Rimodulazione PNRR: MI avanza proposte per la sanità

Rimodulazione PNRR: MI avanza proposte per la sanità

Fa discutere la scelta di intervenire in modifica su alcuni obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
La rimodulazione si concentrerà principalmente sulla tempistica dei progetti.

Con particolare riferimento alle strutture sanitarie di prossimità, le modifiche proposte fanno seguito a un’attenta attività di rilevazione e monitoraggio delle criticità sul piano esecutivo e consistono nella rimodulazione del target da un punto di vista quantitativo o nel differimento della scadenza. Le strutture espunte a seguito della rimodulazione del target verrebbero realizzate mediante il ricorso alle risorse nazionali del programma di investimenti in edilizia sanitaria e ammodernamento tecnologico ex art. 20, l. n. 67 del 1988, o, se necessario, mediante riprogrammazione delle risorse della politica di coesione (FSC). Si punta anche sull’ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero.

Meritocrazia Italia torna a evidenziare che la medicina territoriale non potrà essere declinata esclusivamente affidandosi alle Case di Comunità e agli Ospedali di Comunità che erano troppo pochi all’epoca e oggi sono ancora meno.
Propone piuttosto di:
– dare priorità alle Case di Comunità e agli Ospedali di Comunità nei centri con maggior numero di abitanti e fornire l’assistenza territoriale nei centri più piccoli attraverso il potenziamento delle strutture esistenti costituite dagli studi dei medici di famiglia, dei pediatri di libera scelta e dalle farmacie comunali e convenzionate;
– riconoscere a tutti i medici il diritto agli incentivi per l’assunzione del personale di studio ed infermieristico;
– potenziare la presa in carico dei pazienti fragili e cronici, anche attraverso l’uso di strumenti elettronici, al fine di ridurre gli scompensi e controllare l’aderenza terapeutica, proponendo ai medici e ai farmacisti accordi nazionali e/o regionali che potenzino la loro capacità erogativa;
– diffondere stili di vita sani attraverso i media e la TV di Stato, nonché presso le scuole e attraverso piattaforme social più usate dai giovani;
– investire in campagne di prevenzione attraverso screening antitumorali e vaccinale caldeggiando l’adesione a cicli vaccinali non obbligatori, ma consigliati, al fine di ridurre il numero di patologie o anticiparne il più possibile la diagnosi;
– ridurre le liste d’attesa per le prestazioni diagnostiche di primo livello, che possono essere eseguite anche all’interno degli studi medici o delle farmacie, siglando appositi accordi con lo OOSS competenti;
– affrontare le liste di attesa per interventi ed esami diagnostici più complessi presso le strutture pubbliche riconoscendo ai medici e al personale sanitario il compenso per il lavoro straordinario ma contingentando il ricorso all’intra-moenia, soprattutto se le liste d’attesa superano livelli soglia ingiustificabili ed in più di un caso immorali;
– investire nelle strutture per anziani non esclusivamente sanitarie, in modo da garantire alla popolazione una vecchiaia più sicura e “comoda”, alleggerendo le famiglie di oneri organizzativi, fisici ed economici, difficilmente compatibili con gli impegni familiari e lavorativi;
– riconoscere il valore delle associazioni di volontariato in ambito sanitario (laiche e religiose), aumentando bandi, finanziamenti e convenzioni che possano massimizzare l’efficacia dell’encomiabile lavoro svolto da tali volontari.

Stop war.



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