Protesta dell’autotrasporto: senza logistica il Paese si ferma. Meritocrazia Italia chiede un tavolo permanente e riforme strutturali, stop a interventi tampone.
Roma, 21 ottobre 2026 – Non si placano le proteste degli autotrasportatori sul territorio nazionale.
Quando la spina dorsale della nostra logistica incrocia le braccia, è l’intero sistema economico e sociale del Paese a subire un colpo letale, con ripercussioni immediate sui cittadini e sui beni di prima necessità.
Non si può non riconoscere la verità del disagio. È reale l’esasperazione di una categoria schiacciata da anni tra l’esplosione dei costi del carburante, l’aumento dei pedaggi, la carenza cronica di conducenti e una burocrazia asfissiante. Non si può pretendere che le imprese di trasporto assorbano indefinitamente i rincari senza tutele, né si può ignorare il grido di allarme di chi lavora sulle nostre strade garantendo il funzionamento dell’Italia.
Bonus una tantum e decreti flussi temporanei si sono dimostrati palliativi insufficienti. Serve una visione industriale della mobilità delle merci.
Meritocrazia Italia chiede con urgenza:
– l’istituzione di un tavolo di crisi permanente, per un confronto immediato tra esecutivo, associazioni di categoria e committenza per stabilire tariffe minime di sicurezza e garantire la sostenibilità economica dei viaggi;
– interventi decisi sui costi contrattuali per favorire il ricambio generazionale, rendendo la professione del conducente attrattiva e dignitosa per i giovani;
– semplificazione e digitalizzazione, con abbattimento dei tempi burocratici per il rilascio delle patenti superiori (CQC) e per le autorizzazioni al trasporto speciale;
– transizione sostenibile ma pragmatica: sostegni concreti e realistici per il rinnovo delle flotte commerciali, evitando scadenze ideologiche che penalizzano le piccole e medie imprese italiane senza offrire alternative infrastrutturali valide.
«Il merito di una nazione si misura anche dalla capacità di valorizzare chi ne garantisce il movimento quotidiano», dichiara il Presidente nazionale Avv. Walter Mauriello. «Chiediamo sia responsabilità ai manifestanti affinché la protesta rimanga nei binari della legalità e del rispetto della collettività, sia fermezza e prontezza alla politica. Non è più il tempo dei rinvii: la logistica italiana merita dignità, programmazione e tutele strutturali».
Stop war.
