UNA URGENZA ‘INVISIBILE’ – COMUNICATO 04.11.20

UNA URGENZA ‘INVISIBILE’ – COMUNICATO 04.11.20

Il recente evento pandemico e le nuove abitudini di vita imposte, alle quali frettolosamente ci si è dovuti abituare, portano con sé difficoltà diverse. Tra queste, ve ne sono alcune che insistono su un disagio pregresso fatto di indifferenza e disattenzione.

Soltanto in Italia sono circa 900.000 le persone affette da disabilità uditive.
La scarsa diffusione della conoscenza della Lingua Italiana dei Segni affida la comunicazione alla sola lettura del labiale. Va da sé che, con l’uso obbligatorio della mascherina di protezione, ogni interazione è compromessa.
Questo affatica la gestione del quotidiano da parte dei non udenti, anche nei più minuti atti di necessità (fare la spesa, accedere ai servizi postali o di banca, relazionarsi con gli uffici di p.a.,…), aprendo a un inaccettabile fenomeno discriminatorio e d’emarginazione sociale. E con grave pregiudizio per il diritto fondamentale alla normale vita di relazione.

Il problema, sollevato da più parti già nella prima fase di lockdown, è ancora senza soluzione.
La distribuzione di mascherine trasparenti, all’uopo predisposte, si è rivelata promessa non mantenuta. Di là dalle difficoltà di approvvigionamento, v’è anche che la diffusione non può essere affidata ai singoli.

Eppure, come rilevato non di recente dalla Corte costituzionale, la legislazione a tutela dei portatori di handicap ha segnato un radicale mutamento di prospettiva rispetto al modo di far fronte alle difficoltà delle persone affette da invalidità, da considerare come problemi non individuali, ma dell’intera collettività.
È segno dell’impostazione l’introduzione delle disposizioni generali per la rimozione delle barriere architettoniche anche negli edifici privati, che prescinde dalla effettiva utilizzazione da parte delle persone disabili.

Meritocrazia Italia, da sempre accorta alla miglior attuazione di politiche inclusive e alla rimozione di ogni possibile ostacolo alla esplicazione dei diritti fondamentali, chiede che, tra le misure di stretta emergenza, si provveda anche alla redistribuzione, su tutto il territorio nazionale, di mascherine trasparenti, almeno presso scuole di ogni ordine e grado, supermercati e uffici aperti al pubblico.

Nel verso del definitivo superamento del disagio e della massima diffusione di metodologie comunicative inclusive, Meritocrazia propone altresì:

– l’inserimento dello studio della Lingua Italiana dei Segni (LIS) nell’offerta formativa delle scuole di ogni ordine e grado, in un’ottica di bilinguismo tra lingua italiana parlata e scritta e LIS;

– la predisposizione di corsi di formazione per i dipendenti della p.a. aventi a oggetto lo studio di LIS e LIS tattile, nonché l’acquisizione, da parte della p.a., di una migliore dotazione strumentale informatica idonea a favorire la comunicazione con persone affette da disabilità uditiva e/o cecità;

– la riorganizzazione dei meccanismi di accesso ad ambienti, processi, prodotti e servizi, ivi compresi oggetti, strumenti, utensili e dispositivi, al fine di garantirne la comprensibilità, l’utilizzabilità e la praticabilità in condizioni di sicurezza e nella maniera più autonoma e naturale possibile;

– la predisposizione, a favore di persone sorde, con disabilità uditiva in genere e sordo-cieche, di sistemi di accesso a tutti i servizi di emergenza e pronto intervento mediante l’utilizzo delle nuove tecnologie, comprese le applicazioni mobili.

Non esistono microcosmi di affinità. Esiste una verità unica e plurale, fatta di preziosa diversità.
Un sistema sociale realmente equo è un sistema sociale che distribuisce le opportunità senza discriminazioni.



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