Prezzi alle stelle per lettini e ombrelloni: si tutelino i consumatori, ma si accelerino anche le operazioni di mappatura del demanio marittimo

Prezzi alle stelle per lettini e ombrelloni: si tutelino i consumatori, ma si accelerino anche le operazioni di mappatura del demanio marittimo

È arrivata l’estate, gli italiani organizzano le vacanze e inquietano le previsioni sul ‘caro prezzi’ degli stabilimenti balneari.
Già lo scorso anno il costo di ombrellone e lettini raggiungeva livelli irragionevoli, sia pure con variazioni da Regione a Regione, da stabilimento a stabilimento.

Una delle principali cause del problema sono gli aumenti dei costi di gestione degli stabilimenti. Gas, luce, tutte le utenze e le materie prime, ma soprattutto i canoni imposti per il 2023. Sulle teste dei gestori delle spiagge incombe anche l’incertezza legata alle concessioni demaniali, il cui futuro è tutt’ora in discussione, una situazione che non aiuta certamente il comparto, che alla fine dello scorso anno ha visto aumentare i canoni di locazione a doppia cifra.
Per la stagione estiva 2023, poi il rischio è che le spiagge restino senza bagnini. Non mancano infatti solo camerieri e cuochi, ma anche quei professionisti del soccorso altamente specializzati necessari a garantire il servizio pubblico di vigilanza e di salvataggio. La questione non è solo economica. Gli addetti possono guadagnare dai 1.800 euro netti al mese (per chi è alle prime armi) fino ai 3.000 euro per i senior. Cifre non reputate adeguate rispetto all’impegno previsto, occupando 12 ore al giorno, e 7 giorni 7.

Ciò nonostante, le prenotazioni per lettini e ombrelloni segnano un’impennata, con richieste di preventivo che avevano superato il 40% già a inizio anno.
Il risultato: aumenti dal 10% e fino al 25% per affittare un ombrellone e due lettini in spiaggia; in media si sfiorano i 2.000 euro a famiglia per stagione.

Occorrerebbe per certo un intervento di regolazione dei prezzi, anche in relazione alla reale qualità dei servizi offerti, con monitoraggio costante realizzato anche grazie al supporto delle associazioni dei consumatori.
Meritocrazia Italia reputa altresì di assoluta urgenza che i lavori del tavolo interministeriale istituito lo scorso 12 maggio, per avviare la mappatura del demanio marittimo, lacuale e fluviale italiano e delle relative concessioni, procedano celermente, per addivenire al più presto all’improcrastinabile riordino dell’intero settore. Che la mappatura abbia come obiettivo stabilire la reale ed effettiva disponibilità delle risorse naturali, individuando le aree più povere delle coste, i tratti di demanio adibiti a discariche, poligoni militari dismessi, ruderi industriali in disuso. Vi sono chilometri di costa, ad esempio, occupati da binari ferroviari che rendono impossibile anche solo il libero accesso al mare, di aree da bonificare e valorizzare, per creare nuove aziende, e una reale concorrenza, attraverso l’utilizzo di nuove spiagge fruibili e sicure. Questo certamente avrebbe un impatto decisivo sui prezzi praticati dagli stabilimenti.
La mappatura consentirebbe, altresì, di individuare tratti di costa ‘libera’, a tutto vantaggio della collettività.
Insomma, serve far ripartire al più presto investimenti bloccati da troppi anni, ed evitare il caos che potrebbero generare autonome iniziative dei singoli comuni.

Stop war.



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