Carenze del BES

Carenze del BES

Secondo i più recenti studi condotti da un team di ricerca marchigiano, la misurazione del benessere attraverso il BES sconta i limiti di una selezione non ottimale degli indicatori. Ad esempio, nessuno di essi misura la reazione del sistema sanitario a eventi di massa o è in grado di identificare la capacità di far fronte alla diffusione di epidemie.

In primo luogo, tra i venti indicatori target identificati per il 2019, sei sono parametri basati sulla percezione individuale. Tali valori, sebbene catturino in maniera statisticamente corretta la percezione della popolazione in tema di salute, sono probabilmente soggetti a distorsioni dovute alla comunicazione politica, mediatica, alle stesse capacità cognitive e ai livelli d’istruzione degli individui.

Alla luce di quanto sta avvenendo, la scarsa attenzione posta al rischio pandemico, spesso denunciato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità ma scarsamente di interesse nel dibattito pubblico delle economie avanzate, richiede di valutare l’inserimento di informazioni più specifiche all’interno dei parametri di riferimento degli indicatori economici.

Tuttavia, limitare l’analisi critica al solo dominio salute appare limitativo. Le eccezionali misure che la pandemia ha reso necessarie evidenziano alcuni ulteriori aspetti che hanno giocato un potenziale ruolo non tanto sul tasso di letalità, quanto sulla capacità reattiva dei governi e delle popolazioni colpite. Il nesso tra istruzione, diffusione dell’informazione, solidarietà sociale, partecipazione collettiva e capacità dei governi di rispondere ai bisogni sociali e gestire emergenze è quasi completamente trascurata dal BES.

In effetti, sebbene il BES miri a superare la “logica del mercato”, esso lascia la definizione del benessere soprattutto a variabili di mercato. Ad un anno dalla fine della pandemia, quando si andrà a tracciare l’andamento dei BES nei vari paesi e nelle varie regioni, paradossalmente il grosso delle variabili appartenenti al dominio salute sarà tornata sul proprio tracciato di lungo periodo, se non, addirittura, su livelli migliori. Ad esempio, il numero di morti per patologie legate all’inquinamento potrebbe cadere, poiché è strettamente correlato al tempo di esposizione all’inquinamento e alle patologie respiratorie, ovvero a caratteristiche della popolazione anziana che il Covid-19 sta colpendo più duramente.

In un’ottica di lungo periodo è quindi importante rendere il PIU (Prodotto Interno Umano) rispetto al BES  maggiormente coerente con i fattori che effettivamente segnano la qualità della vita e il benessere in rapporto alle dimensioni collettive e alla capacità di azione dei governi e della politica. Si tratta della rivoluzione culturale fatta propria da Meritocrazia Italia, che parte dall’anteporre il benessere collettivo a quello materialista e individuale.

 



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