RILANCIO: PUNTARE SULLE IMPRESE E ABBATTERE LA BUROCRAZIA

RILANCIO: PUNTARE SULLE IMPRESE E ABBATTERE LA BUROCRAZIA

C’è l’azienda che racconta, tra i tanti subiti, due casi di malaburocrazia, c’è il grande gruppo alimentare che ne avverte il peso sui suoi ritmi di sviluppo e vuole farne una battaglia culturale e c’è l’imprenditore edile sballottolato tra uffici, timbri e autorizzazioni.

Tutti casi che hanno in comune una burocrazia soffocante che ritarda, rallenta od ostacola ogni investimento o progetto di sviluppo. Tutti i casi in fondo si assomigliano. Vi sono addirittura 3 episodi di malaburocrazia al giorno.

«C’è sempre – denuncia Beppe Fragrasso, presidente di Ance Bari – un timbro che manca, poi domani manca una carta, dopodomani una firma. Siamo stanchi: paghiamo gli oneri e vogliamo essere rispettati».

All’estero invece si realizza presto e bene.

Fino al 13 maggio scorso, ossia 10 giorni fa, della platea di 125mila lavoratori pugliesi che attendono la cassa integrazione in deroga, solo il 10% si è visto accreditare quanto gli spetta. La lungaggine burocratica, in questi due mesi di blocco delle attività, è stato in assoluto il fardello più pesante da sopportare. Occhi puntati su INPS, Regione e Stato, tra annunci disattesi e tasche vuote.

Ebbene la buona notizia è che i soldi ci sono e, da dieci giorni, la Regione ha finito di istruire le pratiche. Ci vorranno però almeno tre settimane per vedersi accreditare la cassa integrazione in deroga. Questo stando sempre a quanto comunicato dall’ente. Gli aventi diritto agli ammortizzatori sociali sono 220mila lavoratori in tutta la regione, tra cassa ordinaria, straordinaria e in deroga.

La sola cassa integrazione in deroga, per fare un esempio, conta 36.778 pratiche. Il 90 per cento sono state evase, ne restano poco più di 3mila e sono o incomplete o errate. I tempi, per queste ultime, per ovvi motivi, si allungano.

Per questo il Governo in questi giorni sta tentando l’accelerata e uno snellimento della procedura. Troppi cavilli non giovano né all’INPS, spesso nell’occhio del ciclone, né ai beneficiari. “Mentre in Puglia fino ad ora non si è mossa foglia e non si è visto alcun intervento concreto, per quanto giornalmente sollecitato, a sostegno delle nostre realtà economiche e siamo paurosamente indietro nel pagamento della cassa integrazione, ci sono Regioni come il Piemonte che hanno varato un procedimento semplice, senza burocrazia, per erogare risorse a fondo perduto alle imprese“.



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