NON C’È PIÚ TEMPO. AZIONI IMMEDIATE A TUTELA DELL’AMBIENTE – COMUNICATO 16.01.21

NON C’È PIÚ TEMPO. AZIONI IMMEDIATE A TUTELA DELL’AMBIENTE – COMUNICATO 16.01.21

Accade che i problemi del quotidiano assorbano l’attenzione e distraggano da questioni che pure meriterebbero soluzione e che hanno radici più lontane nel tempo e nello spazio.
Ma è miope ed egoistica la convinzione secondo la quale rileva soltanto ciò che ha impatto immediato e diretto sulla propria sfera individuale, in disparte, invece, ciò che procura nefasti effetti lungolatenti, destinati a incidere negativamente sul destino delle generazioni future.
È forse l’istinto autoconservativo a indurre a cercare rifugio negli affanni domestici e a dismettere illegittimamente ogni responsabilità sul resto.

Uno dei fenomeni che la crisi emergenziale sembra aver messo in ombra è la catastrofica situazione in essere di Groenlandia e Antartide.
Agli studi condivisi, la perdita dei ghiacci sta prendendo un’accelerata che la porta a essere circa sei volte più veloce rispetto agli anni Novanta. 81 miliardi di tonnellate annue di ghiacciaio perso allora diventano 475 miliardi nel 2018.
La schizofrenia climatica, l’anomalia di temperature molto alte e il riscaldamento degli oceani – dovuti a una scellerata immissione nell’atmosfera di gas serra e altre sostanze inquinanti – procurano variazioni ingestibili e incontrollabili.
Lontano dalla vista, il problema sembra inesistente. Resta estraneo alla preoccupazione dei più.
E invece l’innalzamento del livello del mare lascia prevedere con ragionevole certezza prossime inondazioni costiere e, in prospettiva di qualche decennio, la scomparsa di intere città. La trasformazione di alcuni habitat naturali ha già provocato l’estinzione di importanti componenti della flora e della fauna mondiale; a rischio anche orsi polari e tartarughe marine.

Nuovi desolanti scenari sono all’orizzonte.

L’Europa non resta immune dal problema. Si pensi a quelle aree allocate a centinaia di chilometri dalle Alpi svizzere, ove, proprio per il minor apporto dello scioglimento della neve e dei ghiacciai, l’impatto dei grandi fiumi – Rodano, Reno, Danubio e Po – potrebbe scemare considerevolmente in estate. Con conseguenti difficoltà per la navigazione e, quindi, per le comunicazioni commerciali, e pericolosa riduzione delle riserve idriche da destinare all’agricoltura.

Contenere il danno è possibile grazie alla realizzazione di nuovi e consistenti bacini idrici, riadeguando il piano delle coltivazioni o ripensando i metodi di irrigazione. Alcuni Paesi d’Europa si sono già attrezzati con sistemi di dighe e barramenti.

Di là dalle cure possibili al male, Meritocrazia Italia reputa fondamentali immediati interventi a supporto di un ecosistema che si mostra, oggi più che in passato, a elevata vulnerabililità.
Per questo è essenziale, tra l’altro,

– intraprendere da subito una politica di maggiore lungimiranza, impegnata in una programmazione fatta di sostenibilità e calibrata, in ogni ambito, sulla misurazione dell’impatto ambientale e sociale di ogni opzione;

inibire o fortemente regolamentare l’utilizzo di combustibili pesanti;

– sviluppare un mercato di tecnologie energetiche efficienti e a basse emissioni di carbonio, assicurando che le imprese possano beneficiare delle opportunità derivanti da un nuovo approccio all’energia;

favorire la riqualificazione e riconversione energetica nel settore edile e dei trasporti sia pubblici che privati;

– creare un sistema di incentivi e disincentivi nella filiera industriale per una maggiore sensibilizzazione all’utilizzo di materie di riciclo, dalle plastiche ai materiali ferrosi: la previsione di premialità escluderebbe la problematica del pricing e del ‘fuori mercato’ rispetto all’economia del fast and cheap e consentirebbe di tramutare il beneficio economico in beneficio ambientale;

investire nella ricerca nel settore dell’energia, anche attraverso l’utilizzo delle risorse messe a disposizione dalla UE a sostegno dello sviluppo di energia pulita, sicura ed efficiente e dello sviluppo sostenibile.

Ciò si propone nella consapevolezza che il maggiore contributo non può che provenire dall’acquisizione di una più adeguata coscienza civile e ambientale da parte dei singoli.
Meritocrazia si impegna nella promozione di condotte virtuose e responsabili di consumo sostenibile, sollecitando, tra l’altro, l’ottimizzazione dei consumi energetici e la scelta di fonti rinnovabili per l’approvvigionamento anche domestico, un più frequente ricorso ai sistemi di mobilità dolce, l’opzione per una alimentazione consapevole che possa anche avere l’utilità di limitare i costi di produzione per allevamenti intensivi.



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