UMBRIA: LA VIA DEL POTENZIAMENTO DELLE RETI VIARIE

UMBRIA: LA VIA DEL POTENZIAMENTO DELLE RETI VIARIE

Per il sistema locale, le infrastrutture, sia economiche che sociali, rappresentano uno dei fattori abilitanti per eccellenza.
In Umbria, la questione più delicata riguarda le reti viarie e ferroviarie, ormai tradizionale problema della Regione. In questo ambito, la via del potenziamento non è più eludibile.

L’Umbria è una regione in difficoltà. Negli ultimi dieci anni ha perso 13.3 punti di PIL, un dato peggiore di quello aggregato delle Regioni del mezzogiorno, senza tuttavia poter avere accesso alle medesime agevolazioni.
La portata degli effetti diretti e indiretti della crisi economico-sanitaria vede quindi nell’Umbria un soggetto più esposto e fragile, come confermato dalle ultime stime presentate da Banca D’Italia, che raffigurano un quadro molto allarmante, ponendola tra le Regioni più interessate dalla recessione.

La Regione avverte il bisogno di riposizionare l’intero sistema economico lungo la catena di valore, perseguendo strategie volte a una maggiore integrazione delle filiere e favorendo lo sviluppo di specializzazioni di settori evoluti, capaci comunque di concentrare nel territorio quote crescenti di valore aggiunto.
Tale visione lega al rilancio dello sviluppo e all’attrattività dell’Umbria la questione della sua accessibilità e della mobilità infra regionale, con l’accessibilità ferroviaria dell’aeroporto di San Francesco, e della mobilità intra regionale con interventi sull’accessibilità ai due capoluoghi e altri interventi di smart mobility regionale.
In questo senso la sfida che attende l’Umbria, per l’utilizzo dei fondi messi in campo dall’Europa, è quanto mai ardua posto che – sulla base dei parametri adottati dalla Commissione Europea – nel prossimo periodo di programmazione, non sarà più parte del gruppo delle Regioni maggiormente sviluppate, ma sarà inclusa tra quelle c.dd. ‘in transizione’.

Tra le linee di intervento necessarie per accrescere l’attrattività turistica, vi è il potenziamento della dotazione infrastrutturale, con un focus specifico sull’accessibilità dell’aeroporto regionale.
Tale infrastruttura, in posizione baricentrica tra Perugia e Assisi, è stata oggetto di importanti interventi di adeguamento e posizionamento tra il 2006 e il 2012, che hanno reso il San Francesco D’Assisi aeroporto idoneo a rappresentare un elemento di incoming turistico e di business legato a rotte europee, ma anche a diventare un aeroporto di riferimento per il centro Italia in sinergia con gli aeroporti della capitale.
Perché questo ruolo possa essere interpretato appieno è necessario intervenire sull’integrazione con i servizi ferroviari, sia migliorando l’accessibilità ferroviaria dell’aeroporto sia potenziando e velocizzando i collegamenti su Roma.

Atro intervento strategico, già incluso nel Piano Urbano della Mobilità sostenibile del Comune di Perugia e quindi occasione da non perdere, è la creazione di una infrastruttura stradale che colleghi l’area nord con quella sud della città di Perugia, con eliminazione del traffico di attraversamento del centro storico rendendo in tal modo accessibile il capoluogo regionale, con decisivo decongestionamento dei flussi di puro attraversamento delle parti della città estremamente sensibili, di interesse storico architettonico, che oggi portano inquinamento, vibrazioni e disagio acustico e minano alla base il ruolo di attrattore culturale della città stessa.

Privilegiando la centralità della mobilità urbana, anche per la città di Assisi si profila la possibilità di realizzare il Progetto regionale ‘Assisi, centro storico completamente libero da auto’, concepito come progetto pilota estensibile ad altre realtà connotate da particolari pregi, da regolare con servizi totalmente elettrici di mobilità per le persone e per le merci.

La Regione Umbria, inoltre, in armonia con l’indirizzo dato dal Ministero delle Infrastrutture che favorisce a livello nazionale una rete di opere diffuse per riparare opere preesistenti, è uno dei territori che maggiormente si presterebbe alla realizzazione di un tale orientamento, teso alla manutenzione straordinaria e alla messa in sicurezza e adeguamento delle opere d’arte, in particolare ponti e viadotti, delle infrastrutture stradali. La Regione ha infatti mantenuto la proprietà di circa 800 Km di strade ex Anas, oggi caratterizzate da notevole vetustà, e un simile intervento risulterebbe di fondamentale importanza, con il vantaggio di non stravolgere l’assetto viario e di consentire l’aumento della sicurezza per gli utenti, di prevenire effetti catastrofici (che generano interruzioni significative nelle reti di trasporto principale) e la resilienza al cambiamento climatico.

Il PNRR offre una pluralità di strumenti e una straordinaria quantità di risorse con ricadute più o meno dirette nella sfera di azione delle Regioni e sarà decisivo per quest’area, a bassa natalità e di alto tasso di emigrazione, offrire risposte innovative che consentano di non far ricadere sulle nuove generazioni il prezzo più alto dello shock degli ultimi anni.



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