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"Il merito" nelle istituzioni 

Luogo :Palazzo di Via del Seminario – Sala del Refettorio, Via del seminario 76, Roma

Data: 18/11/2019

Orario: 9:30 am


"Il merito" nelle istituzioni

pubblicato il 11.12.19

L'Italia che Merita

PLASTIC TAX: tassare o educare?
————————————-
Il Bilancio previsionale dello Stato per l’anno 2020, presentato dal ministro dell’Economiapresenta, all'articolo 79, l'introduzione della cosiddetta plastic tax – che riguarderà tutti i prodotti di plastica monouso e gli imballaggi, nella misura di €. 1 per kilogrammo, e dovrebbe portare nelle casse dello stato poco meno di 3 miliardi di euro tra il 2020 e il 2021. L’obiettivo sarebbe quello di sviluppare un’economia circolare, ridurre la quantità di rifiuti e di conseguenza contenere l’inquinamento, tutelando così l’ambiente. Di fatto, recependo, quanto meno in parte, la direttiva europea su determinati prodotti in plastica monouso, adottata lo scorso maggio, ma d'altro canto rappresenta un rischio per l’industria del settore. Per questo, sempre nella bozza, sono previsti incentivi per le aziende che operano con la plastica e decideranno di produrre materiali biodegradabili e compostabili. Si parla per il momento di un credito d’imposta del 10 per cento sulle spese sostenute. Ma l'interrogativo è: siamo sicuri che a pagare siano le Aziende? Si tratta di una tassa che ha diviso i partiti, ma al di là delle logiche politiche, dubbi e perplessità permangono alimentati da recenti stime, soprattutto dal timore che le aziende possano scaricare il prezzo della tassa sul consumatore finale. Federconsumatori prevede, infatti, che l’aumento potrebbe aggirarsi intorno ai 138 euro per famiglia, mentre il Codacons porta la stangata della plastic tax sino a 165 euro. E quindi al netto del fine di tutela ambientale su cui ben poco c'è da discettare, rimane un'incertezza: davvero il miglior modo per insegnare al popolo le buone abitudine e ad amare questo splendido pianeta è colpirlo alla tasca, ma poi siamo convinti che tassare sia meglio che educare.
di CHIARA ROMANO
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PLASTIC TAX: tassare o educare?
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Il Bilancio previsionale dello Stato per l’anno 2020, presentato dal ministro dell’Economiapresenta, allarticolo 79, lintroduzione della cosiddetta plastic tax – che riguarderà tutti i prodotti di plastica monouso e gli imballaggi, nella misura di €. 1 per kilogrammo, e dovrebbe portare nelle casse dello stato poco meno di 3 miliardi di euro tra il 2020 e il 2021. L’obiettivo sarebbe quello di sviluppare un’economia circolare, ridurre la quantità di rifiuti e di conseguenza contenere l’inquinamento, tutelando così l’ambiente. Di fatto, recependo, quanto meno in parte, la direttiva europea su determinati prodotti in plastica monouso, adottata lo scorso maggio, ma daltro canto rappresenta un rischio per l’industria del settore. Per questo, sempre nella bozza, sono previsti incentivi per le aziende che operano con la plastica e decideranno di produrre materiali biodegradabili e compostabili. Si parla per il momento di un credito d’imposta del 10 per cento sulle spese sostenute. Ma linterrogativo è: siamo sicuri che a pagare siano le Aziende? Si tratta di una tassa che ha diviso i partiti, ma al di là delle logiche politiche, dubbi e perplessità permangono alimentati da recenti stime, soprattutto dal timore che le aziende possano scaricare il prezzo della tassa sul consumatore finale. Federconsumatori prevede, infatti, che l’aumento potrebbe aggirarsi intorno ai 138 euro per famiglia, mentre il Codacons porta la stangata della plastic tax sino a 165 euro. E quindi al netto del fine di tutela ambientale su cui ben poco cè da discettare, rimane unincertezza: davvero il miglior modo per insegnare al popolo le buone abitudine e ad amare questo splendido pianeta è colpirlo alla tasca, ma poi siamo convinti che tassare sia meglio che educare.
di CHIARA ROMANO

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Ci vuole equilibrio quando si decide. La tassazione è inevitabile ma deve essere sempre equilibrata. Inseguire e perseguitare il contribuente significa torturare i buoni propositi di ripresa economica....ed ambientale

Qualsiasi intervento correttivo dovrebbe muoversi a mio avviso su un doppio binario parallelo: incentivi in una direzione e disingentivi nell'altra. A quanto sembra nel caso di specie gli incentivi sono a favore delle aziende (detrazione per investimenti) e i disingentivi (tassa) finiranno per essere a carico dei consumatori perché andranno a comporre la voce di costo con conseguente incidenza sul prezzo finale. Ma tant'è

La differenza tra tassare ed educare è come quella tra curare i sintomi di una malattia oppure la causa. Nel primo caso non avrò risolto veramente il problema, nel secondo, invece, l'avrò superato. Le tasse sono sicuramente giuste quando corrispondono a servizi erogati, altrimenti costituiscono un balzello per fare cassa, poco comprensibile e percepito per lo più come ingiusto.

Vista la difficile congiuntura economica, mi dà l'idea di una manovra per "fare cassa" (a danno dei cittadini), mascherata dal buon proposito di tutelare l'ambiente!!!

