Rinnovo contratto medici ospedalieri. MI: sia riconosciuto il pagamento integrale delle ore aggiuntive

Rinnovo contratto medici ospedalieri. MI: sia riconosciuto il pagamento integrale delle ore aggiuntive

È in discussione il rinnovo del contratto dei medici ospedalieri.
Il nodo principale da sciogliere in queste importanti trattative è costituito dall’insopportabile carico di lavoro che i sanitari italiani si trovano a dover affrontare quotidianamente. Un problema sollevato non da oggi anche da Meritocrazia Italia.
A fronte di un contratto di lavoro che prevederebbe 38 ore di lavoro settimanale, troppo spesso la media delle ore lavorate arriva a 70, sacrificando i riposi previsti per legge, alimentando il burnout dei sanitari e i contrasti con i pazienti, e aumentando il rischio di commettere errori (che sono poi fonte degli ingenti risarcimenti che fiaccano le già esigue risorse del SSN).

Alla fine, sono i sanitari in attività a sopperire alle carenze del sistema con prestazioni non remunerate.

Sembrerebbe che l’ipotesi di rinnovo in discussione preveda un forfait per le ore lavorate rispetto all’orario normale di circa € 60,00 in più alla settimana.
Una remunerazione simbolica, irrisoria, rispetto alla quantità e qualità di lavoro svolto dai professionisti sanitari, che comunque contribuiscono a un notevole risparmio di spesa coprendo posizioni vacanti.

Meritocrazia Italia auspica che le ore lavorate in più rispetto a quelle stabilite dal contratto di lavoro vengano tutte remunerate almeno quanto l’orario ordinario. Qualora i bandi non andassero deserti e i medici previsti da pianta organica fossero disponibili e regolarmente assunti, il servizio sanitario affronterebbe costi ben maggiori rispetto a quelli che sopporta oggi e non è giusto che questo risparmio venga maturato a carico dei professionisti che, con professionalità, dedizione e spirito di abnegazione, continuano a garantire un servizio essenziale.
Meritocrazia Italia suggerisce inoltre di remunerare l’orario aggiuntivo applicando la flat tax al 15% o comunque applicando un regime fiscale che consenta di non sottoporre tali importi a trattenute previdenziali e fiscali, in modo da massimizzarne l’utilità per il sanitario e al contempo riducendo lo stanziamento necessario.

Stop war.



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