LA CULTURA DELLA DROGA: UNA SCONFITTA PER LA CIVILTÀ

LA CULTURA DELLA DROGA: UNA SCONFITTA PER LA CIVILTÀ

L’assunzione di sostanze stupefacenti ha raggiunto dimensioni di massa in ogni strato sociale.
Una sconfitta per la Civiltà.

Il fenomeno non è certamente nuovo. Le droghe giungono dall’antichità. In alcuni papiri egizi si legge che l’oppio veniva utilizzato per lenire il dolore durante le operazioni o in casi di malattie incurabili. Vero anche che nessun documento riferisce di un consumo per piacere.
Oggi, invece, quello degli stupefacenti è un vero e proprio mercato globale, al quale, come in ogni settore di mercato, sono abbinati modelli di persuasione e campagne di marketing. Per la promozione di una ‘cultura della droga’.

Il problema riguarda anche e soprattutto i giovani.
Un ragazzo con vivi interessi di studio, lavoro, e relazioni sociali non è attratto dal mondo delle droghe. Non spontaneamente. È però spesso esposto a sollecitazioni forti e continue che generano curiosità e rappresentano una pericolosa tentazione nei momenti di debolezza e insicurezza che inevitabilmente ogni adolescente attraversa.
I giovani conoscono, attraverso famiglia, scuola, media e social, le devastanti conseguenze alle quali può portare l’abuso di stupefacenti. Ma, paradossalmente, è proprio questa consapevolezza (tra l’altro) ad aggravare il problema. Nella maggior parte dei casi, chi assume droga sa di farsi male e vuole l’autodistruzione. Un moto di rivolta: colpendo se stessi, gli adolescenti vogliono punire altri, che siano i genitori, il sistema scolastico, o il nemico indefinito della società.
Quello di cui non si ha davvero la percezione è il vortice di dipendenza dal quale è difficile sfuggire. Il primo tentativo è sempre quello di controllare l’uso e renderlo compatibile con una vita relativamente ordinaria. All’inizio è possibile, ma la sudditanza, prima psicologica e poi fisica, giunge ineluttabile.

Occorrono interventi di maggiore determinazione per arrestare il fenomeno dilagante.

Il narcotraffico oggi, nonostante l’intensificazione dei controlli, rappresenta una grande minaccia.
Qualche dato basta a rendere l’idea.
Nel 2016, 34 milioni di persone nel mondo hanno fatto uso di oppiacei, 18 milioni hanno consumato cocaina, 13,8 milioni di giovani tra i 15 e i 16 anni hanno fumato cannabis. La cocaina è responsabile di circa il 6% dei decessi per droga, e in Europa risulta la più diffusa sostanza illecita stimolante, con 3,6 milioni di adulti tra i 15 e i 64 anni che ne hanno fatto uso nel 2015.
Le morti direttamente legate al consumo di droghe sono aumentate del 60% dal 2000 al 2015. Il 39% dei decessi riguarda oggi persone di 50 anni o più, e in tre casi su quattro il problema è legato al consumo di oppiacei.
Oltre al consumo di eroina, si registrano sempre più spesso utilizzi non clinici di farmaci contro il dolore, ottenuti attraverso canali illegali.

Salute e Giustizia sono due facce della stessa medaglia del rispetto dei diritti umani.
Una seria lotta al traffico di stupefacenti si deve accompagnare a campagne sanitarie e sociali. Bisogna puntare alla crescita di una comunità competente attraverso un lavoro culturale ed educativo di lungo corso, che coinvolga genitori, amministratori, operatori scolastici e sanitari. Cittadini e associazioni.

Il consolidamento della collaborazione tra tutti gli attori sociali è un obiettivo essenziale che può diventare propulsore per nuove conquiste culturali e per l’adozione di nuovi stili di vita più salutari.

 

 

 

 

 

FONTI
Dati da focus.it



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