedi competenti, ma il rischio che si tratti davvero di una decisione politica c’è e tanto basta a mortificare ogni entusiasmo. Ma non è soltanto una questione calcistica. Il problema è che la politica sembra aver smesso di occuparsi di quello di cui dovrebbe, dei bisogni dei cittadini, e di farsi modello di serietà, correttezza e rigore istituzionale. Per alcuni leader, ogni occasione è buona per ostentare la propria forza e fare sfoggio di autoreferenzialità, in un controproducente clamore mediatico. Una forma di sciacallaggio inaccettabile. Purtroppo a volte quest’atteggiamento si traduce in veri e propri atti di bullismo, e lo stiamo vedendo in questi giorni, con i tanti attacchi dissacranti alla figura del nostro Presidente del Consiglio da parte del Presidente americano Trump. Se la politica mostra questo, non ci si può aspettare nulla di diverso da una società sempre più divisa e divisiva, sempre più individualista. Si torni al bene comune e all’onestà intellettuale. Se non ci si riesce con il giusto fare diplomatico, si lasci almeno che sia lo sport a fare la sua parte nella riconciliazione tra i popoli, nella inviolabile funzione sociale che lo caratterizza da sempre».
