Voucher nel settore agricolo. Si punti a una più forte e non precaria contrattualizzazione del settore

Voucher nel settore agricolo. Si punti a una più forte e non precaria contrattualizzazione del settore

Stagionalità, costo della manodopera rapportato al costo del prodotto, carenza di personale ed alto tasso di occupazione sommersa rendono difficile assicurare adeguata regolazione al settore agricolo, ma, al contempo, impongono interventi di maggiore determinazione a tutela dei lavoratori del comparto.

A lungo si è puntato sui vantaggi dei c.dd. voucher che, da sistema per ‘regolarizzare’ almeno in parte il mercato, si sono fatti strumento utile ad occultare l’enorme sommerso.
Con la manovra finanziaria appena varata il lavoro agricolo occasionale subisce alcuni importanti correttivi, ma uno dei comparti più significativi sul piano dell’economia nazionale non può continuare a vivere di precarietà.

Meritocrazia Italia accoglie con favore il tentativo di regolamentare attraverso una contrattualistica specifica il mondo del lavoro nel settore agricolo. Per altro verso, tuttavia, reputa la disciplina adottata ancora incompleta. Come concepita, i benefici sarebbero limitati solo ad alcune specifiche categorie, quali percettori del reddito di cittadinanza, detenuti in semi libertà e studenti con un massimo di 25 anni. Il rischio è che, a conti fatti, l’applicazione della norma porti non benefici reali al mondo dell’agricoltura, ma un aggravamento delle già evidenti distorsioni.
Il limite, poi, dei 45 giorni come termine massimo di occupazione, sommabili con quelli svolti in altre categorie, se si pone come obiettivo quello di non far scattare gli ammortizzatori sociali (per i quali è previsto il termine minimo di 51 giorni), resta facilmente aggirabile, diventando di fatto strada maestra per eventuali esborsi, incontrollati, per le casse dello Stato.

Meritocrazia Italia sostiene con forza la necessità di un più stabile sistema contrattuale, ma crede opportuno
– non porre paletti in ingresso, come quelli previsti dalla legge di bilancio, per rendere il mercato realmente libero e non condizionabile;
– implementare il sistema dei controlli, per evitare l’uso del sommerso fortemente diffuso in tale comparto;
– procedere a serie verifiche al fine di non usare il settore agricolo come scivolo per ottenere altri vantaggi legati agli ammortizzatori sociali.
È indispensabile intervenire con una normativa di favore, ad esempio con introduzione di zone ZES per contribuzione e cuneo ribassate, come già proposto da tempo da Meritocrazia. L’obiettivo sia favorire il rilancio dell’occupazione stabile, evitando di dare diritto di asilo a uno strumento, quale i voucher, che fanno della precarietà il proprio tratto caratterizzante.

Stop war.



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