ITALIA, TERRA D’ARTE

ITALIA, TERRA D’ARTE

L’indifferenza che fa calare il sipario

L’Italia possiede circa il 78% del patrimonio artistico mondiale ed è considerata a livello internazionale la culla della cultura.

Tutto il settore, comprensivo anche dell’intrattenimento (cinema, teatri, musica), è stato fortemente colpito dalla crisi sanitaria, che, invero, ha acutizzato criticità storiche. Il particolare momento è stato solo terreno fertile per amplificarle.

Purtroppo l’intero ambito è stato qualificato, di recente, ‘non essenziale‘, forse superfluo e voluttuoso.

E invece è prezioso ‘bene comune’.

Il comparto è articolato. Comprende competenze e segmenti diversi, eppure resta spesso dimenticato.

La Capitale del Paese, dal centro alla periferia, si sta pian piano spopolando di luoghi culturali simbolo.
E’ calato il sipario sul Teatro dell’Angelo nel quartiere Prati; al suo posto sorgerà un supermercato. Il famoso Teatro Sistina è costretto a vendere le suppellettili per sostenersi. A Napoli chiudono definitivamente storici teatri, il Troisi e il Politeama.
Confcommercio rileva che oltre il 91% dei cinema italiani ed oltre il 95% dei teatri sono in difficoltà; il 70% dei primi, ormai chiusi da tempo, potrebbe non riaprire. Inoltre, anche se si rientrasse in una pseudo normalità minore sarà l’afflusso di pubblico.

Questa drammatica situazione richiede allora un resettaggio del passato e una coraggiosa ripartenza. Un ‘punto zero’ per la rinascita.

Bisognerà intervenire sui costi per stimolare la domanda:

– prevedere formule di abbonamenti a musei, teatri e cinema, economicamente vantaggiosi per famiglie e ragazzi e per quei cittadini e turisti che sceglieranno di spostarsi con mezzi di trasporto sostenibili, anche con meccanismi cumulativi ‘trasporto-visite’;

rendere detraibili i costi legati agli ingressi e agli spostamenti.

L’azione dovrebbe essere mirata, unica e omogenea a livello nazionale, accompagnata da una campagna di comunicazione che esalti l’importanza del patrimonio culturale e la necessità di sostenerlo.

Lievemente diverso il mondo dello spettacolo, della musica, del teatro, della danza, che oggi ha generalizzato la precarietà dei propri lavoratori.

E’ imprescindibile un preciso calendario di riaperture, che rivitalizzi le produzioni, le prove, la programmazione delle tournée, teatrali e musicali.

Non tutti i lavoratori del settore rientrano nel piano degli ammortizzatori sociali ed è a loro che deve essere rivolta la massima attenzione.

Già in tempi non sospetti vi erano state forti riduzioni dei finanziamenti pubblici e dei bandi, con un grave indebolimento del sistema. Adesso non è più tempo di incertezze e di tergiversare, bisogna ricominciare. L’effetto, altrimenti, potrebbe essere più tragico della causa.

Come farlo?

Una idea, tra le più banali e di semplice attuazione, sta nella pianificazione, soprattutto con l’arrivo della bella stagione, di piccoli eventi all’aperto, diffusi capillarmente sull’intero territorio nazionale con prenotazione obbligatoria e adozione di tutte le misure precauzionali, creando sinergie con gli enti locali e mobilitando i volontari per la gestione dei flussi.

Ma per programmare nuove iniziative serve anzitutto visione. La crisi emergenziale ha portato cambiamenti irreversibili, anche nei desideri degli utenti. A questo bisognerà guardare: ai rinnovati bisogni, alle diverse richieste e attitudini. Per essere pronti a dare risposte adeguate e predisporre progetti realmente innovativi e attrattivi.

La tradizione merita di essere valorizzata con l’apertura all’innovazione.

Nel welfare generativo potrebbe risiedere una delle soluzioni: ‘prendi dalla collettività in cambio della tua responsabilizzazione, con forme di produzione culturale e di welfare-riattivazione sociale’.

Perché l’identità nazionale e il suo carico di valori e risorse non vadano persi serve consapevolezza dell’evoluzione del sistema, sentirsi parte di esso e curarlo.



<p style="color:#fff; font-weight:normal; line-height:12px; margin-bottom:10px;">Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso consulta la nostra Privacy Policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.</p> Leggi la nostra cookie policy

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi