Meritocrazia Italia a tutela dell’infanzia: i bambini non sono ‘futuri cittadini’ ma ‘cittadini del presente’
C’è sicuramente più sensibilità che nel passato per il ruolo dei bambini nella società contemporanea. Eppure ancora troppo spesso le decisioni politiche vengono prese esclusivamente da e per gli adulti, relegando l’infanzia in una posizione marginale e passiva.
In questo contesto si inserisce il pensiero di Claire Lerner, che ha portato all’attenzione internazionale il tema dell’adultocrazia, ovvero quel sistema culturale e sociale in cui la voce dei bambini viene sistematicamente ignorata o sottovalutata. L’infantismo, inteso come prospettiva che riconosce i bambini come soggetti portatori di diritti, dignità e capacità di partecipazione, invita a ripensare il rapporto tra generazioni.
Non si tratta di attribuire ai minori responsabilità che non competono loro, ma di riconoscere che le politiche pubbliche, l’organizzazione degli spazi urbani, i modelli educativi e le scelte sociali hanno un impatto diretto sul loro presente e sul loro futuro.
Il principio non è nuovo. Già la United Nations con la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza ha affermato con chiarezza che i bambini sono titolari di diritti civili, sociali e culturali. Tuttavia, nella pratica quotidiana tali diritti restano spesso incompiuti: i minori continuano ad avere uno spazio limitato nei processi decisionali che riguardano la scuola, la città, la salute, il tempo libero e la qualità dell’ambiente in cui crescono.
Meritocrazia Italia chiede che la tematica dell’infanzia torni al centro dell’agenda politica. Una società che non ascolta i bambini è una società che rinuncia a progettare il proprio futuro.
Per questo si propongono alcune linee di intervento concrete.
– istituzione di Consigli dei bambini e dei ragazzi nelle città: creare organismi consultivi locali in grado di rispondere alle esigenze e alle peculiarità del caso, in cui bambini e adolescenti possano esprimere opinioni su scuola, spazi pubblici, mobilità e ambiente urbano. Tali consigli, già sperimentati con successo in diverse realtà europee, consentono di sviluppare cittadinanza attiva fin dall’infanzia;
– Città a misura di bambino: promuovere politiche urbanistiche che privilegino sicurezza, accessibilità e socialità: più aree verdi, percorsi pedonali sicuri per andare a scuola, spazi pubblici pensati anche per il gioco e la crescita;
– educazione all’ascolto nelle Istituzioni scolastiche: introdurre percorsi educativi dedicati alla partecipazione e al dialogo intergenerazionale, affinché la scuola diventi il primo luogo in cui i minori imparano ad esprimere idee, bisogni e proposte:
– valutazione d’impatto delle politiche pubbliche sui minori: ogni grande decisione politica dovrebbe essere accompagnata da una valutazione preventiva del suo impatto sui bambini e sugli adolescenti, analogamente a quanto avviene per l’impatto ambientale;
– rafforzamento delle politiche di tutela e benessere dell’infanzia: investire in servizi educativi, sostegno alla genitorialità, salute mentale e prevenzione del disagio minorile, per garantire a tutti i bambini pari opportunità di crescita.
Contrastare l’adultocrazia non significa ridurre il ruolo degli adulti, ma renderli più responsabili. Significa riconoscere che i bambini non sono semplicemente “futuri cittadini”, ma cittadini del presente, portatori di diritti e di una visione del mondo che può arricchire la società nel suo complesso.
Stop war.
