DISABILITÀ, STATISTICHE E INCLUSIONE SOCIALE

DISABILITÀ, STATISTICHE E INCLUSIONE SOCIALE

Contro la ‘malasocietà’

Case di cura e di riposo definite lager, insegnanti che etichettano confidenzialmente i propri alunni, passeggeri che non cedono il posto, bulli che compiono azioni violente o di scherno, diritti negati e mancate opportunità: sono tutte azioni fuori da ogni logica e umanità, esempi indicativi e non esaustivi della ‘malasocietà’.

Tante le riflessioni.
È brutale l’omertà di chi vive, acconsente o solo sospetta situazioni ingiuste, talvolta anche drammatiche e prive di umanità, senza far nulla. E si volta dall’altra parte.
La discussione su telecamere sì o no in asili e luoghi che ospitano anziani e disAbili è in atto da tempo e viene riaperta ogni qualvolta si scopre una situazione fuori dall’umano.
La verità è che l’incidenza della violenza nei confronti delle persone con disAbilità è sconfortante, ma non ci sarà mai azione efficace senza contestuale sviluppo e incremento di sensibilità, rispetto e coesione sociale.

I fatti di cronaca, le rilevazioni e gli atteggiamenti noti dovrebbero sempre essere il punto di partenza per nuovi traguardi in cui, partendo dall’analisi delle criticità, evitando la spettacolarizzazione, bisognerebbe puntare a maggior benessere, riguardo e dignità.
Prendersi cura delle persone fragili e di quelle anche solo parzialmente incapaci di agire e reagire in autonomia o di intendere e di volere significa in primis rispettare le diverse esigenze, avere umiltà, pazienza, coerenza e rispetto dei valori della vita. Nel caso in cui si scelga di farlo per lavoro, inoltre, richiede anche competenza, serietà e professionalità.

Conforta il fatto che qualcosa si muove.

Lo scorso 27 aprile la Camera ha approvato la proposta di legge n. 2804 («Disposizioni in materia di statistiche in tema di violenze di genere») con una particolare specifica, promossa mediante la campagna di sensibilizzazione ‘Dateci i dati!’ sostenuta dal Centro Informare un’H, secondo la quale i dati raccolti devono essere disaggregati anche in relazione alla eventuale disAbilità della vittima.
Istat e Sistan (Sistema Statistico Nazionale), nelle future specifiche indagini campionarie dedicate alla violenza contro le donne che avverranno con cadenza triennale, rileveranno e stratificheranno l’incidenza delle rilevazioni di atti di violenza anche sulle donne disAbili.
Disporre di una base analitica per descrivere in modo adeguato il fenomeno della violenza nei confronti delle donne con disAbilità contribuirà ad attenzionare politiche e programmazioni maggiormente mirate, anche sulla violenza in genere. Con la speranza di un celere reale progresso della società tutta, in cui non vi siano più disparità, mancate opportunità e violenza, Meritocrazia Italia evoca senso di comunità, di tutela e di coesione.

Non c’è altro tempo da perdere.

Al potenziamento delle rilevazioni dei dati segua una riconversione delle normative, dei regolamenti e dei controlli da effettuare, con improvvisata regolarità, nei luoghi di interesse e di vita delle persone non in grado, in totale autonomia, di intendere e di volere.
Fondamentale:
– incrementare il numero degli assistenti sociali operanti nei settori, pubblici e privati, dedicati al benessere, all’istruzione, alla cura e alla presa in carico delle persone al fine di monitorare costantemente i servizi offerti per qualità ed adeguatezza;
– sensibilizzare la società tutta a un maggior rispetto del prossimo e al dovere di segnalare sempre alle autorità competenti situazioni ritenute critiche;
– promuovere l’educazione alla socialità e al rispetto nelle scuole di ogni ordine e grado con progetti accessibili, innovativi, inclusivi e proattivi in collaborazione con le associazioni e le realtà del Terzo settore;
– potenziare la formazione, rendendola anche continua, dei lavoratori operanti con le categorie fragili, insegnanti compresi, anche sotto il profilo dello stress lavoro correlato e in un’ottica di maggior adeguatezza ai tempi e alla diversità dei ruoli e dei bisogni, in modo che si forniscano sempre competenze adeguate;
– introdurre il monitoraggio dello status psicologico dei lavoratori operanti nei settori usuranti al fine di prevenire frustrazione, demotivazione e burnout;
– promuovere campagne di sensibilizzazione per il contrasto della violenza che siano accessibili anche alle persone disAbili, ossia realizzate in formati Easy to read, con sottotitoli e traduzione in CAA (comunicazione aumentativa alternativa), LIS e Braille;
– avviare tempestivamente i ‘servizi di gestione dell’emergenza’ al fine di sostenere, nel modo più adeguato, le vittime formando i professionisti anche nella gestione ed interazione con le persone disAbili;
– incrementare e diffondere in ogni territorio i percorsi di riabilitazione rivolti sia alle vittime che ai carnefici;
– garantire sempre equa giustizia disponendo adeguate azioni correttive e migliorative in modo da non abbattere la fiducia.

Persone disAbili, bambini, anziani, non autosufficienti e care leaver meritano servizi eccellenti che siano anche di reale supporto al quotidiano dei familiari e dei caregivers che affidano i propri cari a professionisti di settore, e meritano soprattutto una società maggiormente coesa, inclusiva, equa, pacifica e resiliente.

 

 

FONTI:

www.informarecomunicando.it
www.informareunh.it
www.superando.it



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