DISABILITÀ, LEGALITÀ E MERITO

DISABILITÀ, LEGALITÀ E MERITO

Nuove prospettive

La Componente 2 Missione 5 contenuta nel PNRR ha rinnovato l’impegno alla realizzazione dei principi già sanciti dalla ‘Convenzione ONU sui diritti delle persone con disAbilità’ in linea con la ‘Carta dei diritti fondamentale dell’Unione Europea’ e con la ‘Strategia per i diritti delle persone con disAbilità 2021-2030’.
A livello domestico, dopo il via libera della Camera dello scorso 9 dicembre, con 206 voti, all’unanimità, il 20 dicembre il Senato ha approvato definitivamente il d.d.l. n. 2475 in materia di disAbilità, collegato alla manovra di bilancio. Si attendono, per i prossimi mesi, i decreti attuativi.

La sfida della creazione di una Società realmente inclusiva sembra ora avere un termine di riferimento.
Negli auspici, prende avvio un nuovo iter verso il raggiungimento di un equilibrio vero, fatto di maggiori equità e tutela.

Il concetto di disAbilità merita di essere rivoluzionato, con abbandono di un’attenzione alla persona disAbile puramente medico-sanitaria e dell’idea della diversità come limite, e con apertura alla definizione del giusto ruolo nella comunità per tutti, secondo attitudini e aspirazioni.
Fondamentale sarà la collaborazione nella raccolta di dati, testimonianze, esigenze, criticità e best practice da analizzare, approfondire e rielaborare, perché nessuna legge o regolamento potrà mai essere realmente utile se non davvero attuabile.
Lamentarsi o accettare passivamente ciò che non va non è risolutivo. Bisogna diffondere la cultura della partecipazione e del fare propositivo, per dar valore al merito sempre presente e potenziabile in ogni individuo, promuovere la forza della coesione e l’importanza della resilienza. Facciano tutti un passo in avanti: diretti interessati, familiari e caregiver, in modo che anche le Istituzioni, con l’ausilio dei decreti attuativi, diano vita a una nuova realtà realmente inclusiva. La coesione sociale postula nuovi legami sociali, dialogo, confronto e coordinamento tra le varie realtà, pubbliche e private, che si occupano di disAbilità in modo da definire il miglior presente per un futuro ottimale.
Importante sarà anche escludere l’utilità di soluzioni preconfezionate, nella presunzione che possano essere adeguate a tutti. Indipendentemente dalle abilità, ogni persona è diversa nei sogni, nei desideri e negli auspici.

La nuova delega al Governo potrebbe rappresentare l’occasione per invertire l’attenzione istituzionale e per far sì che la Società tutta inizi ad accogliere, in ogni settore, anche chi ha una qualsiasi forma di svantaggio, affinché ogni diversa abilità sia riconosciuta come possibile talento, preludio al raggiungimento del benessere personale e sociale.

Allo scopo è fondamentale:
– velocizzare, semplificare e rendere comuni in ogni Regione i processi di riconoscimento e diagnosi della disAbilità, in modo da evitare le note disparità territoriali con particolare riguardo al rapido riconoscimento delle malattie rare;
– promuovere l’attuazione della cartella clinica condivisa tra mondo sanitario e sociale, in modo che sia più facile condividere informazioni, sempre aggiornate, utili alla realizzazione del progetto di vita di ogni persona con disAbilità;
– incoraggiare e favorire l’autonomia delle persone con disAbilità, affinché siano libere di scegliere dove, come e con chi vivere la propria vita;
– incrementare il numero degli assistenti sociali operanti nei settori, pubblici e privati, dedicati al benessere e alla presa in carico delle persone disAbili anche al fine di monitorare costantemente i servizi offerti per qualità ed adeguatezza;
– avviare una più efficace opera di sensibilizzare a un maggior rispetto, contro fenomeni di emarginazione, partendo da una comunicazione adeguata, attenta;
– potenziare la formazione, rendendola continua, dei lavoratori operanti con le categorie fragili anche sotto il profilo dello stress da lavoro correlato e in un’ottica di maggior adeguatezza ai tempi ed alla diversità dei ruoli e dei bisogni, in modo che si forniscano sempre competenze adeguate;
– realizzare a livello nazionale campagne di sensibilizzazione che favoriscano la più serena inclusione delle persone con disAbilità all’interno della società, del mondo dell’istruzione, del lavoro, dello sport e del tempo libero, favorendo l’eliminazione delle barriere di tipo culturale, dando ampia visibilità alle buone pratiche attuate e replicabili in ogni settore;
– sostenere l’ascolto, istituendo censimenti e periodiche indagini statistiche che valutino la realtà, la gratificazione e consentano di esprimere opinioni e idee migliorative;
– consolidare gli strumenti finalizzati alla definizione e all’attuazione degli interventi individualizzati mediante lo stanziamento di fondi per progetti continuativi destinati alle associazioni del Terzo settore che accompagnano, spesso a titolo di volontariato, la quotidianità delle persone con disAbilità e dei loro cari.



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