Meritocrazia Italia: non si sottovalutino i rischi per la tenuta del sistema logistico-sanitario

Meritocrazia Italia: non si sottovalutino i rischi per la tenuta del sistema logistico-sanitario

La logistica sanitaria rappresenta un fattore strategico per il benessere individuale e condiviso.
Si tratta di una complessa rete formata da Istituzioni statali, imprese specializzate, strutture sanitarie e infrastrutture critiche, quali porti, retro-porti, nodi autostradali, ferroviari e aeroportuali. Oltre a ciò rileva il know how fornito dagli specialisti che, giorno dopo giorno, fanno funzionare questo gigantesco eco-sistema.
Si può a buon diritto parlare di ‘supply chain della salute’, una catena di fornitura che porta nel nostro Paese farmaci, vaccini, materiale sanitario, dispositivi elettromedicali, sangue e plasma, organi e tessuti per i trapianti, e molti altri presidi medico-sanitari indispensabili.
Non basta disporre di buoni medici e di strutture sanitarie valide se poi non si riesce a portarle laddove servono, per raggiungere quelle fasce di popolazione che vivono nelle aree interne, nelle zone di montagna o nelle isole.

Le recenti crisi internazionali, le difficoltà nelle catene di approvvigionamento, gli effetti della pandemia e la crescente instabilità geopolitica hanno dimostrato quanto questa rete sia esposta a vulnerabilità che possono compromettere la tempestività delle cure e, nei casi più delicati, incidere direttamente sul diritto alla salute dei cittadini.
La logistica sanitaria, pertanto, non rappresenta un elemento accessorio nell’organizzazione del Servizio Sanitario Nazionale, ma una componente essenziale della sua capacità di garantire continuità assistenziale e sicurezza.

Fondamentale è una struttura di coordinamento nazionale efficiente e sicura, in grado di governare questo complesso sistema, soprattutto in ambiti molto delicati come quelli afferenti ai trapianti o all’approvvigionamento dei radiofarmaci.

E non può mancare una riflessione sulla resilienza del sistema. Eventi pandemici, calamità naturali, crisi energetiche, tensioni internazionali o attacchi informatici possono mettere sotto pressione e compromettere il sistema.
Per questo è necessario interrogarsi sulla capacità delle infrastrutture del Paese di garantire, anche nelle situazioni di emergenza, la continuità delle forniture, il trasporto dei farmaci, dei radiofarmaci, degli organi e di tutti quei presidi indispensabili per assicurare cure tempestive ed efficaci.

La qualità della logistica sanitaria incide inoltre sul principio di equità territoriale. Il diritto alla salute non può essere condizionato dal CAP di residenza. Chi vive nelle aree interne, nelle isole o nei territori più periferici deve poter accedere alle stesse opportunità di cura garantite ai cittadini dei grandi centri urbani.

Abbiamo necessità che la logistica sanitaria risponda a un modello sintetizzabile con l’acronimo S.A.R.A.: Sostenibile dal punto di vista ambientale, Accessibile a prescindere dal contesto geografico nel quale vivono i cittadini, Resiliente agli shock sistemici e alle sempre più numerose emergenze e, in ultimo, Autonoma rispetto a influenze o interferenze provenienti da attori ostili di altri paesi.
Meritocrazia Italia chiede che sia avviata senza indugi una riflessione nazionale sulla logistica della salute, inserendola stabilmente nella programmazione sanitaria e infrastrutturale del Paese. Investire nella resilienza della supply chain sanitaria significa rafforzare la capacità del sistema di rispondere alle emergenze, garantire continuità assistenziale e assicurare a ogni cittadino, indipendentemente dal luogo in cui vive, un accesso equo e tempestivo alle cure. La logistica sanitaria non è soltanto un’infrastruttura tecnica: è uno degli strumenti attraverso cui si realizza concretamente il diritto costituzionale alla salute.

Stop war.