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Made in Italy per l'Italia 

Luogo :Palazzo Beltrani, Via Beltrani 51, Trani

Data: 21/06/2019

Orario: 3:30 pm


Made in Italy per l'Italia

pubblicato il 06.18.19

L'Italia che Merita

In MERITO alla bonifica di Bagnoli
In questi giorni è stato approvato il Praru di Bagnoli, il Programma di bonifica e rigenerazione urbana relativa allo stralcio urbanistico degli interventi. Questo passaggio, ritenuto fondamentale per le opere di recupero, ha definito la destinazione d'uso delle aree.
La Regione Campania, però, dichiara di non essere nelle condizioni di esprimere il proprio parere favorevole, permanendo una serie di criticità, quali la mancata chiarezza sul progetto di recupero delle abitazioni, sulle modalità di indennizzo in caso di esproprio e sulle garanzie di rientro negli immobili. Mancanza nell’attuale stralcio urbanistico di sufficiente documentazione ed elaborati necessari a fornire consistenza al piano. Mancata esplicitazione della sostenibilità finanziaria del programma in relazione alle opere ed alle infrastrutture pubbliche. Aleatorietà e indeterminazione del ricorso alle fonti private rispetto alla mancata definizione dei processi espropriativi.
Si è trattato, a detta del ministro Lezzi, di una «giornata storica». È la stessa ministra officiante, però, a metterci in guardia: per quanto celere possa essere il suo governo del cambiamento, ciò che si è deciso venerdì produrrà, se tutto va bene, il completamento dei lavori di bonifica entro il 2024, cioè tra cinque anni, così la vicenda di Bagnoli eguaglierà il record di durata della Guerra dei Trent’anni, come dichiara il giornalista del mattino, Antonio Polito, nel commento che faccio mio.
L’esperienza, però, insegna che basterebbe una crisi di governo, un cambio di sindaco, le elezioni regionali, una sentenza del Tar, la protesta di un comitato, un’inchiesta della Procura, per allontanare ancora l’obiettivo.
Ciò che emerge dalla analisi di Polito, è che le classi dirigenti meridionali non sanno usare i finanziamenti, gli investimenti, i fondi, di cui pure disporrebbero. Decine di miliardi di fondi europei non spesi, che da soli, potrebbero produrre più crescita di tutte le manovre in deficit dei governi nazionali che si succedono.
E allora riscriviamo le regole! Nuove regole che consentano di spendere quel fiume di denaro per due, tre grandi progetti al massimo, che farebbero la differenza portando al Sud le infrastrutture materiali e immateriali, civili e sociali, di cui il nostro territorio manca. Usiamo i fondi per una politica fiscale «speciale» in questa area che è un terzo dell’Italia, che consenta di abbattere le tasse su imprese e persone che devono spendere il doppio del loro tempo e della loro fatica per competere con chi, altrove, dispone di asili nido e di treni, di porti e di information technology, di verde e di ritiro dei rifiuti.
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pubblicato il 06.18.19

L'Italia che Merita

Il Presidente: Walter Mauriello ... Continua a leggereCompatta testo

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