Mauriello (Meritocrazia Italia): «Lo stato delle nostre carceri è indegno di un Paese civile»
«Meritocrazia Italia guarda con sconcerto gli esiti del XXII Rapporto dell’associazione Antigone, che monitora lo stato delle carceri italiane», afferma il Presidente nazionale del Movimento Walter Mauriello. «I numeri sono avvilenti e indegni di un Paese civile: 82 suicidi nel 2025, già 24 nel 2026 (tra cui un ragazzo di 17 anni), con un tasso di 13 su 10mila detenuti; 64.436 carcerati su 46.318 posti, in calo di 537 rispetto a gennaio 2025, cioè da quando è stato lanciato il “piano carceri” del governo, ma ancora molto al di sopra di una soglia che molto generosamente potremmo definire “di tolleranza”; 73 istituti con un tasso di sovraffollamento uguale o superiore al 150%, otto oltre il 200%. E ci sono dettagli su cui preferisco non soffermarmi, ma sono tutti pubblici e a disposizione. So bene che il personale penitenziario dà del suo meglio per esperire con professionalità il proprio dovere, che è anche quello di assicurare un ambiente acconcio a chi deve espiare una pena, ma nessuno fa miracoli e se le risorse non bastano, questi sono gli esiti. E sono esiti intollerabili anche in prospettiva meritocratica, perché non è meritocratico uno Stato che trasforma un periodo di ricostruzione e reinserimento sociale in un incubo. Noi di MI abbiamo proprio due giorni fa proposto una riforma complessiva del sistema carcerario: revisione delle pene sostitutive, concessione di colloqui aggiuntivi coi familiari, assunzione di psicologi e psichiatri, programmi di reinserimento personalizzati, individuazione di aziende in grado di dare fiducia e lavoro durante il periodo di detenzione, ristrutturazione e potenziamento delle carceri esistenti e, nel lungo termine, riscrittura dell’intero impianto sanzionatorio. Da fare c’è moltissimo insomma, sono i numeri a gridarlo più di noi. Mi appello a tutte le forze politiche di maggioranza e opposizione: trovare fondi per convertire le carceri in luoghi di rieducazione, a norma di Costituzione, dai gironi infernali che spesso attualmente sono è priorità assoluta».