Assurdamente d accordo Carmen

pubblicato il 11.12.19

L'Italia che Merita

Save the date! ... Continua a leggereCompatta testo

Save the date!

pubblicato il 11.11.19

L'Italia che Merita

I MERCATI GLOBALIZZATI ED I PLAYERS EUROPEI
———————————
In un sistema giuridico, come quello dell'Unione Europea, in cui il principio della libera economia di mercato ispira politiche e azioni, l'obiettivo del raggiungimento di una concorrenza sana e efficace, è di centrale importanza, soprattutto nell'ottica di realizzare un mercato unico.
Nell’affrontare le sfide della globalizzazione, mentre il gigante asiatico prosegue inesorabile la sua espansione internazionale e soffiano sull’Europa i venti avversi dei dazi statunitensi, l’UE ha il delicato compito di realizzare un mercato unico che, da un lato, tuteli l’interesse dei consumatori europei e dall’altro, favorisca la crescita della competitività delle imprese, in modo da selezionare quelle più efficienti per far nascere i cc.dd. “campioni europei”, gli unici in grado di affrontare la concorrenza globale. Tuttavia il capitalismo, nell'ultimo ventennio, sembra aver imboccato una strada lastricata di tentazioni monopolistiche e quando le imprese dominano i mercati, alterano la libera concorrenza. Questa la motivazione per cui, ad esempio, la Commissione europea ha bloccato la fusione tra Alstom e Siemens, da cui sarebbe nato il primo campione eurpoeo dei sistemi ferroviari. Vietare le mega-concentrazioni dell’offerta e, soprattutto, l’abuso di posizioni dominanti, è condizione irrinunciabile per promuovere la spinta innovativa delle imprese, la sostituzione sul mercato delle imprese meno efficienti con altre più performanti, la buona mobilità della manodopera e la crescita del capitale umano. Tuttavia, anche presso la Commissione europea è ben chiaro che i “campioni europei” sono necessari nei mercati globalizzati in cui la dimensione è il principale motore della competitività, solo i grandi Player, infatti, sono in grado di sostenere il rischio dei “sunk cost”, ma bisogna evitare che la crescita delle dimensioni delle imprese, anche con fusioni e acquisizioni, contrasti con i principi della politica di concorrenza.
In questa prospettiva, in 30 anni, l’Antitrust europeo ha autorizzato il 95% delle proposte di concentrazione, ma sarà presto chiamata a nuove cruciali deliberazioni a partire dagli accordi internazionali in tema di produzione delle batterie per auto elettriche e su cc.dd. “progetti di interesse comune europeo”.
Di MANUELA LAMPITELLA
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I MERCATI GLOBALIZZATI ED I PLAYERS EUROPEI
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In un sistema giuridico, come quello dellUnione Europea, in cui il principio della libera economia di mercato ispira politiche e azioni, lobiettivo del raggiungimento di una concorrenza sana e efficace, è di centrale importanza, soprattutto nellottica di realizzare un mercato unico.
Nell’affrontare le sfide della globalizzazione, mentre il gigante asiatico prosegue inesorabile la sua espansione internazionale e soffiano sull’Europa i venti avversi dei dazi statunitensi, l’UE ha il delicato compito di realizzare un mercato unico che, da un lato, tuteli l’interesse dei consumatori europei e dall’altro, favorisca la crescita della competitività delle imprese, in modo da selezionare quelle più efficienti per far nascere i cc.dd. “campioni europei”, gli unici in grado di affrontare la concorrenza globale. Tuttavia il capitalismo, nellultimo ventennio, sembra aver imboccato una strada lastricata di tentazioni monopolistiche e quando le imprese dominano i mercati, alterano la libera concorrenza. Questa la motivazione per cui, ad esempio, la Commissione europea ha bloccato la fusione tra Alstom e Siemens, da cui sarebbe nato il primo campione eurpoeo dei sistemi ferroviari. Vietare le mega-concentrazioni dell’offerta e, soprattutto, l’abuso di posizioni dominanti, è condizione irrinunciabile per promuovere la spinta innovativa delle imprese, la sostituzione sul mercato delle imprese meno efficienti con altre più performanti, la buona mobilità della manodopera e la crescita del capitale umano. Tuttavia, anche presso la Commissione europea è ben chiaro che i “campioni europei” sono necessari nei mercati globalizzati in cui la dimensione è il principale motore della competitività, solo i grandi Player, infatti, sono in grado di sostenere il rischio dei “sunk cost”, ma bisogna evitare che la crescita delle dimensioni delle imprese, anche con fusioni e acquisizioni, contrasti con i principi della politica di concorrenza.
In questa prospettiva, in 30 anni, l’Antitrust europeo ha autorizzato il 95% delle proposte di concentrazione, ma sarà presto chiamata a nuove cruciali deliberazioni a partire dagli accordi internazionali in tema di produzione delle batterie per auto elettriche e su cc.dd. “progetti di interesse comune europeo”.
Di MANUELA LAMPITELLA

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Analisi interessante e piena di spunti che sarebbe impossibile sviluppare su un social. Brava per aver citato la "sventata" fusione Alstom Siemens, che da "sole" già rappresentano un TRUST.

Siamo presto passati dalla illusione della globalizzazione alla cruda realtà del rafforzamento del monopolio

Il popolo dovrebbe essere informato sugli effetti

Argomento interessante!

E noi siamo qui per questo motivo

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