Mauriello (Meritocrazia Italia): «Il cinema italiano è patrimonio di tutti e va aiutato a crescere»
«Mentre tutti applaudiamo “Le città di pianura”, il film di Francesco Sossai e Adriano Candiago trionfatore ai David di Donatello», commenta il Presidente di Meritocrazia Italia Walter Mauriello, «faccio mia la frase pronunciata ieri sera da Matthew Modine: “Non c’è Italia senza cinema. Il cinema italiano fa film per farci ricordare a tutti cos’è davvero essere umani”. Non è espressione retorica bensì un preciso richiamo morale e culturale alla tutela di un nostro grande patrimonio. Ce lo ha ricordato sempre ieri sera con parole forti la miglior attrice non protagonista, Matilda De Angelis, che ha dedicato il proprio discorso alle maestranze del cinema e dello spettacolo in protesta fuori da Cinecittà. L’attrice ha parlato di una “categoria umiliata”, chiedendo un cinema “pulito, onesto, sociale e politico” e invitando il settore a non perdere speranza e futuro. Il nostro cinema mostra segnali dicotomici: il pubblico nelle sale aumenta, cresce anche la considerazione internazionale dei nostri prodotti, ma contestualmente il settore è fermo soprattutto a causa degli insuccessi commerciali che non recuperano gli ingenti investimenti (tra il 2017 e il 2025 sono stati destinati oltre 7,26 miliardi di euro di fondi pubblici tra tax credit e fondi diretti). Meritocrazia Italia segue da sempre l’andamento di questa importante industria, già dagli anni della pandemia quando si pronunciò più volte a difesa e rilancio del comparto, e anche in seguito. Oggi ci mettiamo a disposizione del Ministro Giuli per contribuire a ottimizzare la sostenibilità economica di tutto il settore».
