IL ‘RILANCIO’ PASSA PER UNA POLITICA AMBIENTALE SERIA E DI SISTEMA

IL ‘RILANCIO’ PASSA PER UNA POLITICA AMBIENTALE SERIA E DI SISTEMA

Il principio dell’azione ambientale postula che la tutela dell’ambiente sia garantita da tutti gli enti pubblici e privati, mediante un’azione informata al rispetto dei canoni comunitari in materia. Nella ripartenza, l’economia deve essere ricalibrata alla tutela del lavoro e della salute dei cittadini, attraverso un politica ambientale a largo spettro.

Nel corso degli ultimi anni, anche sulla scia delle sollecitazioni degli organi europei, molti enti locali si sono attivati per creare realtà a privilegio delle aree verdi, con ricorso ad AZTL a limitazione delle immissioni di gas tossici, aumento di incentivi per l’installazione dei pannelli solari a contenimento dello spreco di energia, e dotazione di nuovi depuratori. Molte Regioni hanno approvato l’introduzione di criteri di sostenibilità ambientale in fase di approvvigionamento di beni e servizi da parte delle stazioni appaltanti della p.a.

Gli sforzi, però, non sembrano caratterizzati dalla necessaria continuità. Città industrializzate come Milano si caratterizzano per alti tassi di inquinamento atmosferico. Anche comuni del sud Italia, già deturpati da un’edilizia scriteriata, vivono una realtà di inquinamento idrogeologico e ambientale molto grave.

Serie politiche ambientali stentano a decollare in maniera omogenea e complessiva. Non ha aiutato la riduzione della spesa pubblica degli ultimi anni (addirittura del 37%). Negli investimenti anche comunali e regionali si sono privilegiati sempre altri settori, a discapito di quello ambientale.

L’attuale situazione di deficit di molti enti locali non deve scoraggiare.

Le opportunità di accesso a finanziamenti anche europei aprono alla prospettiva di nuove proposte regionali, in grado di creare collegamenti virtuosi tra enti locali. Anche il ‘decreto Rilancio’ contiene una serie di misure green (sgravi fiscali per la realizzazione di interventi di riqualificazione energetica e antisismici sugli immobili, bonus per l’acquisto di biciclette, monopattini, sostegno economico per le attività eco-compatibili).

Non basta.

È necessario amplificare gli investimenti in banda larga in tutti i comuni, lavorare sulla riduzione delle spese energetiche, favorire la bonifiche dei siti inquinanti, valorizzare i modelli di coltura territoriali e le altre attività della bio-economia rigenerativa.

Investire sull’economia verde è fondamentale espressione della capacità di previsione. Per un effettivo ‘rilancio’ dell’Italia dopo l’emergenza, servono riforme ecosostenibili che rendano le società, i sistemi sanitari e l’economia tutta più resilienti nei confronti delle pandemie.



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