PER UNA COESIONE SOCIALE A VOCAZIONE NAZIONALE

PER UNA COESIONE SOCIALE A VOCAZIONE NAZIONALE

Termine di natura sociologica, per coesione sociale s’intende l’insieme dei comportamenti e dei legami di affinità e solidarietà tra individui o comunità tesi ad attenuare, in senso costruttivo, disparità legate a situazioni sociali, economiche, culturali ed etniche. Il concetto nasce in Francia alla fine del 1800 dalla visione originale della società dell’antropologo e sociologo Émile Durkheim, secondo il quale l’esperienza collettiva non corrisponde semplicemente alla somma delle esperienze individuali ma alla loro sintesi.

La forma storicamente più rilevante di coesione sociale è rappresentata dalla religione, ma rilevante è anche quanto riguarda il mondo dello sport.

Nel 2010, il Consiglio d’Europa ha definito i 5 aspetti principali riconducibili ad una società coesa: inclusione sociale,
tensioni economiche etniche e sociali,
fiducia interpersonale,
partecipazione civica e politica,
senso della comunità e attaccamento.

L’Italia si colloca in una posizione preoccupante, mostrando valori bassi per quanto riguardo la percezione di inclusione sociale, fiducia interpersonale e istituzionale e impegno civico e politico. Valori più elevati per attaccamento alla propria area locale e rapporti con i vicini.

La Toscana, in particolare, a partire dal 2019, ha aperto una serie di bandi volti alla creazione di iniziative verso l’integrazione e coesione sociale e la tutela di bisogni essenziali, permettendo agli enti interessati la possibilità di avviare dei progetti su 5 temi di interesse di coesione sociale.
Il principale obiettivo è quello di sostenere un progetto di società civile che escluda l’abbandono e l’emarginazione di chi, anche straniero, dimori in Toscana e sia privo di mezzi di sostentamento e di reti per l’inserimento sociale e lavorativo attraverso il sostegno e la diffusione di interventi per l’inclusione e la coesione sociale.
Oltre alla promozione di nuovi progetti, la Regione ha inteso garantire e implementare le realtà e i progetti già presenti sul territorio, fornendo un servizio integrato di orientamento e accompagnamento, con particolare riferimento ai cittadini stranieri che necessitano di reale supporto sia sotto un punto di vista lavorativo che di locazione, di formazione linguistica, e di assistenza sanitaria. Naturalmente questo percorso necessita di una forte collaborazione e sinergia tra le Istituzioni e tutte le realtà coinvolte sia in modo diretto che indiretto nel Terzo Settore e in riferimento alle altre risorse del territorio regionale.
Per far fronte a queste iniziative la Regione ha previsto uno stanziamento di € 4.000.000,00, prevedendo però la compartecipazione obbligatoria dal punto di vista economico delle realtà coinvolte con almeno il 10% del costo complessivo del progetto.
La strategia generale del Piano d’Azione dovrà intervenire non solo su uno specifico e ristretto gruppo di disagi, sia esso di un gruppo sociale, luogo o territorio, bensì sul contesto, agendo sulla comunità e le sue componenti rendendole più accoglienti, integrate e sicure.
Questi interventi, già in parte avviati, possono indurre ad agire secondo un senso comune e per un benessere collettivo in modo quasi autonomo senza la costante necessità di una spinta legislativa.

Attualmente, è necessaria una ulteriore spinta generata da iniziative similari ma volte con particolare riferimento a una rigenerazione urbana e a una maggiore sensibilizzazione all’interno dei percorsi di formazione scolastica, dove realmente le generazioni future. Sono iniziative che, se promosse in modo corretto all’interno del territorio regionale e attivate da gruppi ben organizzati e lungimiranti, possono realmente fornire ai problemi sociali locali.

Fondamentale è un’opera di forte sensibilizzazione a livello nazionale, a respiro non puramente locale. Mediante la promozione culturale di eventi e progetti che interessino con priorità i giovani e la fascia in età scolastica.
Non del tutto auspicabile è creare politiche di coesione ad hoc per singoli territori, che potrebbero portare addirittura ad una ulteriore differenza percepita tra un territorio e l’altro facendo così emergere in modo ancora più forte un divario sociale più accentuato.

Il processo è lungo e deve seguire linee programmatiche di lungo periodo. E gli auspicati risultati potranno essere percepibili concretamente solo con il cambio generazionale.



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