LA REALTÀ DEL TRASPORTO SOCIALE

LA REALTÀ DEL TRASPORTO SOCIALE

Verso un livellamento qualitativo

Tra i servizi potenzialmente a disposizione delle categorie più svantaggiate vi è il c.d. trasporto sociale, che consente a cittadini residenti o stabilmente domiciliati, in condizioni di fragilità permanente o temporanea e privi del supporto di una rete familiare e/o non in grado di fruire autonomamente dei servizi pubblici, di spostarsi sul territorio agevolmente.

Da sempre uno dei servizi a maggiore impatto sulla comunità (sia per la capillarità dell’offerta che per il sistema di servizi, strutture e centri che beneficia di questo tipo di prestazione), può essere individuale o collettivo, in base a esigenze e destinazione degli utenti.
Attivato da associazioni di volontariato, pubbliche assistenze o cooperative sociali, il trasporto sociale è rivolto, nello specifico, a over 65 impossibilitati a raggiungere autonomamente le strutture sanitarie; minori, adulti e anziani con disAbilità media o grave o non autosufficienti; minori soggetti a provvedimenti dell’autorità giudiziaria o segnalati dai Servizi dell’Azienda ULSS, dalla Scuola o dai Servizi sociali ed educativi del Comune; minori o adulti in difficoltà temporanea (debitamente documentata); persone segnalate dal Servizio sociale di base del Comune, prive di familiari o con un contesto familiare problematico, oppure con familiari temporaneamente impossibilitati non titolari di permessi di cui alla l. n. 104 del 1992.

In casi di particolare necessità, è previsto il trasporto anche per accompagnatori (di età superiore ai 18 anni) che possono essere operatori personali, familiari, volontari o altre figure richieste dall’utente.
Tale servizio permette ai soggetti beneficiari di accedere a centri diurni integrati e alla rete di servizi socio-ricreativi; accedere alle strutture socio-assistenziali, socio-sanitarie e sanitarie; raggiungere altre destinazioni precedentemente concordate e programmate e avere una vita sociale e lavorativa attiva; raggiungere seggi elettorali ed esercitare il diritto di voto; partecipare a manifestazioni culturali e aggregative; e partecipare a progetti sociali e socio-educativi attivati dai Servizi sociali.

Per accedere è necessario che la persona interessata o un familiare o altre figure indicate presentino richiesta scritta (o telefonica) indirizzata al Responsabile del Settore Servizi al Cittadino (su apposito modulo compilato dagli assistenti sociali).
Per le persone prese in carico dai Servizi sociali tale richiesta può essere presentata direttamente dagli operatori, con inserimento nel ‘Piano di intervento individualizzato’.
Nella fase successiva, il Servizio sociale comunale valuta le richieste ricevute, effettuando accertamenti di verifica riguardanti il bisogno dell’utente, le modalità di intervento e la reale impossibilità di soluzioni alternative (ad esempio, mancanza di rete familiare).
In seguito le istanze, integrate con la valutazione dell’assistenze sociale, passano al Responsabile del settore Servizi al cittadino, il quale accerta la disponibilità finanziaria e accoglie o rigetta la richiesta di servizio trasporto sociale.
L’esito positivo della presentazione di istanza per tale servizio dipende, ovviamente, dalle risorse organizzative e finanziarie a disposizione delle amministrazioni comunali, con priorità per i casi più urgenti e di maggiore bisogno.
Il servizio è di solito integralmente gratuito, ma, in presenza di minori, adulti e anziani con rete familiare nello stesso Comune dell’utente, è richiesto il pagamento di un importo giornaliero, variabile da Comune a Comune.

Di norma il trasporto sociale non è un servizio continuativo, ma in casi particolari il Responsabile del Settore può autorizzare un trasporto quotidiano, purché questo non precluda la fruizione dello stesso da parte di altri utenti.

Solitamente, gli interventi da effettuare sono circoscritti al territorio comunale o a Comuni limitrofi; in caso di comprovata necessità o di attività inserite in progetti attivati dai Servizi Sociali, possono riguardare destinazioni site in altri ambiti territoriali.
Il servizio di trasporto sociale presuppone l’utilizzo di mezzi idonei alle esigenze dei fruitori, come pulmini attrezzati con elevatori per utenti con difficoltà di deambulazione e deve essere organizzato in modo da garantire la massima fruibilità possibile.
La conduzione degli automezzi per espletare il trasporto è affidata a personale volontario (spesso pensionati) in possesso dei requisiti necessari.

La disomogeneità territoriale e il diverso tipo di enti chiamati a intervenire nell’ambito di questo servizio hanno portato a una serie di esperienze diverse in seno alla costruzione della progettualità.
Risulta necessario individuare degli standard di processo e di gestione del trasporto sociale, al fine di uniformare i comportamenti delle amministrazioni e migliorare la qualità dell’assistenza, garantendo ovunque adeguati livelli di qualità del servizio.
Vero anche che le linee guida (rappresentanti un’analisi accurata delle criticità della tematica) devono poter essere adattate alle peculiarità dei contesti di riferimento.

Diverse le amministrazioni territoriali virtuose.
Tra queste, la Regione Toscana che, assieme ad ANCI Toscana, ha partecipato, nel 2016, al seminario di presentazione della ricerca condotta dal CESVOT (Centro Servizi Volontariato Toscana), durante il quale è stata ribadita l’urgenza di uniformare il frastagliato panorama in base alle caratteristiche principali del servizio stesso.
A fine incontro, i principali attori istituzionali e del volontariato hanno costituito un tavolo di lavoro condotto dal CESVOT, inteso a richiamare l’attenzione sull’importanza della selezione dei percorsi di costruzione delle progettualità e della valutazione delle richieste di compartecipazione.
Tutte questioni che vanno demandate alle singole amministrazioni locali che attivano il servizio.

In un momento storico come quello attuale, in cui è a rischio la tenuta del sistema del welfare in termini di sostenibilità, equità e pari opportunità, ferma restando l’opportunità di applicare criteri che attengano alle facoltà dei potenziali beneficiari (criteri ISEE e altri indicatori), è comunque fondamentale che parte delle risorse del PNRR previste dalla Mission 5 vengano indirizzate alle amministrazioni locali per finanziare progetti di trasporto sociale e poter così rispondere, in maniera adeguata, alle crescenti necessità dei soggetti più fragili, a seguito dell’emergenza pandemica e del ‘caro carburante’.

 

 

 

FONTI:
gulliver.mo.it
cesvot
renogalliera.it
sac4.halleysac.it



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