REFERENDUM SULLA RIDUZIONE DEL NUMERO DEI PARLAMENTARI – COMUNICATO 28.02.2020

REFERENDUM SULLA RIDUZIONE DEL NUMERO DEI PARLAMENTARI – COMUNICATO 28.02.2020

Il taglio dei parlamentari dal popolo di Meritocrazia è visto, così come oggi è stato rappresentato, decisamente come uno spot populista al fine di raccogliere il consenso dell’opinione pubblica, ma non risolverà né il problema dei costi della politica né quello dell’inefficienza delle istituzioni.

La principale osservazione è che la riduzione dei parlamentari potrebbe risultare un vulnus alla democrazia, indebolendola fortemente, in base al principio di rappresentanza territoriale, in quanto alcune zone del Paese sarebbero prive di rappresentanti in Parlamento.

Altrettanto significativa sarebbe l’incognita delle scelte dei rappresentanti che si ridurrebbe, assurgendo ad una mera assunzione (in termini di posti di lavoro), da parte delle segreterie dei partiti se non ci sarà una contestuale e coerente modifica della legge elettorale volta ad evitarlo. Ed infine la riduzione della spesa dei parlamentari tagliati risulterebbe irrisoria non intaccando i veri costi inutili della burocrazia parlamentare. Gli intervenuti all’odierno dibattito hanno proposto, quasi nella totalità dei casi, di rendere il parlamento più efficiente anche con l’eliminazione del bicameralismo perfetto. Due camere che fanno la stessa attività risulta un inutile spreco di energia umana ed un freno al confronto parlamentare che è l’anima della democrazia. Tutti hanno considerato che il Parlamento ha bisogno di più qualità e non solo di meno quantità. Una riforma seria e concreta dovrebbe basarsi su una modifica dei ruoli delle due camere, sulla riduzione degli inutili privilegi, sulla selezione di rappresentanti qualificati, su un sistema di elettorale proporzionale.

La riduzione del numero dei parlamentari rischierebbe allo stato di rendere solo più forti i “potenti” della politica e sempre più debole e distaccato l’elettorato attivo, il quale essendo meno rappresentato risulterebbe meno ascoltato. Un Paese che si definisce democratico non può pensare di risolvere il problema dei costi della politica solo con una mera operazione di facciata quale la riduzione di parlamentari cioè di rappresentanza; si rischia di modificare lo Stato da democratico ad oligarchico. La conclusione potrebbe essere detta in uno slogan: non è importante il taglio della quantità, se non accompagnato dall’aumento della Qualità.

Meritocrazia Italia auspica che il popolo sia attento e scrupoloso nello scegliere l’opzione che davvero potrebbe essere utile alla tenuta democratica del Paese ritenendo che tale presupposto non sia presente nel quadro normativo che sarà sottoposto al vaglio del referendum costituzionale del 29 marzo 2020. Bisogna dare un segnale alla politica: riforme possibili solo quando sono concretamente utili e necessarie.



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