Si introduca un nuovo CCNL per gli assistenti all’autonomia e alla comunicazione nel settore scolastico

Si introduca un nuovo CCNL per gli assistenti all’autonomia e alla comunicazione nel settore scolastico

Tornano a manifestare gli assistenti all’autonomia e comunicazione.

Se ne parla poco, ma si tratta di una figura professionale importante, introdotta con la l. n. 104 del 1992 e affidata alla competenza di enti territoriali, Regioni, ex Provincie e Comuni. Oggi la presenza di assistenti all’autonomia e alla comunicazione è garantita alle scuole attraverso cooperative autorizzate, con finanziamenti annuali, sempre più carenti, emessi dagli enti locali, con lo Stato che, con periodicità non costante e regolare, contribuisce a “potenziare” tale servizio.

Tra le principali lamentele, l’eccessiva precarietà di questa figura professionale così gestita.
Dipendere dagli enti territoriali comporta una disparità di trattamento, perché ci sono Comuni più virtuosi in cui il servizio viene attivato e Comuni nei quali non parte affatto.
Dal punto di vista professionale, la retribuzione è talora davvero irrisoria (7/8/9 euro l’ora), con contratti quasi mai rispettati, con retribuzioni a cottimo e diritti (ferie o maternità) inesistenti e non garantiti, per non riportare i ritardi nei pagamenti retributivi o la loro sospensione
Questo comporta un grave impoverimento della funzione assistenziale, e la carenza di personale che si tra-duce in un ulteriore aggravio di problemi per le famiglie degli alunni con disAbilità.

Vanno sostenute con forza le motivazioni del d.d.l. n. 236 del 2022, con il quale si è proposta la stabilizzazione degli assistenti all’autonomia e alla comunicazione, mirando alla loro internalizzazione presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito.
V’è, però, una carenza nel disegno di legge per come presentato, bisognerebbe garantire la regolarizzazione anche per le scuole dell’infanzia gestite dai comuni.
Non convince, inoltre, data la carenza di personale, la norma transitoria che prevede quale requisito aver esercitato la profes-sione per un periodo relativamente lungo, in quanto il passaggio a dei requisiti più stringenti comporterà di fatto un non adeguato servizio ai fruitori finali di tale professione: i disabili e le loro famiglie.
Sarebbe il caso, dunque, verificare le effettive necessità numeriche e prevedere concorsi o opportunità, in caso di necessità, anche per coloro in possesso di titoli qualificanti e certificati.

Meritocrazia Italia chiede un immediato intervento, affinché che tale importante figura professionale sia presto diffusa su tutto il territorio nazionale per ogni scuola, di ogni ordine e grado, e sia valorizzata con un contratto collettivo stabile ed equamente retribuito.

Stop war.



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