Sospensione delle attività scolastiche durante in ramadan: si valuti il contesto, non si giudichi in base a condizionamenti ideologici

Sospensione delle attività scolastiche durante in ramadan: si valuti il contesto, non si giudichi in base a condizionamenti ideologici

Alcune scuole riconoscono la sospensione delle attività in concomitanza con gli ultimi giorni del mese del ramadan, tradizionalmente celebrati da sontuosi festeggiamenti da parte della comunità islamica. Ed è immediatamente polemica.
Il tema si presta a strumentalizzazioni politiche.

Tanti son i dubbi sollevati in ordine all’effettività del principio di laicità dello Stato italiano, principio in base al quale l’organizzazione sociale non deve far propria alcuna morale di matrice religiosa, che può essere ricavano dall’impegno costituzionale nella garanzia del pluralismo culturale e che è stato espressamente riconosciuto dalla Corte costituzionale già con una storica sentenza del 1989. Si allinea da ultimo anche la giurisprudenza europea, che parla di vero e proprio obbligo per il singolo Stato di astenersi dall’imporre, sia pure indirettamente, credenze nei luoghi in cui le persone sono dipendenti da esso o in posti in cui sono particolarmente vulnerabili, sottolineando che la scolarizzazione dei ragazzi rappresenta un settore particolarmente delicato a tale proposito.

Si riconosce all’Italia una particolare apertura, almeno negli ultimi anni, nei confronti delle religioni minoritarie in ambito scolastico. E’ consentito l’utilizzo del velo islamico e di altri abbigliamenti o simboli a connotazione religiosa; l’inizio e la fine del ramadan sono spesso celebrati nelle scuole in modi e forme di verse; l’insegnamento religioso è ammesso per tutte le confessioni riconosciute; vengono tenuti in conto i bisogni degli alunni appartenenti a confessioni minoritarie (ad esempio gli alunni di religione ebraica hanno il diritto di non sostenere esami il sabato).
Le scuole, infatti, sono tenute ad un vincolo di coerenza con la normativa di rango primario o superprimario e valutare le misure più idonee per garantire il giusto equilibrio tra i diritti coinvolti.

Bilanciare principio di laicità ed esigenza di dare espressione e favorire lo sviluppo delle identità individuali non è sempre cosa semplice. Da qui le tantissime polemiche per la rimozione del crocefisso nelle aule scolastiche e la chiusura in occasione del ramadan.

Non è semplice neppure comprendere come adattare il calendario scolastico in relazione a esigenze particolari e ambientali, in attuazione dell’autonomia riconosciuta ai singoli istituti.
Con equilibrio e senza condizionamenti ideologici la bontà delle scelte va valutata in relazione al contesto.
Così la decisione di sospendere le attività nel periodo di ramadan si giustifica, ad esempio, quando la maggior parte degli allievi è di provenienza islamica ed in quei giorni comunque si assenterebbe dalle lezioni. Quando, cioè, non sospendere vorrebbe dire creare un disagio anche a tutti gli altri per via del conseguente disallineamento nello studio dei programmi.

Da sempre Meritocrazia Italia combatte contro le contrapposizioni ideologiche e invoca un approccio sostanzialista ai problemi, invitando spesso le Istituzioni a restare concentrare sulla concretezza delle esigenze della cittadinanza. Oltre ogni inutile polemica, si intervenga piuttosto contro gli integralismi e a tutela della salute, evitando ad esempio l’imposizione del digiuno a coloro che dalla stessa religione musulmana ne sarebbero esentati (giovanissimi, donne in gravidanza o soggetti ultrafragili).

Stop war.



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